In viaggio, dalla Croazia alla Calabria.

L’ho già detto, per me la Croazia si è rivelata un’incredibile sorpresa. Ammetto di esser stata un po’ prevenuta grazie anche ai racconti di chi l’ha vista vent’anni fa. Ma poi alla fine mi sono fidata di chi al contrario mi ha detto di andare e di vedere con i miei occhi. E me ne sono innamorata.
Mai ferma in un posto per più di due giorni, perchè la mia idea di vacanza è di girare il più possibile, visitare, curiosare, provare e assaggiare. Il giorno prima della partenza ero in fibrillazione, ma non mi sono documentata su niente: volevo andare assolutamente alla cieca.
E poi la Calabria, a trovare una grande famiglia che ogni volta ci coccola e ci fa sentire il suo affetto. Tra risate, confidenze, grigliate, lacrime e un sacco di emozioni. Una famiglia che ti abbraccia forte e ti fa sempre sentire parte di essa.

Tappa 1. Trieste,11-12 giugno. 1 notte.
Da rivedere.

Purtroppo non ero in perfetta forma fisica e quindi mi sono trascinata lungo vie, piazze e vicoli dai nomi che richiamano il mare, pur accorgendomi che avevo di fronte una città molto interessante. L’ho filtrata attraverso i racconti di Paolo Rumiz e mi dispiaceva davvero non poterne assaporare il gusto. Ma poco male: la mia amica Lorenza che vive lì non c’era in quei giorni quindi un viaggio assolutamente da ripianificare. Scorci indimenticabili, colori del cielo incredibili, sapori che ti fanno sorridere e ti rendono in pace con il mondo.

A Trieste abbiamo dormito a Smartrooms.
Smartrooms, nel centro storico di Trieste, vicino alle attrazioni della città. Posto carino, molto pulito, silenzioso. Sembra un po’ di entrare in un condominio di medici, notai e avvocati, ma poi scopri un appartamento grazioso con tante camere con i bagni privati e un salotto in comune. Carino e verde.

Tappa 2. Rovinji, 12-13 giugno. 1 notte.
Allegra, variopinta, cordiale.

Il caro Leo che ci ha accolti in questa cittadina ci ha riempito di validi consigli sia su cosa fare durante la nostra permanenza (dove era meglio fare colazione con vista sul mare, ad esempio), ma anche sul proseguo di questo viaggio un po’ alla cieca. La cittadina ricorda molto i nostri borghi sul Lago di Garda: piccola, piena di vicoletti con queste pietre bellissime e scivolosissime riscontrate poi in altre città del nostro itinerario. Ristoranti, locali e negozietti in ogni dove. Sicuramente la più turistica di tutto il nostro percorso. Già qui ci siamo resi conto che ogni 30 macchine tedesche ne spuntava una italiana.

A Rovinji abbiamo dormito a “la Casa di Loreto”.
Una stanza piccolina, ma profumata di buono, con cesto di frutta, acqua, la possibilità di prepararsi the o caffè e molto pulita. E’ il più vecchio b&b nel centro storico (chiuso rigorosamente al traffico). E ovviamente un fantastico Cicerone: Leo!
Consigliato!

Tappa 3. Isola di Krk – Krk, 13-15 giugno. 2 notti.
Favolosa.

L’ho trovata incantevole. Bisogna dire che visitare un Paese turistico all’inizio di giugno è una meraviglia: poca gente, poco traffico, operatori (ad inizio stagione) attenti, volenterosi, ospitali, disponibili e aperti. Periodo perfetto!
Ho scelto un luogo tra tutti dove fermarmi, ne avevo già parlato, vi ricordate? Krk, la città vecchia.
Torri del 1400, mura, 4 ingressi, porti, pescherecci. E una bella riva dove poter camminare. Ottima cucina, mi ci sarei fermata per tutto il resto della vacanza in realtà, ma c’era ancora tanto da scoprire e non solo sulla costa…


Non posso dire niente dell’isola perchè non abbiamo visitato altro oltre alla città vecchia. (Prossima volta…). Il b&b dove abbiamo pernottato “Città Vecchia”  è il numero uno della mia classifica. E Katarina e Daniel davvero squisiti. Anche se il primo approccio è stato di quelli un po’ allucinanti: al nostro arrivo fa molto, molto caldo. E ti dicono che per arrivare al b&b bisogna lasciare la macchina in cima alla città e bisogna scendere parecchio, attraverso vicoli con ciotoli sconnessi per ottenere la chiave della tua stanza per due giorni … a piedi, con tutte le valigie. Ecco. Ma non è tanto questo. E’ che poi scopri che in realtà potevi arrivarci tranquillamente vicino con la macchina…vabbè, alla fine ci siamo riusciti ed è stato un gran bel soggiorno!

Prima di passare alla prossima tappa, breve racconto fotografico di una gita all’Isola di Rab con partenza e arrivo da Krk.
8 ore tra barca e visita alla città omonima con bagno nelle nuove acque croate. L’unico neo, il pranzo….ma dai, se pensiamo che in due settimane è l’unico da potersi definire “da dimenticare”, è andata super bene…. Di degna nota la grappa la mattina appena partiti e riproposta nel pomeriggio.

Tappa 4. Laghi di Plitvice, 15-16 giugno. 1 notte.
La campagna croata.

Per arrivare al Parco Nazionale dove si trovano questi laghi dalle acque cristalline, Patrimonio Unesco dal 1979, ricche di pesci, il navigatore ci ha fatto fare un tragitto allucinante, pieno di tornanti in mezzo alla campagna nel nulla del nulla. Speravo tanto di vedere qualche animale nei prati verdissimi, vacche, capre o pecore ma niente. Casette di tutti i tipi puntellano questi pascoli ma io riuscivo a pensare solo allo spreco di non avere bestiame in quei luoghi così belli. Già mi immaginavo fattorie con qualche chiosco di vendita di squisiti prodotti caseari.
Finalmente dopo un paio d’ore dall’Isola di Krk, abbiamo raggiunto la nostra mèta, Jezerce. Abbiamo incontrato Mišo, padrone di casa dal volto buono e sorridente che, vista l’ora, ci ha preparato il gulash della “mama”. Alcune informazioni sul miglior giro da fare, la promessa della sua specialità per cena e via, verso i laghi! Un sentiero di legno tipo mattoncini nel regno di Oz, battelli e shuttle navetta, ti portano ad assistere ad un vero Paradiso terrestre.

Il nostro soggiorno da Mišo, Adriana Guesthouse, lo consiglio vivamente per chi ama quiete e vita sana e semplice. Ottimo padrone di casa, Mišo ti racconta volentieri, particolarità e curiosità del posto. Dovrebbe puntare di più su una collaborazione con i contadini della zona, soprattutto per la proposta della colazione.

Tappa 5. Isola di Pag – Pag, 16-18 giugno. 2 notti.
Lunare.

Appena passato il lembo di terra che la unisce alla terraferma, l’Isola di Pag sembra la luna. Un paesaggio senza vegetazione alta, molto sassosa, talmente brulla da lasciarti senza fiato. La città omonima al primo sguardo mi ha lasciato un po’ perplessa…sbagliando in toto! E’ proprio vero che le prime impressioni non sempre sono azzeccate… Per un attimo ho pensato a quanto sarebbe stato noioso perchè sembrava non esserci niente. Una tappa a Novalia visto che era molto presto, la cittadina delle discoteche e dei giovani…c’erano barche piene di ragazzi stipati come sardine sui ponti pronte a partire per un party alcolico in mezzo al mare… e ne siamo scappati all’istante, tornandocene a Pag. Anche qui una città vecchia piena di musica, gente in vena di far festa, bambine del luogo tutte in ghingheri per ballare, ma molto meno caotica. Mi dispiace molto non aver chiesto il nome alla ragazza del bar dell’albergo in cui eravamo, il Belveder, perchè era un portento! Anche se non aveva mai sentito nominare l’Hugo, ha cercato la ricetta del cocktail e ha rinunciato solo quando non si è trovata di fronte il nome “elderflower” cioè fiore di sambuco. Quindi…mojito per tutti!

Tappa 6. Spalato e Potsdrana, 18-20 giugno. 2 notti.
Per Spalato solo un aggettivo: magnifica.
Potsdrana è un paese sulla costa a pochi km dalla città delle ginestre, ideale per non mescolarsi nel traffico. Perfetta per trasccorrere due giorni prima della grande traversata verso l’Italia.

La città dalmata lastricata in pietra bianca è davvero una meravigliosa sorpresa. Il Palazzo Diocleziano, il Tempio di Giove, la Cattedrale…. monumentale. Ma per niente vecchia. Così pregna di storia ma allo stesso tempo creativa e innovativa.
Anche i locali, molto attenti alle materie prime e a come si cucina e con in alcuni casi anche un gran street food di qualità. Vivace e colorata, brulicava di gente ordinata e sorridente. Tantissimi i mercati di frutta e verdura e di antiquariato dove ho acquistato la mia bussola d’oro che porto sempre con me. Qui di sicuro ci voglio tornare anche perchè ho lasciato in Croazia un grande rimpianto, visitare Dubrovnik.

Il pernotto a Villa Tomasovic, tranquillo e molto carino. Assolutamente una pulizia ineccepibile in tutte le nostre permanenze.


Una piccola chicca prima di lasciare la Croazia, la visita a Kastela, i 7 antichi borghi caratterizzati da castelli. Ma uno fra tutti era per me assolutamente da non perdere…. Kastel Gomilica, uno dei set per la città di Bravos (Game of Thrones)…😍 

Nella notte tra il 20 e il 21 giugno abbiamo fatto la nostra traversata, Spalato- Ancona. Ennesima splendida sorpresa. Cabine pulite, cena ottima nel ristorante del traghetto Jadrolinia e colazione stra-abbondante.

Tappa 7. Marina di Schiavonea, Thurio, Corigliano Calabro, 21-25 giugno.
Matrimonio Antonella e Nicola. Spettacolo.

Mi ripeto nuovamente rispetto a quanto scritto nella mia introduzione. Ogni volta in Calabria è come sentirsi un po’ a casa. L’occasione del matrimonio di Antonella e Nicola era davvero imperdibile. Sia perchè alcune persone non le vedevamo da troppo tempo, sia perchè come si fa a perdersi un matrimonio in Calabria….. impossibile, sarebbe da pazzi! Non voglio essere avara di aggettivi… emozionante, commovente, caldissimo, dolce, principesco e semplice allo stesso tempo, divertente, gioioso, gastronomicamente parlando, decisamente goloso e gustoso.

Una coppia a cui auguro davvero tutto il bene possibile, perchè sono belli, belli di cuore.
Una famiglia, tutta, indimenticabile. Ti entrano dentro e ti ritrovi a sorridere da sola per le cose che ti dicono per gli abbracci che ti regalano…. fa davvero bene andare in Calabria (che non mi senta Teresa, che poi me ne dice di tutti i colori… 😂😂😂).

Abbiamo dormito al B&b la Primula a Marina di Schiavonea e ci siamo trovati benissimo. Piscina tutta per me con pure le feste di pizza (bordo piscina) e colazioni con torte di mele e crostate fatte in casa. Posizione orribile ma vi assicuro ci si trova benissimo!

La nostra vacanza si è conclusa così…. quando 1000 km dopo ci siamo resi conto di avere lasciato nell’armadio della stanza n. 10, i nostri vestiti da matrimonio…. e qui ci sta un “grazie, Mario!”.

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