Di canti e betulle.

Penso alla tua betulla.

Primo pomeriggio, i primi giorni caldi, quando ti immagini che tutto il mondo si fermi per una siesta dopo pranzo. Volevo tanto leggere un po’ in pace, su una sdraio, in mezzo al giardino sotto la fronda di Sua Maestà. Le foglie si muovevano ritmicamente al cinguettio di un uccello. Non sono riuscita a vederlo bene perchè era sul ramo più alto. Per un lungo momento è stato l’unico suono, una bellissima, energica e nitida melodia che accompagnava i miei pensieri.
Il canto solista: mi è sembrato che il popolo piumato fosse tutto intorno ad ascoltare, esattamente come me. Il sole filtrava dalle tantissime verdi ballerine e non mi permetteva di vedere, mi accecava. Allora ho chiuso gli occhi e mi sono lasciata trasportare dalle carezze del vento caldo che arrivava dal Garda, come tutti i pomeriggi a quell’ora.

Forse eri tu. L’idea che quella musica fosse tutta per me quasi a rassicurarmi che va tutto bene, che stai bene. Mi piace pensare che puoi volare e che canti a pieni polmoni, nel nostro giardino. E che dall’alto ci osservi e sorridi nel vedere che tanti tuoi consigli sull’orto sono stati eseguiti alla lettera. Più o meno. Perchè alla fine siamo una famiglia dal carattere forte e molto deciso, dal tono di voce un po’ fuori dalla norma. Fuoco e fiamme, non cambieremo mai.  E tu sarai sempre con noi.

(Foto da Pinterest)

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