Cammino di San Vili: quinta tappa, da Saone a Pinzolo, vedo la luce in fondo al tunnel 😂

Sarà che oggi ho visitato tutte le chiese, cappelle, santuari, capitelli, (perché nella quinta tappa ce ne sono davvero ogni dove) sul percorso ma mi sembra che ci sia una luce intorno a me stasera più vivida e intensa, quasi un qualcosa di celestiale. Una giornata che ha fatto bene allo spirito; oggi mi è sembrato davvero di toccare le nuvole e sentire non solo tramite l’udito ma anche attraverso tutti i pori della pelle. Alcune persone mi hanno chiesto se ho ascoltato musica in questi giorni ma non ho mai messo gli auricolari. Volevo fondere il mio respiro con la natura, con il bosco, con i rumori di paese, con la voce di chi incontravo (quando capitava…), con i suoni di tutto ciò che mi circondava. Vorrei tanto consigliare a tutti un cammino così. Fa bene davvero. Doversi confrontare con se stessi ogni minuto, nel bene e nel male. Perché i pensieri non hanno freni e ogni tanto viene fuori qualcosa di doloroso ma va bene così perché si affronta, non si può far altrimenti. E poi ci si sente bene, in pace.

Uscire dall’albergo Al Sole di Saone stamattina presto con un po’ di nuvole a spezzare il turchese e ripercorrere un pezzo di strada fatta con Laura e Roberto ieri, mi ha riportato quel senso di dolcezza, di amicizia. Sorridevo nel ripensare alle chiacchiere e alle risate di quei due… 😃

Il tragitto oggi ha alternato pista ciclabile lungo il fiume Sarca a paesi. Un unico, bellissimo, profumato, tratto di bosco. I profumi di questo viaggio sono stati importanti: se ripenso ad alcuni luoghi e chiudo gli occhi inspirando, riesco a perfino a risentirli. Fiori di tutti i tipi, abeti, fieno, incenso, polenta quando passavo sotto le finestre delle case all’ora del desinare (disnar in dialetto).

All’altezza di Tione c’è un ponte che balla e dopo averlo attraversato si arriva da un sentiero molto carino alla chiesetta di San Vigilio (una delle tante ma tutte diversissime)

Ricordatevi poi di tornare indietro perché c’è un segnavia fuorviante. Nel complesso il cammino di San Vili finora è segnalato bene… ci sono 3 o 4 punti soprattutto tra Trento e San Lorenzo in Banale che ti lasciano il dubbio su quale strada prendere… ma è fondamentale interagire con gli abitanti del posto. Tra l’altro oggi ci sono state diverse persone che mi hanno fatto mille domande sul perché e sul percome sto facendo questo viaggio, da sola…e comunque è bello raccontare i motivi, le emozioni e tutta quest’avventura. Per me lo è stata, un’avventura intendo, non avevo mai fatto una cosa così con solo me stessa a tenermi per mano…ed è stato il viaggio più libero, profondo e intenso che io abbia mai fatto. E poi l’aria sempre sulle guance, sempre presente, quasi una carezza.

Un percorso dolce quello di oggi, nel primo pezzo e nell’ultimo, molto piano, pochissimo dislivello. Costeggiando per diversi km il torrente, oltrepassando qualche paese, sono arrivata a Pelugo rimanendo però sempre lungo rive della Sarca finché sono arrivata al Parco delle Masere dove mi ha raggiunto Noris. Un po’ di chiacchiere e confidenze e poi via di nuovo fino a bere un caffè con la signora Lina. Da lì una salita infinita in mezzo al bosco, splendido tra l’altro e un altrettanto discesa per raggiungere il paese di Bocenago. Sentivo tutta l’umidità rilasciata dalle piante e dal terreno entrarmi nella pelle. La sentivo perfino scorrere insieme al mio sangue nelle vene. Non era caldissimo ma sembrava davvero lo fosse. Dopo il paese e la chiesa di Santa Margherita, sono arrivata a Caderzone, chiesa di San Biagio e poi via lungo tutta la piana in mezzo ai masi. Le scarpe ad un certo punto hanno iniziato a fumare e quindi ho approfittato dell’acqua gelida che avevo a portata di… piede. Sarei stata lì ore… ma avevo ancora tanto da camminare. Finita la piana, mi si è aperto un mondo nuovo, magico, verso Carisolo l’Antica Vetreria e in alto la chiesetta di Santo Stefano all’imbocco della Val Genova. Bellissima!! Affrescata come altre chiese importanti della Val Rendena, da Simone Baschenis e la sua danza macabra. Ma quella più imponente è San Vigilio a Pinzolo che per me rimane una delle tante meraviglie del mio Trentino. E l’ho scelta per raccontare questa giornata.

Ps: di chiese ce ne sono state altre come ad esempio San Nicola e il Santuario Madonna del Potere (e ogni volta penso..”che la forza sia con te”… 😂😂😂) entrambe a Carisolo.

Domani comunque sia sarà l’ultima tappa e questo un po’ mi rattrista.

Analisiiiii del quinto giorno:

26,7 km e 745 m di dislivello complessivo. Anima pregna di energia, piedi e spalle completamente a pezzi. Speriamo la notte mi rimetta in sesto…

Sogni d’oro, d’argento e di velluto!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci