Day 5. Dai fiordi a nord di Göteborg fino a Oslo

Sono seduta di fronte alla City of Hall di Oslo mentre scrivo. È l’edificio in cui si premia ogni anno il Nobel per la Pace. Mi immagino gli ospiti entrare con il loro prezioso invito in mano. Vestiti eleganti, modi raffinati. Mi sembra di sentire i discorsi di ringraziamento.

 

Sono le nove di sera passate e c’è ancora moltissima luce. Il sole non è ancora del tutto tramontato anche se è ormai prossimo a sparire.

Questa giornata la ricorderò, non ho dubbi. Ho visto degli angoli incantevoli dai colori così intensi. Amo questo tipo di mare, niente ombrelloni, ma barche e profumo di pesce. Quello che non ti pesa nemmeno se sei da sola perché ti basta sedere su uno scoglio e guardare tutto quello che succede all’orizzonte. Penso sia un luogo perfetto per scrivere. Non a caso oggi ho visto uno dei luoghi cari alla scrittrice Camilla Läckberg dove ha ambientato molti dei suoi gialli. Una temperatura perfetta, max 26 gradi nelle ore più calde. E c’è sempre un’aria così fresca a tenermi compagnia.
Sarà il vento del Nord di Vianne, quello del cambiamento. Mi viene sempre in mente Chocolat quando soffia forte e freddo. Provo ad ascoltarlo per sentire se mi dice che è ora di andare. Prima di arrivare ad Oslo si ha la possibilità di vedere dei veri e propri gioielli; io ne ho visti tre.

Dopo Göteborg, direzione Marstrand. E’ una cittadina davvero particolare perché divisa in due dal mare. Per raggiungere l’altra riva devi per forza prendere un traghetto e non puoi portare la macchina perché sull’isola ne è vietato l’uso (se non per i rifornimenti). Son tante isole unite da ponti, l’ultima però puoi raggiungerla solo attraverso una barca o il traghetto appunto, viaggio che dura 5 minuti. Una volta arrivata sull’isola non puoi fare a meno di essere attratta dalla fortezza di Carlens che domina tutta l’isola. Fortificazione del 1600 incute un po’ di timore ma ha una vista senza pari su tutti i fiordi intorno all’isola. Uno spettacolo. 

Da Marstrand in poi c’è solo da scegliere. Io sono stata attratta da Lycorna per uno dei ristoranti famoso per le cozze. Perché gli stessi che cucinano i molluschi dal guscio nero, li allevano pure. E non ho sbagliato. Musselbaren merita la visita e il pranzo. Dopo una scorpacciata di cozze in brodo c’è stato pure lo spettacolo dal vivo, cioè una dimostrazione di come vanno cucinate. E prima l’olio evo, poi le verdure sminuzzate, il vino bianco e infine le cozze, moltissime cozze. Ne avrei mangiate a quintali.

La terza tappa di oggi, sempre verso nord, il luogo preferito di Ingrid Bergman, lo stesso della scrittrice di cui sopra che qui è nata e cresciuta, Fjällbacka. Non vorrei dilungarmi con descrizioni interminabili perché sono sicura che le immagini riescano a parlare da sole.

Lasciato questo mondo di colori e di pescatori, l’ultima tappa della giornata, Oslo. Ne ho visto uno scorcio, domani sicuramente vedrò qualcosa di più ma a dire il vero non mi ha entusiasmato di primo acchito questa capitale nordica. Sarà che dopo un’adolescenza ad adorare gli Aha e a sognare di viverci in Norvegia magari proprio con Morten Harket, avevo altissime aspettative. Ma è un po’ poco dopo una manciata di ore aver visto tutto di Oslo. Domani Museo delle navi vichinghe, quindi chissà. Di sicuro il fish Burger che ho mangiato da un Fisk truck, meritava davvero la visita, il Mr. Green.