Il custode di greggi.

“Io non ho mai custodito greggi,
ma è come se li custodissi.
La mia anima è come un pastore,
conosce il vento e il sole.
E va per mano con le Stagioni
le segue e le guarda.
Tutta la pace della Natura senza gente
viene a sedersi al mio fianco.
Ma io resto triste come un tramonto.
Per la nostra immaginazione,
quando scende il freddo in fondo alla pianura
e si sente la notte entrata
come una farfalla per la finestra.

Ma la mia tristezza è quiete
perchè è naturale e giusta.
Ed è ciò che deve esserci nell’anima
quando già pensa di esistere
e le mani colgono fiori senza che essa se ne accorga.

Come un rumore di sonagli
oltre la curva della strada
i miei pensieri sono contenti
Mi spiace solo di sapere che sono contenti
perchè se non lo sapessi
invece di essere contenti e tristi
sarebbero allegri e contenti.

Pensare disturba come camminare sotto la pioggia
quando il vento cresce e sembra che piova di più
non ho ambizioni nè desideri.”
(…)

Questo è un piccolo assaggio de “Il custode di greggi” di F. Pessoa.
Lo dedico a tutti i pastori che in questo periodo si stanno muovendo per tornare sugli alpeggi. Stanno transumando. Lo fanno per scelta, è una ragione di vita. Ed è difficile, però loro portano avanti una tradizione  veramente dura ma allo stesso tremendamente dolce.