FICO Eataly World e io non vedo l’ora.

Sta per aprire a Bologna il grandioso Parco Alimentare progettato dal Centro AgroAlimentare di Bologna appunto e gestito da Eataly World –società che vede impegnate Eataly e Coop– e il giorno X sarà il prossimo 4 ottobre.

Mercato, laboratori in-formativi sulla produzione di pasta, formaggi, salumi, dimostrazioni di filiera, botteghe artigianali e nel 2018 perfino un albergo.

Una Fabbrica Italiana Contadina.

Io, ripeto, non vedo l’ora!

Bologna: FICO Eataly World apre a ottobre 2017 | Dissapore

Espressioni.

Oggi più o meno avevo questa espressione. Vi rendete conto?

Io che normalmente assomiglio più a questa tipologia…

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Non so… ogni tanto mi prende l’embolo, mi si gonfia una vena sul collo e rischio di esplodere… devo assolutamente respirare di più e se possibile rilassarmi maggiormente. Riservare degli spazi per me e camminare.

Invece di far tutto questo, mi faccio prendere dalla rabbia e assomiglio ad una pentola a pressione che è sul fuoco da un bel po’!!!

Penso che il mio Ramadan stia facendo effetto: mi mancano alcuni elementi fondamentali per la mia risata squillante. Niente cioccolata, ne pane o vino nel sangue e il mio umore ne risente. Fantastico questo giorno 10… si sente il mio sarcasmo?

Non sono riuscita a fare i miei soliti due passi quindi niente sfogo.

Uffa, arriverà anche venerdì…. che poi, arriva sempre così come la domenica sera quando pensi che è già arrivato lunedì…

In più ho pure sonno, quindi ancora peggio.

Non lo so se capita a tutti ma ne farei volentieri a meno. Quel borbottio che sale dallo stomaco e finisce nelle tempie, mi fa scoppiare la testa.
Allora vi saluto tutti, uno a uno, e vi auguro una splendida nottata!

Domani, è domani!

 

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Giorno 9. Voglia di…pizza!

Doveva arrivare prima o poi.
Devo dire che mi sarei aspettata, che ne so, dopo 3 dei 60 giorni il primo vero cedimento…. non dopo 9.
La conosco bene quelle sensazione. Sento il profumo della pizza a km di distanza. E vicino riesco perfino a vedere una bottiglia da 0,75 l di birra artigianale.
Magari in una “champagnotta”.
Non saprei quale scegliere…parlo della pizza, non della birra. Sarei indecisa se quella con le acciughe e ricotta oppure una classica.

Vabbè. Cosa saranno poi 51 giorni….no?

Del resto come diceva il buon G.E. Lessing “L’attesa del piacere è essa stessa piacere…” (no, non era il Campari red passion che lo diceva…)

#celapossofare

La foto della pizza è mia…non vi fa gola? 😉

 

SnowTag. Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?

Chiacchierando nei commenti del post In Norvegia, SognidiRnR mi ha dato un’idea e cioè quella di creare un tag sul tema

“Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?”.

Avete presente quel momento in cui non ce la fate più … per una giornata storta al lavoro, oppure perché non riuscite a sopportare qualcuno o perché insomma siete arrivati alla frutta e tutto vi dà solo un tremendo fastidio?
Come si è visto in questo mio ultimo articolo, quando succede a me,  mi isolo chiudendo gli occhi e pensando di essere altrove, magari su un’isoletta, su un fiordo del bellissimo Nord, in un cottage, dove posso rilassarmi completamente, leggere e scrivere in una calda e dolcissima atmosfera.

E voi che fate?

Premesso che tutti siete invitati a rispondere se vi fa piacere, nomino qualche blogger che risponda a questo quesito.

Le regole sono le solite del tag e cioè citare chi vi ha nominati e il suo blog e rispondere alla domanda… solo una e precisa.

Nomino quindi a questo mio SnowTag:

e ….SognidiRnR, hai voglia di dirci la tua in merito a “Cosa fai quando vuoi isolarti dal mondo?”

Attendo le vostre risposte!!!!!!!!

La foto è tratta da Pinterest

 

In Norvegia. 

Mi piacerebbe un sacco essere qui. 

Sola, con moltissimi libri. Un po’ di musica, qualche candela… un bollitore sul fuoco e una gran selezione di infusi. Profumo di cannella, agrumi e qualche pianta aromatica come la menta o la melissa. Uno zaino e un paio di scarponi. Per qualche giretto al di là dell’acqua.

Sola, così come mi è piaciuto tanto ieri nel tepore del pomeriggio, chiudere gli occhi e non sentire voci, nessun rumore se non il torrente sui sassi. Magari andare a trovare qualche anziano del paese vicino e farsi raccontare qualche storia o qualche leggenda…

Una bella pioggia scrosciante sul tetto che  mi fa compagnia…

È proprio bello starsene in pace con il mondo, non correre ogni minuto, non avere sempre quella frenesia di riuscire a far tutto, che se anche una volta non ci si riesce, non cascherà mica il mondo….

Alzarsi la mattina quando gli occhi decidono di aprirsi, magari grazie ad un raggio di sole che fa capolino dietro le tende…e scrivere. Scrivere tanto ed entrare qualche volta nel mondo di Elisabeth Bennet o alla corte degli zar di Russia… guardarsi allo specchio di Dorian o risolvere un caso di Kay Scarpetta. Sgattaiolare nelle cucine di Maria Antonietta (prima della rivoluzione…) e pescare insieme a Tom Sawyer.

Eh si…sarebbe bello. 

Foto da Pinterest

Giorno 7. Credo sia questa la felicità…

Sono seduta su un sasso, chiudo gli occhi e sento solo il rumore del torrente e della lieve brezza che mi sta baciando la pelle. Il sole sulle guance mi scalda e non ho nessuna intenzione di riaprire le palpebre. Penso a un sacco di cose, a tutte quelle che mi fanno sorridere e mi rendo conto lo sto facendo proprio ora. Sorrido e ho il cuore gonfio. Respiro come se non respirassi da un’epoca lontana…

Mi immagino di essere altrove, non così vicino a casa ma in un un altro Paese, in un bosco scandinavo o addirittura in Nuova Zelanda… che bello sognare… 

Comunque oggi ho rotto il silenzio dei pedali e ho fatto i primi 30 km del 2017. La stagione della Snowbike è ufficialmente aperta.

I 60 giorni continuano… 

Colazione colorata a base di un super succo fresco ipervitaminico con il mio splendido estrattore. A pranzo un piatto di pasta con ricotta e funghi. Stasera cena leggera. 

Mood of my Day. Breakfast!

Oggi mi sento così. Piena d’energia, di voglia di fare un sacco di cose.

Ci sarebbe da iniziare qualche lavoretto in giardino oppure potrei tirar fuori dal garage e dalla polvere la mia Snow Bike e far un giretto nelle ore più calde.

Ieri mi son goduta la neve ed è stata una bellissima giornata. Era il giorno 6 e non ho scritto niente perchè ho fatto un bel po’ di attività fisica ma ho anche sgarrato (di poco) la mia filosofia dei 60 giorni. Un po’ di pane, una birra e cioccolata alle mandorle. Ma oggi si ritorna in pista.

Mi piacevano i colori della foto (Pinterest), so che quella frutta non è di stagione….ma ho proprio voglia di primavera, di uscire…ho un’energia incredibile.

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Mood of my Day. Mirror.

Ma uno specchio riflette o fa riflettere? Vorresti vedere la tua immagine o un mondo nuovo? Quando mi guardo in uno specchio vorrei tanto entrare in una favola… vedere qualcosa che mi faccia sognare e passare attraverso. Bello sarebbe che la superficie si trasformasse in un portale per poter esplorare nuovi luoghi. 

La leggenda però dice di non guardarsi mai in uno specchio al buio… perché potrebbe aprire la porta degli inferi…

Foto da Pinterest 

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Giorno 4. Snow Bike.

Penso al fatto che oggi al sole c’erano 16 gradi. Ciò significa che fra poco è ora di preparare la mia Snow bike perchè nei famosi 60 giorni dovrà esserci un aumento di attività fisica rispetto al solito. Quindi posso andare a lavorare in bici tutti i giorni.

20 km ogni giorno, 5 giorni la settimana.

La mattina alle 7 e il pomeriggio alle 17, c’è già luce.
E’ ancora un po’ freddino però… ma presto riuscirò ad andare. Magari già lunedì, chissà.
Non vedo l’ora.

Per quanto riguarda il cibo, oggi stenderei un ennesimo velo pietoso.
Mezzo piatto di pasta al ragu e un’arancia a pranzo mentre a cena il cavolfiore al vapore avanzato di ieri con due fette di prosciutto cotto.
Che amarezza…

#celapossofare

Challenge 26. Cosa vorrei migliorare.

Vorrei saper gestire meglio il mio tempo.
Vorrei smettere di regalare il mio tempo inutilmente. Vorrei imparare ad usare il mio tempo per me e per le persone che veramente mi amano.
Vorrei dedicare il mio tempo a chi lo apprezza, a chi mi fa sentire bene, a chi mi fa ridere e riesce a rendere sereno il mio animo.
Devo smettere di concentrare il mio tempo su cose e persone che non lo meritano, di farmi condizionare dai miei sentimenti, di dipendere da sogni che non hanno più la leggerezza di volare.
Il mio tempo è prezioso, la cosa più importante della mia vita.

Foto da Pinterest

Mood of my Day. H2O.

L’ACQUA.

Due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno. Un legame indissolubile anche di fronte a qualsiasi impatto. La risorsa più preziosa per la vita.
Senza, si smette dopo un po’ di respirare.
E poi… il nostro corpo è fatto di acqua.
Pioggia, neve, onde, vapore… sono movimenti dell’acqua, una danza.
Niente acqua, niente birra.
Per tutti questi motivi questa risorsa va tutelata e protetta. E’ la storia di Ossigeno e Idrogeno che non si separeranno mai.
Un amore liquido infinito.

“Nulla è più morbido e debole dell’acqua. Ma nulla le è pari nel suo modo di opporsi a ciò che è duro.” (Lao Tzu)

Foto da Pinterest

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Giorno 3. Help 😩

Dicono che i primi giorni sono i più difficili.
Dicono che bisogna aspettare di abituarsi un po’.
Dicono anche che quando ti stacchi dalle cose che ti fanno male, poi stai bene, ti senti decisamente meglio. Mah.

E’ troppo presto in effetti per qualsiasi conclusione. Il problema è che normalmente questa grande idea la realizzo sotto Quaresima, cioè approfitto dei famosi 40 giorni prima di Pasqua per questa azione di mega purificazione.
E ci sta, perchè se aspetto di iniziare mercoledì delle ceneri, significa che Carnevale è finito e sono finite chiacchiere (in trentino, grostoli), frittelle, castagnole e tutto ciò che si può friggere.

Invece, il genio che sta scrivendo, ha deciso di iniziare un po’ prima, perchè ha pensato che probabilmente, un periodo più lungo, 60 giorni, può dare risultati migliori.
Stasera però mi consolo con cavolfiore al vapore e uovo sodo. E acqua.

Ecco. Sparatemi, grazie.

Mood of my Day. Happiness.

Succede spesso che si pensi  alla felicità come qualcosa che dipende dagli altri. Invece dipende da noi, nel mio caso, da me.
Inizio questo nuovo giorno concentrandomi su cosa mi rende felice e su cosa sta ostacolando l’avverarsi di questo mio stato d’animo. Rimetto al centro le mie priorità.

Ovviamente da questo mio pensiero è escluso il discorso dei 60 giorni che so in partenza non mi rende felice.

Ma passeranno.
Così come tutto passa, niente rimane tale per sempre e ogni cosa si modifica.

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Ma qualcosa non cambierà mai….
non smetterò mai, mai di sognare.

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Giorno 2. San Valentino.

Perfetto.
Non bastavano i 60 giorni di “niente-dolci-niente-fritti-niente-formaggi-niente-alcol-niente-di-niente”, doveva arrivare pure San Valentino.

E cosa c’è? Direte voi.
Cosa c’è…. in questo momento pagherei oro per una cucchiaiata di quella crema di cacao che ho in dispensa….o per un calice di una splendida riserva di rosso.

E siamo solo al giorno 2.

L’unica nota positiva della giornata è che ho davvero degli amici stupendi. E non per i regali… perché chiunque può compare un regalo, può spendere per un oggetto e non metterci sentimento, emozione, cuore.
Sono felice perché la formina in legno per il burro intagliata dal mio amico Alan e i biscotti fatti dalla mia amica Serena sono preziosi. Perché mi hanno pensata. Nonostante questa festa sia stata sempre un disastro in passato, apprezzo chi ha dedicato un pensiero d’affetto per me.
E la cosa divertente è quando senti quelle frasi tipo “è una festa commerciale, dovrebbe essere amore sempre…”. Concordo, ma in linea di massima, per il senso seguente.

Per me niente è obbligatorio e non deve essere un’imposizione qualsiasi pensiero in qualsiasi giorno. Ma se dovesse coincidere il pensiero nel giorno degli innamorati ….va bene lo stesso! Così come apprezzo un messaggio o un foglietto di carta con una parola… Tutto ciò che dedichi ad una persona che sia tempo o qualsiasi altra forma… è da apprezzare.

Comunque l’unica cosa che conta veramente è che oggi è San Valentino e non pubblicherò le foto tristi dei piatti di oggi… ma sappiate che nonostante tutto, proprio tutto, non ho toccato niente della lista di ingredienti che ho deciso di eliminare per 60 giorni.
Ma tra farro e verdura…spero arrivi in fretta il giorno 59!!
Foto in evidenza da Pinterest

 

Giorno 1. Ce la posso fare.

Nonostante il continuo celapossofare che mi continua a girare in testa, oggi ho ricevuto un sacco di tentazioni: inviti a cena, feste di compleanno, bottiglie di vino in regalo…sembra impossibile. Ma ho detto no.
I 60 giorni sono iniziati.
E’stata una giornata un po’ strana, anche perchè son partita con un bel mal di stomaco.
Quindi….per riassumere velocemente e non stufare nessuno, oggi è andata così:

  • Tre caffè macchiati (mattina, mezza mattina, dopo pranzo)
  • 1,5 litri di infuso (melissa e finocchio)
  • 1 litro di acqua naturale
  • a pranzo la foto triste in basso (mi ero dimenticata…avevo già iniziato la bistecca quindi la foto non è molto piacevole…migliorerò)
  • a cena riso con verdure e pollo con curry e curcuma
  • primo piccolo sgarro: ho finito un goccio di amarone (un dito, in orizzontale, in un calice normale)  mannaggia….

Domani andrà meglio, perchè per dirla alla Rossella O’hara…domani è un altro giorno
Quanto siete tristi da 1 a 10? Io? Infinito….
Mancano solo 59 giorni….

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Challenge 25. Pensa ad una parola: caldaia.

Lunghissimo questo Challenge!

Salto il n.24, una lezione che ho imparato nel modo più difficile…me ne viene in mente solo una, ma non ho molta voglia di parlarne, anzi di scriverne. Troppo personale.

Passo al n.25. Penso ad una parola, CALDAIA, la cerco in Google e seleziono la 11 tra le immagini. Perchè caldaia? Non lo so….pensavo ad un boiler prima di leggere la frase…e così, caldaia. L’immagine in evidenza è la n.11.
Cosa mi fa venire in mente?
Complessità. E’ uno schema, ordinato ma complesso. Le istruzioni del funzionamento di una caldaia. Sembra la mia testa in una situazione normale…in questo periodo nonostante ci stia provando, è tutto così caotico…sarà il cambio di stagione!!!

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60 giorni.

Quella del gatto sarà la mia espressione per un po’ di tempo.
Si ricomincia. Riapro nuovamente e ufficialmente il diario della pasto-stoppista.
Saranno 60 giorni stavolta. Il motivo di tutto questo? Mi rendo contro che da un po’ di tempo sono molto fiacca, pigra e manco di carica… Il mio è un atto di purificazione, depurazione e recupero energia 2.0. E in abbinamento, di base, i miei soliti 10.000 passi al giorno. E tutta l’attività possibile in montagna. Più la bici. Questo, tutti i giorni, per 60 giorni. Perché devo riabituarmi e se non ricomincio, non mi riabituo.

Inizio: lunedì, 13 febbraio
Fine: sabato 13 aprile

Ogni giorno pubblicherò un piccolo riassunto, qualche foto, le mie sensazioni, il mio umore, i miei successi  e le mie sconfitte. Mi rendo conto che a voi non serve… ma a me si. Perché così mi do una regola e m’impongo di rispettarla. Anzi, una serie di regole in realtà:

  • no pasta lievitata
  • no alcol
  • no dolci elaborati
  • no fritti
  • no latticini e salumi
  • bere un sacco di liquidi sani
  • mangiare di più la mattina e assolutamente meno la sera, spezzare la giornata con qualche frutto
  • rifiutare inviti a cena perché assolutamente complici di una possibile rinuncia a questa autodisciplina.

Che tristezza. Il mio problema è che io a-d-o-r-o letteralmente tutto ciò che si può trovare in un piatto e in un calice….ma dovrò rinunciarci per un po’.
Non è comunque impossibile…fuori da questa lista c’è un mondo intero di possibili combinazioni. Pasta, riso, carne, pesce, verdura, frutta. E poi litri e litri di estratto di frutta e verdura.

E poi così si torna a camminare finalmente. E a muoversi.
Sono stata un po’ ferma in questo ultimo periodo e mi sono divertita un sacco assaggiando cose nuove e diverse. Ma la salute deve avere la priorità.
Quindi domani…ultimo giorno di pacchia!!!!!

 

Mood of my Day. Total relax.

Sono talmente stanca che mi addormenterei così! Oggi credo non mi alzerò dal divano. Posizionerò tutte le cose che mi servono intorno a me tipo thermos di infuso alle erbe con tazza con le renne, qualche frutto per non morire di fame o calo di zuccheri, coperta, libri.
Musica di sottofondo adatta alla situazione.
Scriverò….

Foto da Pinterest

Mood of my Day. Snow Friday.

Mentre voi tutti vi state alzando, io me ne vado a dormire. Perchè sarò come la donna sulla panchina più o meno…mi piaceva troppo questa foto (Pinterest) anche se magari non c’entra molto con tutto il discorso. Devo ricaricare le pile per essere piena di energia. Perchè la stanchezza mi pervaderà fino alla punta dei capelli. E di energia me ne servirà parecchia. Per affrontare il pomeriggio e poi perché è venerdì. Finisce la settimana e c’è quell’attimo splendido in cui esco dal lavoro e respiro… e sorrido, oddio come sorrido.

E poi il venerdì è mio ed è sacro.

Berlino. Nuove prospettive.

Che giornata. Infinita. 

Siamo in aeroporto Schönefeld. Aspettiamo il nostro aereo che doveva partire un sacco di ore fa. E dobbiamo aspettare ancora un bel po’. 

Approfitto per fare il punto della situazione mentre ascolto la mia playlist preferita. Una giornata ancora dedicata alla fiera, ultimi momenti di confronto in questa spettacolare vetrina colorata e allegra che è la Fruit Logistica. 

Prima di lasciare Berlino, un salto a “The Wall” l’installazione che ricrea il panorama che si vedeva da Berlino ovest guardando oltre il muro. Questa capitale europea riesce sempre a farti diventare seria in un secondo e a darti quel dolore nello stomaco neanche avessi appena ricevuto un pugno. Non riesco ad immaginarmelo fino in fondo… grazie al cielo, è così lontano da me quel dolore… ma non posso non pensare a chi lo ha realmente provato. Chi ha provato a scappare e non ce l’ha fatta…chi ha trascorso una gran parte della propria vita ad aspettare di rivedere i propri cari. Si lo so, non occorre tornare indietro nel tempo quando abbiamo in questo momento delle guerre e delle tragedie fuori dalla porta di casa.

Ma avendo passato un po’ di tempo in questa fantastica città che ogni anno si rinnova e aggiunge un pezzo di cultura, di arte e di emozioni, mi sembrava giusto un cenno alla sua storia. 

Quindi, cosa potrei aggiungere, se non qualche immagine?

Ciao Berlino, ci rivediamo il prossimo anno!

Il cielo sopra Berlino.

Sono a Berlino per il più importante incontro di tutti gli operatori del mondo ortofrutticolo a livello internazionale, Fruit Logistica. Il Trentino è presente con i suoi consorzi di mele e di piccoli frutti. Abbiamo fatto il conto che in una manciata di metri quadri di stand vengono rappresentati più di 8.000 contadini. Ottomila. Non sono per niente pochi. Che poi in realtà parliamo anche di 8.000 famiglie.

È una fiera ordinata e bellissima, molto colorata. C’è un clima davvero sereno e per tre giorni si lavora parecchio, si fanno contatti importanti, si compra e si vende, si parlano diverse lingue e si imparano sempre cose nuove e soprattutto si scoprono varietà di frutta e realtà sconosciute…come nel caso di “the cracking monkeys”…

Tra creatività e tecnologie all’avanguardia e sempre più seminari, convegni e discussioni infinite sui metodi di produzione che sono sempre più attenti all’ambiente, questa fiera devo dire mi piace un sacco. Regala stimoli e idee oltre a permetterti di entrare in mondi che da sola faresti fatica ad incontrare e conoscere.

In questi giorni fa freddissimo qui. Il cielo è davvero grigio, ma anche se non riesco a vederla per me c’è sempre una stella che brilla, ogni notte.

Mood of my Day. Waiting.

“Puoi aspettare in stazione, al caldo, insieme a me, chiacchierando e bevendo qualcosa insieme, abbracciati, tra risate e lacrime… oppure puoi uscire sulla banchina, al freddo, respirando l’aria umida e gelata di febbraio… puoi startene da sola con tutta la tristezza nel cuore.

Ma ricorda…. il treno presto o tardi passerà e io vorrei tanto lo prendessimo insieme. Decidi tu come aspettarlo.”

(N.C.B.)

Immagine da Pinterest

Massimo Bottura: “Un piatto a 50 centesimi, così con la cucina combatto la battaglia per la dignità” | la Repubblica

Nella giornata nazionale dedicata a combattere lo spreco alimentare, cioè oggi, riporto un articolo che disegna la continua battaglia di Massimo Bottura, chef italiano 3 stelle Michelin considerato il miglior cuoco al mondo (World’s 50 Best) ma più di tutto creatore del progetto “Refettorio” che aprirà in diverse capitali europee con tanti rinomati suoi colleghi che appoggiano il suo pensiero. Piatti di alta qualità a prezzi molto abbordabili.

Che dire… sempre un grande!

http://www.repubblica.it/sapori/2017/02/05/news/emilia_romagna_modena_intervista_chef_massimo_bottura_laurea-157610467/

Foto di Bottura presa da Pinterest

Cena pronta per i pendolari? Direttamente in stazione! | Vanity Fair

Metti una giornalista, pendolare, e il suo desiderio di arrivare a casa e trovare la cena pronta. Ma una cena buona…non qualcosa in busta da scongelare.

Aggiungici una start-up e il gioco è fatto!

Nasce iCestini, progetto che punta a far felice (felicemente sazio, s’intende) ogni persona le cui giornate si giocano sul treno. Ovviamente stiamo parlando di zona Milano. Packaging accattivante e attento all’ambiente (le vaschette monoporzioni sono smaltibili nell’umido), prodotti di qualità e un grande chef, Fabio Zago.

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Riporto le modalità di ordini e consegne:

“Basta andare sul sito e guardare il menu, scegliere il giorno della settimana, il luogo della consegna e l’orario. La consegna viene effettuata dalle 18,30 alle 20,00, davanti alla stazione ferroviaria di Milano Cadorna, nella loro sede di piazza Aspromonte 13 (citofono iCestini), davanti a Hic in via Spallanzani 12 (Porta venezia), in piazza Gae Aulenti (via Cappelli 1) e davanti alla stazione Porta Garibaldi.”

Se vuoi approfondire, ti consiglio l’articolo da cui ho preso le informazioni
iCestini, il food delivery per i pendolari – VanityFair.it

Le foto sono prese da Vanity Fair.

Rapid Fire Book Tag

E dopo il Challenge, ecco il Tag, anzi il Book Tag!
Sono stata nominata da Federica del blog on rainy days per rispondere a qualche domanda a tema libri… e lo faccio stravolentieri!

  1. Ebook o cartaceo?
    Ma decisamente cartaceo!!!
    Amo tutto ciò che è tecnologia, sia chiaro, ma ci sono cose che per me hanno la priorità: i libri e l’agenda di cellulosa. E per la cronaca, la matita, mai la penna.
  2. Brossura o Rilegato?
    No, su questo non sono integralista…direi indifferente.
  3. Shopping on line o libreria?
    Dipende dal tempo a disposizione. Non disdegno il mondo virtuale ma se posso, sto ore in libreria. Mi perdo e mi rilasso un sacco a cercare e curiosare tra mille titoli e mille forme…il problema è che non riesco mai a oltrepassare l’uscita senza un pacchetto in mano di 4 o più libri.
  4. Trilogie o Serie?
    Indifferente. Deve prendermi l’argomento, la trama….poi affronto qualsiasi cosa.
  5. Eroi o cattivi?
    Ecco. Questo in effetti è un domandone. Di getto risponderei “eroi” ma devo ammettere che di fronte a Cercei di “The Game of Thrones” non riesco a non parteggiare per lei. Cattivissima, algida ma regina splendida.
  6. Un libro che vorresti leggessero tutti?
    Non siamo proprio tutti uguali ma sono convinta che le fiabe dovrebbero far parte del bagaglio culturale di ognuno di noi.
    “Alice nel Paese delle Meraviglie”, sicuramente.
  7. L’ultimo libro letto?
    Hygge la via danese alla felicità
    , meraviglioso. illuminante. Ho scritto un articolo e lo consiglio di cuore a chiunque abbia bisogno di vedere il bicchiere mezzo pieno.
  8. L’ultimo libro acquistato?
    “Le cene inutili” di Massimo Paperini. Devo ancora iniziarlo.
  9. La cosa più strana usata come segnalibro?
    Una forcina per capelli, piena di brillantini.
  10. Libri usati o no?
    Mai usati in linea di massima. Ne ho solo uno, preso da una svendita della biblioteca del mio paese, “Il senso di Smilla per la neve”.
  11. I nomi dei primi tre libri che ti vengono in mente?
    “Aglio e zaffiri” di R. Reichl, “Vino, patate e mele rosse” di J. Harris e “Camminare” di Thoreau.
  12. Un libro che ti ha fatto ridere e piangere allo stesso tempo?
    “Nelle terre selvagge” di J. Krakauer. Ho adorato il libro molto prima del film. Mi sento un po’ Alexander Supertramp anch’io…la voglia di partire, di non aver niente, di vivere tutto. Di andare verso Nord, in Alaska.
  13. Un film o un telefilm che hai preferito al libro?
    Mi sbizzarrisco con 3 risposte:
    “Le cronache di Narnia – il leone, la bambina e l’armadio”
    “La bussola d’oro”
    e con il terzo vi sconvolgo…”World War Z” con Mr. Brrrrrad Pitt.
    Non so che farci, adoro gli zombi.
  14. Giudichi un libro dalla copertina?
    Purtroppo si. E a volte mi sbaglio, nel bene e nel male. Posso pentirmi o rimanere incredibilmente e positivamente sorpresa.

E adesso qualche nomina…spero vi divertiate anche voi!!!

  1. Pensavo fosse pigrizia invece era pressione bassa
  2. Aury’s Kitchen
  3. Unisci i puntini
  4. Il Blog di Pina Bertoli

Buon Rapid Fire Book Tag a tutti!!!

Challenge n.23. Una lettera a qualcuno, chiunque.

Dublino, 11 dicembre 1876

Carissimo  N. Christopher,

Vi scrivo sapendo che questa mia lettera molto probabilmente non giungerà nelle vostre mani, ma sarà fermata dalle dita crudeli e pregne di risentimento di vostro zio Alexander.
Dall’ultima volta che ci siamo incontrati nel nostro solito luogo, non riesco a smettere di pensare alle vostre parole. Nonostante i sotterfugi e i biechi tentativi delle nostre famiglie di tenerci separati a causa della diversità delle nostre origini, combatterò tutta la vita solo per rivedere i vostri occhi. 
So che non credete a quanto vi sto scrivendo perché mi giudicate una giovane superficiale e troppo ribelle, tipico dell’orgoglio irlandese, ma vedrete presto che non mi sto prendendo gioco dei vostri sentimenti. Voi siete abituato ad eseguire gli ordini perché la disciplina è vita per un soldato, ma il sangue che mi pulsa nelle vene arriva al cuore urlando forte il vostro nome.
Siete scozzese, è vero, siamo nemici per dovere e responsabilità familiare ma durerà in eterno questo astio tra i nostri popoli? Dovessi anche attendere tutta la mia vita, mi troverete sempre dove sapete. Solo lì, riesco a pensarvi liberamente, senza le pesanti catene imposte dalle convenzioni e dall’etichetta. 
Non mi rimane che l’attesa di un vostro cenno, attesa che riempirà ogni momento della mia giornata. Trascorrerò questo tempo infinito guardando le piante del giardino piegate dalla violenza della pioggia incessante che mi ricorda il forte battito del mio cuore, avido dei vostri sguardi.

Vi penso, ogni mio attimo è vostro
con profondo affetto
E. Grace

Quanto mi sarebbe piaciuto scrivere una lettera così…. anzi, meglio riceverla… con un linguaggio così intenso, così appassionato…e niente, ho sbagliato epoca… ☺️

PS: ho saltato il Challenge n.22 del 30 Days Writing Challenge perché in realtà mi sembrava un doppione…il giorno 7 prevedeva la stessa cosa…
Quindi finisco in fretta il n. 22 linkando al giorno 7. Le canzoni del periodo son sempre quelle.

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Ana Roš, la migliore cuoca al mondo | Gambero Rosso

Adoro le storie di queste donne, grandi donne, che scelgono una strada, ovviamente la più difficile, tortuosa e assolutamente non tracciata dalla famiglia e da nessun altro.

Una passione che nasce poco a poco ma che le entra nelle vene, tanto da diventare un pilastro per le nuove cucine. Leggo di come reperisce i prodotti, i formaggi dalle malghe, il burro direttamente dalle mani dei casari…e io da grande appassionata, non vedo l’ora di andare a Hiša Franko e cercare il maniero dove lei crea piatti e abbinamenti unici.

La Slovenia sta diventando un viaggio nella mia mente a cui non riuscirò a dire facilmente di no. Per il cibo, per i vini..Me ne parlano produttori, chef o esperti….e mi sta incuriosendo parecchio.

Penso che comincerò a segnare un po’ di tappe e non potrà mancare una visita da Ana Roš.

via The World’s 50 Best Restaurants. Ana Roš è la migliore cuoca donna del mondo – Gambero Rosso

Foto in evidenza da “Il Blog della cuoca della porta accanto”

 

Capolavori al formaggio! | Dissapore

Amo i formaggi. E concordo con Lilith Spencer che attraverso una selezione accurata e una disposizione fatta con criterio (d’abbinamento) oltre ad essere un’esplosione di colore, può essere una forma armonica di sapori e gusto.
Guardate cosa è riuscita a creare….ognuno dei suoi piatti mi fa venire una certa acquolina in bocca…

Riporto volentieri (e anche un po’ affamata) questo articolo.

Come preparare splendidi piatti di formaggio | Dissapore

Mood of my Day. The great Journey.

Più forte che mai.
Più cerchi di smorzare, meno ci riesci.

E così il desiderio non fa che crescere e per non sbagliare, vuoi farti trovare pronta con:

  • valigia ✔️
  • libri ✔️
  • agenda + matita ✔️
  • telefono + caricabatterie ✔️
  • macchina fotografica ✔️

L’Orient Express.
Sai che non puoi più farne a meno. Sogni ogni rumore del movimento sulle rotaie, il suono della sirena, prendi in mano un calice di ottimo vino rosso e se chiudi gli occhi, ti sembra di essere all’interno di uno dei vagoni. Rileggi quella pagina del tuo libro preferito che ti fa sognare. Senti il vocìo lontano di persone che chiacchierano, che parlano di cosa hanno visto o di chi hanno conosciuto. Poi guardi per un attimo fuori dal finestrino e vedi solo neve e boschi. Ed è magia….

Buon venerdì…

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Challenge n.21. Tre lezioni che vorrei i miei figli imparassero da me.

Innanzitutto…non ho figli, purtroppo. Non sono stata fortunata.
Lezioni? Non so che lezioni vorrei imparassero da me…

  1. Di sicuro vorrei fossero sempre gentili con gli altri e sorridenti. Soprattutto con chi è in difficoltà e con gli anziani. Vorrei salutassero e si spostassero quando la via è stretta per far passare le altre persone (lo penso ogni mattina quando vado a prendere il treno, e i bambini che mi vengono incontro non si spostano neanche a pagarli).
  2. Vorrei imparassero a cucinare da giovani, a capire il gusto, a combinare gli ingredienti secondo la loro creatività e immaginazione. Vorrei mi sorprendessero la sera con qualche piatto nuovo che hanno letto o visto in tv….
  3. Vorrei leggessero un sacco, di tutto. Ovunque. Sugli alberi di prugne come facevo io da piccola o in casa, dove vogliono, fa lo stesso. Dai libri d’esplorazione alle fiabe, dalla letteratura di qualsiasi parte del pianeta ai classici, da tutto ciò che è storia ai saggi… Si, mi piacerebbe davvero tantissimo.

Aggiungerei solo che vorrei ascoltassero tanta musica e di tutti i generi e amassero gli animali….

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Recensioni e critici gastronomici.

Ho letto qualche libro di alcuni critici gastronomici, sia in italiano che in lingua originale e devo dire che Ruth Reichl (NY Times) è l’autrice che più ho adorato negli anni….

Ho scritto ancora su questo tema e assolutamente ribadisco il fatto che per quanto io adori scovare e provare locali (e cucine) nuovi, non sono in grado di recensire… posso solo dire se quello che ho assaggiato mi è piaciuto e se il personale di servizio è stato cortese e competente nell’approfondire qualche mio dubbio o quesito…

Mi piace un sacco leggere gli articoli di questi gastroscrittori… anche quando le parole sono dure o negative. Ma non ovviamente perchè screditano un ristorante… anzi, quello mi dispiace. Ma penso sia difficile, o meglio, impossibile che vada sempre tutto liscio o che sia perfetto sotto tutto i punti di vista.

Non vedo l’ora di curiosare e gustare qualche nuovo menu e qualche piatto nuovo… sentire profumi mai sentiti o riconoscerne qualcuno ben nascosto…

Si capisce che adoro mangiare?

Riporto molto volentieri un articolo di Cinzia Alfè qui sotto….

Dove sono le recensioni negative dei ristoranti? | Dissapore

Mood of my day. I’m a maze runner.

Percorso. Oggi non riesco a smettere di pensare a questa parola… 

Ognuno di noi ha un percorso da seguire, se lo costruisce sasso dopo sasso, mentre a volte sono gli altri che aggiungono dei pezzi. 

Non credo tutti i giorni siano uguali sul nostro sentiero lastricato… siamo in continuo viaggio verso Oz e un giorno lo raggiungeremo.

Ma il cammino deve essere rispettato. Il nostro, quello di tutti. Non dimentichiamolo mai.

Rubo un passaggio di Thoreau, “Journal”

“Some days are different. Some days should be different but they’re not. Some days you are just different. And yet, every day, despite external conditions and atmosphere, you think about just one thing. One thing. And you want it more than ever, because it is like to lover’s love and passion. The passage toward North.”

Challenge n.20. Le 3 celebrità della mia vita.

L’ho amato alla follia.
Dai 13 anni in poi…
Direi che potrebbe tranquillamente prendere tutti e 3 i posti.

1. Morten Harket degli A-HA per me era decisamente insuperabile.
Ogni 14 settembre accendevo una candela per il suo compleanno, ho odiato Camilla quando l’ha sposata, ho cantato tutte le canzoni al concerto di Bolzano il 17 aprile di moltissimi anni fa….l’ho addirittura cercato in un sacco di alberghi in cui poteva essere quella notte.

Mi vestivo come lui, lacci di cuoio ai polsi e scarpe da ginnastica bianche alte con il velcro, i guanti e i maglioni norvegesi, i capelli….oddio pure il taglio di capelli come il suo.
Avevo la camera tappezzata dei suoi poster, parlavo solo di lui e avevo traslato la sua immagine su un ragazzo che abitava nel paese vicino al mio…(povero…).
Mamma mia, se ci penso…
Avrei voluto vivere in Norvegia solo perché era il suo Paese.
Take on me” l’avrò ascoltata un miliardo di volte. Facevo impazzire mio papà quando uscivano i nuovi album…ho ancora davanti la sua espressione quando mi ha portato la cassetta di “Scoundrel Days“….ero così felice!
Non esistevano Duran Duran o Spandau Ballet per me, solo gli A-HA.

Poi un giorno sono comparsi i Take That e “Back for good“.
2. E Gary Barlow mi ha colpito. Il ciccio bombo tanto canzonato da Elio….
Ma niente in confronto al mio “primo celebre amore”.


Adesso ho un altro vip nella mia testa.
Non della canzone però….ma un cuoco selvaggio,
3. Magnus Nilsson.


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Challenge n.19. Racconta del tuo primo amore.

Eccolo, il mio primo vero grande amore.

Un orso.

Quello emozionante e corrisposto nella medesima maniera.  Quello dolce e talmente intenso da non poter dimenticare.
Quello che non ti fa pensare ad altro e che ti tiene collegato all’altro in un telefono senza fili…
Sempre insieme, pur essendo lontani.

Quello che ti fa arrossire appena gli occhi si incontrano e che li fa abbassare per non riuscire a sostenere lo sguardo.

Quello che solo tenersi per mano, ti dà i brividi.

Nonostante l’età… questo è quello che ricordo.

Difficile raccontare, è tutto sigillato in fondo all’organo che mi tiene in vita.
E lì ci rimarrà finché avrò un soffio nei polmoni.

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“Non provate quella pasta”: gli italiani contro la videoricetta – Repubblica.it

Rabbrividisco. Non posso davvero credere che qualcuno provi a fare la pasta in questa maniera….
Adesso, diciamolo…con un po’ di pratica, preparare un buon piatto di pasta non è così complicato…basta conoscere le basi….e avere un po’ d’amore….

Ma dai….dodici ingredienti tutti insieme con gli spaghetti.

NO…NON SI FA!

 

Dodici-ingredienti-dodici tutti insieme nella pentola: dal bacon all’aglio, dagli spinaci al pollo poi le fettuccine direttamente nel condimento e –

Sorgente: “Non provate quella pasta”: gli italiani contro la videoricetta – Repubblica.it

Supermercati: come cambieranno nel 2017 | Dissapore

Tra lavoro e passione non c’è più confine… ma effettivamente cosa e come acquistiamo nei supermercati si tratta anche di vita privata, non solo professionale.

Ruguarda la nostra quotidianità e come cambiano le modalità di consumo, modifica anche noi stessi e le nostre abitudini… abbiamo poi una responsabilità, oltre che verso noi stessi anche verso chi verrà dopo di noi…

Quindi, a questo proposito, riporto volentieri questo articolo di Dissapore che regala una panoramica di ciò che sta accadendo in campo distributivo.

Buona lettura!!

“La grande distribuzione sta vivendo momenti di alterne fortune, almeno in Italia. Se le cose vanno infatti bene per marchi come Esselunga, Lidl o Eurospin, i gruppi d’oltralpe quali Auchan e Carrefour stanno attraversando momenti poco brillanti, così come riportato dall’ultimo report di Mediobanca. Il supermercato che ha ricavato di più per metro quadro Esselunga, la […]

via Supermercati: come cambieranno nel 2017 | Dissapore — Notizie Dal Web

Challenge n. 18. 30 cose su me stessa.

  1. Odio parlare in pubblico
  2. Mi piace alzarmi presto la mattina
  3. Adoro gli animali (tranne rettili ed insetti) soprattutto i gatti
  4. Il mio elemento naturale è la neve
  5. Mangiare e bere (bene) sono le mie grandi passioni
  6. I miei generi di serie tv preferiti sono vampiri, alieni, zombie e il fantasy
  7. Leggo moltissimo
  8. Non amo la folla
  9. La montagna (quella tra i 900 e i 2200 m) prima di tutto
  10. L’inverno e il Natale sono parte integrante del mio essere
  11. Sorrido molto
  12. Nella mia scarpiera ci sono 2 paia di scarpe col tacco (per dovere) e un miliardo di scarpe da ginnastica o da trekking
  13. Bevo un sacco di infusi alle erbe
  14. Fotografo tutto
  15. Mi entusiasmo velocemente e facilmente
  16. Sono insofferente per tantissime cose tra cui il caldo, divento proprio acida
  17. Non mi piace il nero
  18. Alla grande città preferisco la campagna
  19. Ho una scottatura da caffè bollente sul braccio destro dall’età di un anno e mezzo
  20. Non guardo lo sport in tv a parte mondiali o europei di calcio
  21. Mi rilassa cucinare
  22. Ho la concentrazione di un criceto
  23. Sono impulsiva e tremendamente sanguigna
  24. Forza di volontà….zero
  25. Mi arrabbio facilmente
  26. Ho un tatuaggio a forma di fiocco di neve
  27. Non capisco niente di politica
  28. Adoro viaggiare e vedere il mondo, soprattutto il Grande Nord (da qualsiasi parte…) ma tornerò sempre nel mio amato Trentino
  29. Sono diffidente con le persone che mi circondano
  30. Camminerei ovunque e sempre con la musica nelle orecchie.

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Mood of my day. Today is the Yogi Bear day.

“Have a good wonderful day and a 🍺 (maybe a BECK’s), Yogi Bear!”

Salve.
Oggi è il tuo giorno speciale e spero sia splendido… dovunque tu sia.
Non posso farti un regalo perchè sei lontano nello spazio e nel tempo. Ogni mio minuto è tuo oggi, così come alcuni pensieri che chissà se riuscirai a leggere da dove sei, nel tuo bellissimo parco dalle pietre gialle, completamente “into the wild“, pieno di lamponi e violette.

Sono convinta che Bubu e Cindy ti festeggeranno e il Ranger chiuderà un occhio sui cestini pieni di panini, tonno e maionese, che ruberai ai turisti.
Il cravattino verde che ti dà quel tocco irlandese, non toglierlo mai; ti regala fascino e ti sfina ed è adatto per qualsiasi cena (lo sai no, che sei un “Very Important Person“…).

Ti festeggiano anche quelli che fanno campeggio nella tenda militare
e il simpatico Peter, lo straniero senza patria.
Ancora una volta la scatola dei ricordi è aperta…
e ci potrai trovare mille biglietti …e tutto il resto.

Che poi, dove sei, riesci ancora a sentirlo il profumo dorato del cappuccino provenzale? Tra i colori della lavanda e uno spruzzo di mare della costa turchese…

Ah dimenticavo.
Ti saluta anche Deborah che come sai, è tutto per me.
Quando passerà “tutto il tempo che occorre” ci ritroveremo sulle scalette scozzesi, con pizza e birra per brindare ad un’epoca fantastica.

Credo che Alice stia tornando dal paese meraviglioso e abbia salutato quel coniglio che correva davanti alla macchina, quasi avesse voluto indicarle la giusta via,
tra le braccia legnose di Pino.

L’angelo della neve ha sbattuto le sue ali, che non potranno mai volare se separate.
E Platone, fruttivendolo per eccellenza, riuscirà a ricongiungere
le due perfette metà della mela.

Non credo esistano parole migliori di queste.
Potresti solo sentir risuonare le note di un bacio d’addio

Concludo, mescolando alcune lettere molto care, più care di un tesoro e che sono un’enormità… scolpite sulle pietre della brughiera impregnate di rosso dal sangue delle battaglie bretoni

… N C B E G S

che possano essere sempre una luce che non si spegnerà mai, un faro che ti conduca dove desideri. E se avrai freddo, e non avrai legna da ardere, sono sicura che una caldaia la troverai da accendere.

Cadranno ancora fiocchi di neve sai, in quel mondo ma ricorda sempre che non cadono mai nel posto sbagliato. .
Quel mondo dove convivono orsi, panda, marmotte e grilli.

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NB: e se riesci, compra 22 big Mac, oggi….

Se un giorno ci rincontreremo non lo so in realtà, ma di sicuro potrebbe esserci un luogo dove cercarti… le coordinate del nostro destino sono state definite…

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Foto prese da Pinterest

Challenge n. 17. Il mio segno zodiacale mi calza?

“Finalmente qualcuno che bada al sodo! Il Capricorno non lascia spazio a frivolezze: si impegna, resiste e arriva alla meta che si prefigge secondo i tempi stabiliti. Che sia una spesa al supermercato o la scalata dell’Everest, tutto è un obiettivo da raggiungere. Determinati come una roccia, saggi e solitari come monaci buddista, si aprono a poche persone ma con generosità e affetto. E se ogni tanto si fa sentire il pessimismo di Saturno… basterà non smettere di lavorare o comprarsi un oggetto hi-tech!” 
Si! L’inizio promette bene…Mi identifico in questa breve descrizione.

“L’amore
Il Capricorno freddo? In realtà è un timido, riservato dal cuore grande e pronto a tutto. Non fa che proteggersi per paura ma il sogno è trovare la persona giusta, mettere su famiglia ed essere felice. Cosa non facile per un perfezionista pronto a criticare tutto e tutti e a vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto. Col timore di restare deluso, si rifugia spesso nella torre d’avorio sognando il grande amore. Chi arriverà a liberarlo?”
Ma arriverà qualcuno a liberarmi dalla mia torre d’avorio???

“La professione
Tenaci e responsabili, raggiungono facilmente posizioni di potere. Sono associati al denaro, alle attività manuali, all’insegnamento. Riescono in tutti i campi dello spettacolo.”
Facilmente posizioni di potere???? Eh???
Denaro non sia mai…attività manuali? Macché…Insegnamento non credo.
Riesco nello spettacolo? AHAHAHAHAHAHAHA

L’astroconsiglio: delegare di più e prendersi meno sul serio!
Già! Questo dovrei proprio segnarmelo!!

Ma quello che proprio non reggo è che in tutte le descrizioni del mio segno viene definito come colore del Capricorno, il nero!!! E IO ODIO IL NERO!!!!
E comunque, solo a titolo di cronaca, sono pure ascendente Capricorno….una zuccona fino al midollo!

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Challenge n.16. Qualcosa che mi manca.

Beh dai. Almeno non è qualcuno…sarebbe stato più difficile.

30 Days Writing Challenge.

Cosa mi manca, vediamo…
Non mi manca niente.

Ho da mangiare quando ho fame o sete. Posso perfino scegliere.
Ho la possibilità di togliermi qualsiasi sfizio gastronomico o alcolico.

Ho un letto o un divano quando voglio riposare e un piumone caldo quando ho freddo.
Mille coperte di tutti i colori.

Ho più di un libro quando voglio leggere. Generi diversi per ogni stato d’animo…

Ho tre pelosi (lo so, non sono cose) che mi coccolano o che mi fanno impazzire.

Ho la fantasia che mi fa volare e raggiungere mondi impossibili nella realtà, le gambe per camminare e andare ovunque.

Ho una marea di cose e l’energia per poter far quello che desidero.

Non mi manca davvero niente ma se proprio proprio devo trovare qualcosa…
in questo momento mi manca “The Walking Dead” e la rivincita di Rick Grimes. Lucille e il suo padrone Negan…devono s-p-a-r-i-r-e!!!!!

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Immagini da Pinterest!

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Challenge n.15. Giornata tipo, dalla A alla Z.

Descrivere una giornata punto per punto.

Scelgo la giornata tipo, cioè quella che si ripete più spesso nella mia vita. Descrivere la giornata “spot” mi sembrerebbe assurdo.

Ore 5.30. Sveglia. Mi alzo mezzo addormentata, mi vesto velocemente, bevo un caffè al volo altrimenti rischio di cadere al suolo in tempo zero, fornisco le ciotole di cibo per le tre belve affamate, m’incuffio, scelgo la mia playlist preferita in Spotify ed esco.
Giro il mio paese in lungo e in largo fino alle 7.00.
Appena le giornate inizieranno con un po’ di luce a quell’ora, farò il mio giro lungo il torrente.

Ore 7.05. Preparazione post camminata pre-ufficio.

Ore 7.50. Treno.

Ore 8.06. Raggiungo il mio posto di lavoro e lì ci rimango (le volte che non sono in trasferta) più o meno fino alle 17.15 in media. A volte rimango molto di più. Dipende dalle riunione.

Ore 18.00 circa. Piccola spesa alimentare per avere sempre prodotti freschi.

Ore 18.30.
Inizio a preparare la cena. Mi sbizzarrisco, con gli ingredienti in mio possesso. Apro una bottiglia di vino o di birra e mentre cucino ascolto un po’ di musica (sempre le mie playlist preferite…)

Ore 19.30-20. Cena. In abbinamento al pasto, normalmente viene scelto un sottofondo di zombi (no, non i Cranberries…), alieni, supereroi, vampiri,….dipende. Se sono fortunata capita The Big Bang Theory.

Ore 21.00. Dopo la sistemazione della cucina, mi siedo sul mio splendido divano. Ed è il momento in cui inizio a scrivere. A volte alterno spostandomi in camera a leggere. Adoro questo momento…pace e tranquillità.

Ore 22.30 circa. Mi addormento. Mi infastidisco per il volume della TV. E poi me ne vado a dormire (se non sono già a letto in un altro mondo grazie ad un libro…).

Tutto il giorno. Sono sempre connessa e leggo un sacco di articoli. Dalla cronaca al mio mondo preferito, quello del food.

PS: Concludo dicendo che questa è la base, di questo periodo. Poi ci sono le serate con gli amici, le cene in famiglia, i weekend in montagna, di lavoro o in pulizie perenni di casa,  le vacanze e molto altro.

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Challenge n.14. Il mio film preferito.

30 Days Writing Challenge. Quesito n.14.

“Into the wild”. Sempre e comunque.

Potevo scegliere altri film. Da Dirty Dancing a World War Z, da Piccole donne a Star Wars – Il Risveglio della Forza…..
Generi diversi, tempi diversi, epoche diverse…ma mi piacciono un sacco.

Ma “Into the wild” rimane nel mio cuore, fermo e unico. La mia anima è con Alexander Supertramp, la mia mente è in Alaska.
Ho adorato ripercorrere qualche suo passo…e penso lo rifarò.

Immagine in evidenza da Pinterest.

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Hygge. La via danese alla felicità.

Sto leggendo questo libro fantastico, consigliato da Petunia nei suoi #bookbreakfast.

Hygge, la via danese della felicità.

Non l’ho ancora finito, in realtà.
L’ho iniziato questa mattina presto, avvolta nella mia coperta rossa, punteggiata da piccoli fiocchi di neve. Nel silenzio della casa, rotto solo dalle fusa della mia Chili che vicino a me si godeva questo momento caldo e ancora impregnato di sonno e notte.
Pur non conoscendo questo termine, HYGGE, e il suo molteplice significato, credo di far già parte di chi rispetta questo “modo di vivere”.
Adoro il sabato o la domenica mattina, quando ancora tutti dormono e con la mia tazza fumante di caffè mi godo il silenzio con un’ottima lettura. Così come la sera quando torno presto dal lavoro, preparo la cena magari con l’aperitivo annesso e accendo candele ovunque.
Il problema è che mi dedico momenti come questi in maniera veramente ridotta… invece di adottare questa Hygge, sempre. La vita è più importante di stress e nervoso quotidiano.
Vi sembrano scontate queste cose, vero?

Torniamo al libro. I danesi sono il popolo più felice in Europa ed esiste un istituto di ricerca (Happyness Research Institute) che può provarlo attraverso dati puntuali raccolti in un monitoraggio molto attento. Hygge non ha un significato solo, lo si può descrivere, non definire.
“L’arte di creare initimità”, “il benessere dello spirito”, “una compagnia confortevole”, perfino “cioccolata a lume di candela”.
Il primo importante elemento della Hygge è la luce. Esistono gli architetti della luce in Danimarca, chi ha fatto della lampada una sorta di culto, studiandone struttura, forma e colori. E poi ci sono le candele… La maggior parte dei danesi accende candele tutti i giorni nel periodo invernale. Tutti i giorni. Non a Natale…per mesi. Poi c’è il ruolo del fuoco, della condivisione, dell’intimità. Una bevanda calda, pochi amici, ma ottimi, con cui parlare o solo per godere insime di un piacevole momento in pace e in pieno benessere spirituale. Ma non è una condizione solo della stagione fredda…anche lo star fuori in giardini o terrazze in estate, passare le serate in compagnia ridendo e chiacchierando con una birra fresca…
Riassumendo, ecco i principali cardini della Hygge che ognuno dovrebbe avere sul frigo sotto una lucida calamita:

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Questa è la base.
Poi ognuno di noi credo debba crearsi la propria Hygge. Cioè avere sempre presente quali sono le cose che ci rendono gioiosi e in piena tranquillità d’animo, che possono essere diverse da persona a persona. Ad esempio la sensazione che mi infonde giocare a Macchiavelli con i nipoti e con il resto della famiglia oppure mescolare farina e uova per fare la pasta, per poi mangiare insieme agli amici un piatto caldo e buono insieme ad un profumatissimo calice di vino…

Credo di aver compreso il significato di Hygge anche se sono curiosa di vedere come va avanti il libro… Dovrei solo aumentare i periodi di Hygge…non solo nel periodo natalizio e nei weekend…tutti i giorni sono importanti. Vi saprò dire come finisce….o forse no. Niente spoiler!

Buona lettura.

Challenge n. 13. Per cosa sono entusiasta?

Mhm, entusiasta.
Per i nuovi progetti.

Metto tutto il mio impegno quando inizio una cosa proprio perchè sono un’entusiasta. Non parlo d’altro. Non penso ad altro. E per un po’ non mollo l’osso. Che sia una cosa di lavoro, d’amicizia, di famiglia ma non solo. Un viaggio, una ricetta complessa in cucina, un libro.

All’inizio, sono sempre, incredibilmente entusiasta.
Il vero problema è che parto in quarta ma non sempre porto a termine ciò che ho iniziato. Così a volte mi ritrovo con mille cose avviate grazie al mio entusiasmo appunto, e poi mi blocco.
Ma come una volta mi hanno insegnato, forse dovrei ricordarmi più spesso il motto “Less is more”. Poche cose ma fatte bene.

Vorrei avere la tenacia e la forza di volontà di mia sorella. Per lei non esiste orario, non è mai abbastanza stanca o stufa, è sempre concentrata e sul pezzo…io sono svogliata, mi perdo nelle mie mille fantasie e nei miei mondi paralleli.

(Il 30 Day Writing Challenge, un po’ a rilento…ma lo finirò, ce la farò!!!)

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Mood of my day.  Save the pennies

Tempo di risparmi.

Penso inizierò lo stesso progetto di quella coppia che ha impostato un budget settimanale per le spese sia primarie che per quelle superflue, risparmiando 25.000 euro alla fine dell’anno.

Nei miei sogni ci sono tanti viaggi e un piccolo masetto nella mia valle trentina preferita. Questa sera tornerò a casa e preparerò il mio new life-plan!!!

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5 benedizioni nella mia vita.

Le benedizioni del “30 Days Writing Challenge”

La prima benedizione, la più importante, è il mio nipotame.
Sei splendidi nipoti che hanno un’età tra i 16 e un anno. Direi più di una benedizione. Una salvezza.

Una seconda benedizione è il 2011. E io so perchè.

La terza è fare un lavoro che adoro, parlare di mangiare e bere nel mio meraviglioso Trentino.

La quarta è un’amica che ti regala una torta sacher il giorno  che hai un gran bisogno di cioccolata e di dolcezza. Una pasticceria da favola…

La quinta è ricordarsi i motivi che ti riempiono il cuore e ti fanno sorridere. E se proprio non ce la fai a sorridere ogni minuto, l’importante è trovare le 3 cose belle  che rendono speciali il tempo che passa.

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