Andare avanti

La vita va avanti nonostante tutto.
Anche quando regna sovrana l’impietosa immagine di distruzione dovuta alle avversità meteorologiche.
Ed ecco un albero fiorito, vestito di bianco, vicino agli schianti di novembre scorso. Guardando questo scempio, ho avuto i brividi. Un bosco piegato dalla rabbia del vento e dell’acqua. Fa rimanere senza parole.
E questa sicuramente non è l’immagine peggiore, ho visto i molti volti della crudeltà del tempo.
Ma quei rami così candidi mi hanno fatto riflettere: nonostante tutto, si può (e si deve) andare avanti.

Ha piovuto gran parte di questo 25 aprile; anche il cielo sembrava essersi liberato, oggi. Avevo così bisogno di ossigeno e nonostante delle previsioni terribili, ho preso la macchina e mi sono fiondata in Val Rendena.
Il bosco, verdissimo, era più vivo che mai grazie alla pioggia incessante. Muschi ovunque, tra gli alberi fitti, ho camminato per un po’ su un tappeto morbido.
Ad un certo punto ho trovato un grande abete, custode solitario, imponente. Ho sentito il bisogno di abbracciarlo forte e per un attimo ho sentito questo maestoso signore ricambiare il mio affetto.
Il sentiero di pietre mi spingeva ad addentrarmi sempre più, seguendo il canto felice di qualche cinciallegra. Nessun timore dell’acqua, ho tenuto lo sguardo fisso verso il cielo per gran parte del pomeriggio. Il Carè Alto ogni tanto sbucava innevato dalle nuvole, ed era in forma splendida. La Sarca era impetuosa, il suo fragore ha coperto le mie urla lanciate da un piccolo ponte. E così tutta la negatività della mia anima pian piano se ne è andata via, insieme ai mille pensieri, lungo un limpido e vivace torrente che scappa via veloce, giocando tra le rocce granitiche. Mi sono sentita più leggera, senza quel macigno sul cuore.

Ed infine le ortiche.
Le ho raccolte, pregustandomi il sapore di una zuppa. Ho perso quasi subito la sensibilità di pollice e indice della mano destra, dita che si sono gonfiate dopo le prime cime spuntate. Anche adesso mentre sto scrivendo, il formicolio la fa da padrone. Erano così fresche e rigogliose che non ho resistito. Ero bagnata fradicia, durante la raccolta, sentivo un rivolo freddo lungo la schiena. Ma non mi importava perchè quella sensazione, insieme a tutto il vissuto di questa giornata, ha dissolto molte nubi nella mia mente.

E’ proprio vero che per ritrovarsi, bisogna un po’ perdersi.

E poi penso al gallo…