Da Malga Bordolona al lago (e cima) Trenta

Scappare dal caldo, dopo una settimana tosta di lavoro. Andare in alpeggio, a più di 1.800 metri, meglio se il venerdì pomeriggio e magari rimanere tutto il sabato. Che bello decidere questa cosa all’ultimo, preparare lo zaino e partire. Arrivare per cena, incontrare qualche volto amico e dimenticare tutto e tutti, mangiare qualcosa di veramente buono, stare al fresco.

Quando la fuga è l’unica soluzione, Malga Bordolona è in cima alla mia classifica. Ne ho già parlato sul blog perché è uno dei miei posti del cuore. Adoro Luca e tutta la sua famiglia, mi fanno sentire sempre a casa. E poi mi piacciono i loro formaggi, il nostrano e il casolet, lo yogurt, la panna fresca, il burro di malga (ne compro 15 kg l’anno per i miei biscotti natalizi), lo speck. Per non parlare delle torte.
Ma non si tratta solo di questo. Quando con la macchina giro l’ultima curva e vedo la malga incastonata nelle montagne, mi si apre il cuore.

Dopo una sera di risate e chiacchiere con Alan, venuto a trovarmi per cena, niente di meglio di una notte a 2.000 metri alla malga Bordolona alta. Un cielo pieno di stelle, grazie alla poca luce in Val di Bresimo e il suono lontano di qualche campanaccio. Ho dormito benissimo come non ricordavo da tempo. Ero sistemata nel camerone anche se ero da sola. Niente sogni ma ho fatto un dritto, non mi sono mai svegliata.
Alle 5 ero in piedi, volevo vedere l’alba e partire prestissimo per il lago Trenta (2.387 m). Per colazione sul tavolo ho trovato una fetta di torta allo yogurt, buonissima, la giusta carica di energia per il mio cammino.

Il percorso


Il sentiero 136 è molto bello, (un’ora e mezza per raggiungere il lago) tutto pascoli e fiori. Tantissima arnica, cespugli di rododendri e ho trovato anche molte piante di genziana (bisogna stare molto attenti a non confonderla con la pianta gemella, il veratro). Arrivata al lago ero completamente sola. Una marmotta ha iniziato a fischiare per avvertire le sue amiche del mio passaggio. Il sole non aveva ancora illuminato del tutto il lago ma avevo troppa voglia di buttarmi. Dire che era gelato è davvero un eufemismo. In acqua sono riuscita a rimanere un decimo di secondo, sono uscita immediatamente. Ho sentito il sangue girare veloce nelle vene e mi sono sentita forte come un drago. Dopo essere rimasta su un sasso a scaldarmi per un po’, sono salita fino a cima Trenta (2.629 m) e poi sono tornata indietro perché a pranzo alla malga bassa mi aspettavano alcuni amici. Un giro molto bello da fare al mattino presto per non perdere la luce perfetta, quella luce che rende i colori accesi e intensi.

Come arrivare alla Malga Bordolona bassa: arrivati a Mostizzolo, tra la Val di Non e la Val di Sole, si devia in direzione Preghena-Rumo. Da Bresimo parte una lunga (12 km), ma comoda strada asfaltata che conduce fino alla malga.

Gestione: Luca Alessandri

Apertura: metà giugno – fine settembre

Vendita prodotti: 

Ristorazione: sì

Pernottamento: sì

Per passeggini: sì