Day 15. Il rientro

Sono in aereoporto dalle 15 e ho il volo per Bergamo alle 20.55.

Della serie mi sono presa per tempo. Questo perché ho sempre il pensiero che qualcosa può andare storto: code, traffico, incidenti (di altri), strade sbagliate…e invece la metro per arrivare in stazione centrale l’ho trovata subito ed è partita mezzo minuto dopo, il bus per andare in aeroporto a 100 km da Stoccolma era al gate 5 che aspettava solo me. E quindi in perfetto anticipo di quasi 6 ore pronta per partire al check-in chiuso per quasi quattro ore, c’ero io. Acqua, banana, panino e caffè e mi sono seduta su una di quelle poltrone arancioni e comode che ci sono nelle sale d’aspetto. Magari non sempre arancioni e nemmeno comode. Mi sono portata un libro da casa pensando all’aereo e lo sto leggendo appunto in questo lunghissimo momento d’attesa. “La donna è un’isola” di Audur Ava Ólafsdóttir, autrice islandese. Beh è carino da matti e a tratti divertente. Ogni tanto scoppio a ridere concentrata sulle pagine e mi accorgo solo dopo qualche minuto che la gente mi guarda incredula. Sarà che parla di un viaggio, anche introspettivo nella vita di…. non mi ricordo lei come si chiama e pur arrivata a pag. 103 credo proprio non sia mai stato citato il suo nome. A momenti ne succedono di tutti i colori e a momenti la protagonista è molto fortunata. Ma questo libro è scritto davvero bene, c’è tanta autoironia ma anche accettazione che le cose a volte non le puoi cambiare perché non dipende tutto da te. La vita è proprio un viaggio. Non solo perché ci si sposta, ma per le scelte che si fanno e quelle che non si fanno che comunque ti portano ad uno step successivo. Una sorta di diagramma di flusso: se scegli A succede questo se scegli B succede quello e le decisioni ti portano su strade diverse e tu vai avanti.

Mancano ancora tre ore al volo. E 172 pagine per finire questa storia.