Io sono Thoreau. O forse Whitman.

Ci sono persone che odiano la pioggia.
Per me è inconcepibile.

Il sole è banale, non è sanguigno o impulsivo. Non mi regala emozione. Mi scalda, a volte mi brucia. 
La pioggia invece mi fa battere forte il cuore. Veloce. 
Ha il potere di trasformare un bel posto in un luogo che mi rende muta con gli occhi colmi di lacrime. Di gioia.
Riesce a pennellare il cielo con delle punte di bianco cambiandone l’intensità come sposto lo sguardo, anche di pochi centimetri. Posso sentire il suono delle gocce sull’erba appena sorta dopo l’inverno, un suono così dolce su quel verde acceso che inizio a pensare che potrebbe essere questo il Paradiso.
Adoro camminare anche quando piove, soprattutto nel bosco. Fa niente se mi bagno: è acqua e non mi sciolgo. Mi rende felice, mi fa sorridere da dentro. Se poi incontri lo scorcio giusto come è successo a me ieri, senti le famose farfalle nella pancia neanche mi fossi innamorata. Scompare qualsiasi brutto pensiero, la tristezza, la malinconia, la delusione. Si, forse scorre un po’ di nostalgia nelle vene per chi non c’è più a tenermi per mano ma di sicuro è proprio qui che ritrovo la sua anima. E’ qui che l’aria porta la sua voce in risposta alle mie domande.
Non sento solitudine. Solo tanta pace. E tanta voglia di ridere, da non riuscire a smettere.

Vorrei vivere tutta la mia vita in un posto così. E guardare dalla finestra quello scorcio, il suo mutare al cambio di stagione; aspettare la prima neve, vedere i primi germogli di tarassaco, le foglie arancio e gialle cadere dai faggi. Sentire il canto dei grilli smorzarsi di giorno per accendersi nel silenzio di ogni notte d’estate. E di nuovo il fragore della pioggia, il rumore del vento.

Mi è rimasta quella sensazione, quell’aspirazione di vita. Ha pervaso ogni cellula e credo non riuscirò a smettere di pensarci. Ci tornerò spesso e cercherò una betulla. Mi siederò ai suoi piedi, appoggiandomi al suo tronco per sentirne l’energia e riconoscere il suo abbraccio. Porterò con me solo chi sente come me. Il resto, ormai, non conta più.

Non mi capacito che sono mesi che non scrivo, la prima volta quest’anno e siamo ad aprile iniziato. 

(Ondertol, 650 m slm – Trentino)