Polvere e soffitta

Nevica…

Il silenzio in queste ore regna sovrano e sembra proprio che anche la Regina bianca voglia metterci del suo, creando uno scenario ovattato. La vita scorre come sempre, il tempo passa, le lancette girano e i ritmi di ogni giorno vengono rispettati.
Eppure nell’aria si sente.
Qualcosa non quadra, i pensieri ogni secondo vanno troppo spesso a chi non c’è più e si mescolano con quelli verso chi non conoscevi direttamente ma solo per un grado di separazione. Non vedi con chiarezza ma senti quel silenzio diventare pesante.
Domani sarà il giorno di Antonio.
Sono tutti giorni di Antonio, questi. Ognuno di noi ci pensa a modo suo, è inevitabile. Si percepisce la forza del pensiero generale, talmente intensa che potremmo trasformarla in un tipo di energia positiva. Perchè da tutto questo incubo si deve capire, interpretare. Perchè sarebbe da pazzi rovinare il ricordo di chi è stato brillante, propositivo, visionario e sarebbe darla vinta a chi ne ha spezzato la vita. L’anima di Antonio adesso è frammentata in così tanti di noi… il suo pensiero buono, intelligente e ottimista ha catturato le nostre menti, trasformandole.
E’ qualcosa più grande di me, non riesco a descriverlo bene, me ne rendo conto.
La storia di Antonio è la storia di un giovane pieno di passione per quello in cui credeva, per la politica, per la sua Europa, per il sogno di un’Europa nuova, potente.
Lungi da me sminuire un fatto tanto atroce e davvero triste. Non riesco nemmeno a immaginare, non voglio. Ho bisogno di credere che ogni giovane nelle cui vene scorra un sangue intriso della stessa identica passione (non per la politica, anche per la politica) ma per qualsiasi altra cosa, tema, argomento, capitolo, abbia un futuro e che nel suo piccolo possa cambiare il mondo.
C’è riuscito un 29enne a Strasburgo nel pieno di una tragedia che avremmo preferito non accadesse. Ma purtoppo è successa. Fatto sta che il mondo Antonio l’ha cambiato, l’ha scosso come un terremoto di altissimo grado della scala Richter che smuove ogni singolo sasso che sostiene una montagna.
Storie e passione, vita.
Oggi una cara persona a cui voglio un gran bene mi ha detto che sono un’amica ‘vecchia’ spiegandomi il suo significato. Vecchia perchè mi vede come un faro, un punto di riferimento non vecchia che sa di polvere e soffitta. E c’ho pensato tutto il pomeriggio. Perchè per lei polvere e soffitta potevano essere interpretate come negative. Per me invece sono essenze di vita. Un po’ come nel mio vecchio racconto sulle terlaine, le ragnatele, le connessioni con gli altri.
Infine, mi vengono in mente Serafino e Andrea, conosciuti ieri. Serafino, sardo di origine, via dalla sua terra dall’età di 16 anni perchè i suoi volevano facesse il pastore. Non voleva avere niente a che fare con l’allevamento delle pecore. Dopo moltissimi anni, in Trentino, il figlio Andrea che studiava storia e filosofia, ha portato a casa per scherzo due capre e Serafino arrabbiato non ha voluto saperne. Per poco, però. Perchè dopo qualche giorno se ne è follemente innamorato e ora hanno insieme un allevamento di 80 capre, un caseificio e fra poco ci saranno i nuovi parti. E in primavera tornerà il trekking con le simpatiche bestiole.

Forse ho mescolato il sacro con il profano. Ma l’unica cosa che voglio, in verità, è dare voce alle storie e alla passione. Perchè credo che conoscere queste persone che hanno questa potenza di pensiero e di cuore, mi faranno stare sempre bene, daranno sempre un senso alla mia vita.

Grazie Antonio.

ps: la foto non rende giustizia, lo so, ma è un dono, la prima neve.

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