Gente di malga e di rifugi

Un tempo, c’era chi cantava “Gente di mare”, ve la ricordate? Umberto Tozzi e Raf se non sbaglio.

🎶♬ Gente di mareeeeee che se ne vaaaaa dove gli pareeee dove non saaaaa…. 🎶🎵♬🎶

Io sarei più da “Gente di malga e rifugi”, cercherei rime con montagna e con bosco, racconterei di larici e di neve. Non avevo mai pensato a comporre una canzone dedicata all’alpeggio…potrei pensarci per il prossimo Sanremo, ma tranquilli, non la canto. Potrebbe essere una bella idea, non trovate? 🤪

In questi giorni sono stata un po’ in giro per il mio Trentino, tra la Val di Sole e la Val di Non. Ho conosciuto delle persone splendide e fatto anche qualche esperienza…diciamo…energetica! Ho preso secchiate d’acqua e visto cieli color zaffiro. E ogni volta, nonostante siano molti anni che giro per le valli, scopro cose nuove e rimango stupita davanti a tanta bellezza. La pioggia e la nebbia non le qualifico come brutto tempo perchè regalano delle atmosfere surreali: posso entrare in un batter d’occhio in un romanzo di Jane Austen o di Charlotte Brontë o magari in un dipinto di William Turner.
Il fruscìo del vento tra i rami degli abeti potrebbe essere una dolce nenia mentre mi addormento su una distesa di morbido muschio. Il profumo del sottobosco…terra mescolata a pigne, aghi di cirmolo e licheni, mi ricorda il Natale. E ormai manca pochissimo perchè abbiamo superato la metà dell’estate e quindi posso iniziare a esultare. Settembre è alle porte (è il 6 agosto).

Non vado per ordine d’importanza ma per ricchezza di emozioni.
Tempo da lupi e da orsi sul Monte Peller. Una coltre bianca nasconde i pendii dei pascoli ma quando il vapore si dilegua, appare la maestosità dell’alpeggio con incastonato il suo più grande gioiello, la malga Clesera (1.889 m). Non dimenticherò mai i sorrisi di Erika e Fabrizio, rispettivamente casara e pastore della malga. Hanno una decina di vacche, cercano di mantenere l’allevamento tradizionale che prevede pochi capi. Nonostante la fatica e le difficoltà che l’altitudine e il meteo possono riservare, sono felici. Fabrizio racconta che il lavoro di pastore e casara lo hanno scelto. Non sono rimasti incastrati in una vita che non volevano. E non cambierebbero per tutto l’oro del mondo. La stanchezza fisica è moltissima ma dai loro occhi traspare una serenità che è difficile riscontrare nella frenesia delle città. Camminano con calma, accarezzano con tenerezza gli animali.
E come non provare un pizzico d’invidia?
Me li immagino la sera, uscire dalla porta della malga, quando il sole sta andando a dormire, quell’attimo prima che il cielo diventi notte e si trasformi in una coperta di stelle. I campanacci lontani e i grilli assonnati che rallentano il loro canto. Me li immagino seduti sulla panca mentre si raccontano i fatti della giornata o magari in silenzio assaporando la tranquillità del tramonto.

Quando scendono dalla malga, Erika e Fabrizio gestiscono un piccolo caseificio in paese, a Cles. L’azienda si chiama Fratta Cucola dove si possono trovare formaggi freschi e stagionati, yogurt e ricotta.



E ora un piccolo break con alcune immagini mie.

Faccia di una che si diverte nel bosco ma improvvisamente sente un rumore…. 🙃

Dalla malga in pochissimo tempo (poco più di 15 minuti) si arriva al Rifugio Peller (2.022 m).
Una meraviglia, un tesoro.
Si mangia benissimo e lo gestisce una famiglia di una simpatia travolgente. Rinaldo, il capo, è un pozzo di idee ed è molto creativo. Considerato che si trovano a poco più di 2000 metri di altitudine, molte cose le producono direttamente: conserve, fermentati e nei piatti si possono trovare erbe e radici raccolte da loro. Sono rimasta davvero colpita dallo sciroppo d’ortica che non avevo mai sentito nominare. Ma non solo: Rinaldo cuoce e mescola la polenta nell’acqua dove ha bollito per qualche minuto le ortiche, per dare un sapore un po’ più forte alla farina. Questa la voglio proprio provare.
Rinaldo è un signore dai mille aneddoti. A pensarci bene si potrebbe proprio chiamare “Il Signore degli Aneddoti”. 😂
Conosce molto bene il bosco, i suoi segreti e scova porcini in ogni dove.
Tornerò sicuramente a trovarli perché le storie raccontate da chi vive ogni giorno in luoghi come il Monte Peller, conosciuto per gli splendidi paesaggi, l’orso e l’omonimo radicchio (cicerbita alpina), mi affascinano molto.

E ora, due parole sull’esperienza energetica che ho nominato all’inizio.
L’acqua è magia, che cada dalle nuvole o che corra veloce in un torrente, poco importa. Ho lasciato gli scarponi e lo zaino, per una volta, per fare rafting lungo il Noce, insieme ad un gruppo simpaticissimo. Ho fatto anche la prova acquatica, chiamata simpaticamente “bagnetto”.
Un pomeriggio in cui è uscito il sole dopo tanta pioggia. Che risate….era tutto un “brava Betta” oppure “sei forte, Betta” ma anche “pagaia, Betta”. Mi sono divertita moltissimo.



Infine vi lascio con le immagini di un paradiso, una sorta di laguna blu. Sempre relativamente all’acqua, sono stata in un luogo dalle mille sfumature di verde e di azzurro. Posto segreto, conosciuto dai pescatori, vicino all’eremo di Santa Giustina. Ancora una volta sono rimasta sorpresa, senza parole, di fronte alla bellezza naturale del mio territorio.

A presto, con il racconto di una nuova avventura!