61 dicembre 2020

Un mese. 30 giorni dall’ultima volta che ho raccontato qui un pezzo di vita e tanto dolore. Un mese difficile, aspro, complesso, sfiancante, intenso. Da un certo punto di vista è volato, per le tante corse che ho fatto. Ma se ripenso a certe notti infinite, i minuti mi sono sembrati i più lenti e lunghi tra i miei ricordi di insonnia.
Ho riflettuto molto, sono stata anche volontariamente da sola, per conto mio. La solitudine, ho scoperto in questi ultimi anni, mi aiuta moltissimo a fare ordine nei pensieri, a dare risposte a quelle domande a cui nemmeno gli amici più cari sanno rispondere.

Questa mattina ho fatto una lunga camminata. Di quelle che adoro, senza una mèta precisa. Non ho portato il telefono, non ho immortalato il cielo, gli alberi, le rocce sul mio sentiero. Non ho registrato tempi.
Sono tre mesi che non cammino con costanza. Tra le quarantene, gli impegni, il gelo e l’inizio di un anno nuovo, il peggiore di sempre, ho dimenticato di camminare. Anche se a parer mio, il 2021 non è ancora iniziato.

Oggi, anche se nessun calendario lo riporta, è il 61 dicembre 2020. Posso arrivare fino al 62, poi basta. Devo assolutamente girarla la pagina lungo la spirale.

E soprattutto ricominciare a prendermi cura di me.

Alla veneranda età di 47 anni direi che è ora di sentire i cambiamenti. Grandi e piccoli.
Lo ammetto pubblicamente: non sono più il tritarifiuti di un tempo. È giunta l’ora di riconoscere che alcune cose le devo proprio eliminare dalla lista della spesa. E devo anche iniziare a credere alla storia delle fibre e dei fermenti lattici, probabilmente dovrò anche farmi piacere tutto ciò che è integrale. Per la prima volta in vita mia da che ho memoria, non ho comprato patate. Ma vegana mai. Mi piacciono troppo i formaggi, le uova, le grigliate. Non fatemi aggiungere altro, altrimenti mi tocca parlare anche della cantina. Non sono ancora pronta a passi così estremi.

In quanto alle novità posso dire che sto frequentando molto il veterinario del paese. Nel senso che tra la cistite di Paprika (antibiotico + gocce), i mille starnuti di Taco a tutte le ore del giorno e della notte (3 iniezioni di antibiotico) e da stamattina la febbre a 40° di una Paprika appena guarita dalla cistite….direi che non mi faccio mancare niente. Spero solo che la “simpatica” Chili non segua l’iter dei suoi figli perchè sarò costretta a chiedere un abbonamento a scalare o una carta punti (più visite, più omaggi). Comunque se ve lo state chiedendo, Taco è tornato in piena forma. Ha voluto uscire alle 5 stamattina ed è tornato alle 8 con un passerotto in bocca, fiero e felice.
Poveri, mi dispiace quando stanno male anche perchè divento apprensiva e li seguo ovunque vanno (loro non mi sembrano molto contenti, in verità).

Vado a preparare un infuso di malva che pare aiuti a disinfiammare tutto ciò che hai infiammato insieme ad un nuovo libro dedicato alla montagna e al cammino. Vi saprò dire!
E buon sabato sera!