Malghe e croz (dell’Altissimo)

Che camminata! Sono davvero fiera di me per questo giro. Migliaia di passi, con zaino sulle spalle in questi giorni e nemmeno un cedimento. Si, la mia anca si fa sentire ogni tanto ma io la ignoro, la lascio parlare. Arriverà il giorno che la dovrò ascoltare ma non ora.
Sono partita da Molveno, il lago aveva quelle tonalità di blu e di verde e come una sirena ti ammaliava e ti invitava in un abbraccio tra le sue acque. Ma non mi sono lasciata coinvolgere e sono partita dal Belvedere per salire in mezzo al bosco. Non c’era nessuno se non il canto di tantissimi uccellini a farmi compagnia. Che profumo incantevole, di resina e di muschio. Un posto magnifico per camminare in completa solitudine.
Peccato per qualche albero spezzato dalla tempesta Vaia appoggiato lungo il sentiero. Ho ripensato a quel fine ottobre che ha devastato alcune zone del Trentino (e non solo) con una potenza che ancora il solo ricordo mi fa rabbrividire.
Prima tappa baita Bruniol, un delizioso ristorante in mezzo alla natura. Troppo presto per fermarmi a mangiare, anche se a dire il vero un pensierino ce l’ho fatto…
Non avevo una meta precisa anche se mi tornava in mente il rifugio Croz dell’Altissimo, percorso di un secolo fa di cui ricordavo le sue buonissime torte. Ma non era lo stesso sentiero, in passato ero partita da un altro punto di Molveno, dalla Valle delle Seghe. Salendo, mi si prospettavano diverse possibilità come il rifugio La Montanara o la malga Tovre. Avendo un amore incondizionato per l’alpeggio, ho optato per la malga. Che bello ripensare ad Albe in malga, alla prima edizione. Allora non avevo idea se avrebbe funzionato svegliere le persone alle 5 del mattino, per assistere alla mungitura e alla caseificazione o per fare colazione insieme ai casari. Ma ha funzionato, ancora funziona, e ne sono molto felice. Mi piace l’idea che ci sia curiosità di conoscere questo mondo e quanto impegno, fatica e competenza ci siano tra gli ingredienti principali di un formaggio di malga.
Giunta a Malga Tovre non potevo non assaggiare i loro prodotti…

Il percorso per arrivare alla malga è durato un’ora e mezza ma per chi non ama camminare c’è comoda la funivia Molveno Pradel. Peccato però perdersi il percorso Sciury: una camminata tra tabelle e sculture in legno che raccontano tutta la vita degli animali del bosco.


Dopo la mia siesta ho preso il sentiero per il Croz dell’Altissimo, altra ora e mezza con tappe fotografiche. Si vedeva il lago e alcuni parapendii colorati in cielo che dondolavano, cullati dall’aria frizzante. Camminavo su un tappeto di foglie ramate, morbido. Scorci tra gli alberi ti permettono di vedere pascoli e malghe sulle montagne di fronte. E ancora qualche albero spezzato dalla natura. Ho incontrato più gente su questo percorso, moltissimi tedeschi. Dal bosco fitto si passa ad un certo punto ad un sentiero sotto la roccia dai colori che vanno dal rosa pallido al rosso intenso con un panorama incredibile, le Dolomiti di Brenta. Merita, soprattutto in questi primi giorni estivi. E come ricordavo, all’arrivo in rifugio a 1500 metri slm, mi attendeva una fetta di torta con ricotta e amaretti.
Aveva solo un difetto: finita subito.

Ero in relax totale ma all’improvviso come succede spesso in montagna, le nuvole veloci iniziavano a promettere pioggia. Era ora di tornare, purtroppo. Grazie ad un vento minaccioso che litigava con le fronde di abeti, faggi e betulle, la discesa è stata molto rapida. E la cosa incredibile che si, ero molto stanca ma nessun dolore alle gambe.
Un’altra giornata trascorsa tra le mie montagne, è bello decidere ogni giorno un tragitto diverso.

E domani?