Il Mas del Saro e la storia di Vea

Finalmente un giorno di pace. Dopo settimane che giro come una trottola ininterrottamente il Trentino in lungo e in largo, oggi sono a casa. Non ho nessuna intenzione di trascorrere questa manciata di ore prima di ricominciare a correre, facendo pulizie.
Si, qualche lavatrice dovrò pur farla e probabilmente anche stirare, ma più tardi.

Volevo andare in montagna e camminare sola, senza qualcuno a fianco che mi sconcentra dallo spettacolo della natura che si trasforma, ma oggi solo l’idea di guidare mi stanca. Eventualmente domani.

Ora mi godo l’orto, con le ultime verdure, grappoli di pomodori e qualche zucchina, e soprattutto questo libro fresco fresco di stampa.

Sfogliare le pagine del libro di Vea ti fa venir voglia immediatamente di cucinare e mangiare. Il libro è diviso per stagione e fa venir l’acquolina in bocca ad ogni parola scritta. Ho letto velocemente qualche ricetta del libro e credo smetterò quando lo avrò finito.

Vea è una ragazza (ha più o meno la mia età quindi è una ragazza) toscana, che si è trasferita in Trentino per amore. Insieme al marito Renzo hanno acquistato un vecchio maso (la struttura risale al 1700) in mezzo al bosco con vista su una delle valli più belle del territorio, la Valle dei Mocheni. Bella per moltissimi motivi ma in questo periodo principalmente per la natura che si tinge di giallo ed arancione.
A completare la famiglia ci sono tre bellssimi figli Pietro, Viola e Sole: chiacchierando con loro, ho sentito nelle loro voci la stessa intensità, la stessa energia che trasmette Vea.

Mas del Saro è stato ristrutturato poco per mantenere più possibile la sua storia ed è diventato un agriturismo dove si possono gustare ricette della tradizione mochena e non solo. In ognuna di esse si trova l’anima della montagna. Al maso si pratica agricoltura naturale e vengono coltivati 7000 mq di ortaggi, cereali, patate e erbe aromatiche.
Da quando ha messo piede in Trentino, la natura è entrata nella sua vita e ora non ne può più fare a meno. Gli elementi naturali sono diventati protagonisti della sua quotidianità e di quella della sua famiglia. Ha passione per la cucina, per il mondo che ruota intorna al pane, alle farine e per la pasta madre, divenuta quest’ultima anche titolo del libro.
Ma natura non è solo cibo per lei: è anche la lana delle sue pecore che tinge con colori sempre provenienti dalla terra.

Quando imbocchi questo sentiero e ti innamori di ciò che hai davanti, credo sia impossibile tornare indietro.

Raccontare la storia di Vea e delle molte altre persone che in questi anni ho incontrato, che vivono la montagna e il bosco con tanto impegno e tanto amore, è diventato per me un must. Mi regala un entusiasmo infinito e mi convince sempre più che tutto questo dà significato alla parola “Bellezza“.

bellezza/bel·léz·za/sostantivo femminile
1.La qualità capace di appagare l’animo attraverso i sensi, divenendo oggetto di meritata e degna contemplazione: Più dell’oro possanza Sovra gli animi umani ha la Bellezza (Parini); b. fisica ; la b. del volto, delle membra, delle forme ; b. spirituale ; part., di spettacoli naturali, opere d’arte ( ammirare la b. di un panorama ; un quadro d’incomparabile b. ), gesti o comportamenti morali ( la b. di un atto eroico, della virtù ).

Significa molto questo termine per me e sono sempre più distante dalla parte estetica della nostra esistenza, quella superficiale e quella che molte volte si trasforma in qualcosa di grottesco.

Adoro curiosare in giro per le valli cercando storie, non romantiche, ma che diano un’emozione genuina che può nascere dalle mani rovinate dalla fatica e dalle rughe e dai solchi dovuti alle tante ore sotto il sole.
Persone che conoscono ogni cm2 dell’ambiente intorno a loro e che hanno preparazione e competenza perchè trascorrono ogni giornata usando si il proprio istinto ma non trascurano la continua ricerca, la conoscenza e la sperimentazione.

Cuore si, ma abbinato alla testa.