Day 6. Verso i fiordi di Bergen

Uno dei sogni di questi ultimi tre anni era un viaggio come questo. Il Nord. Poter vedere i fiordi norvegesi. Assorbire più possibile la luce del sole riflessa nell’acqua. Soprattutto quella al tramonto. Fare un trekking con zaino in spalla e scarponi. Non so quante volte ho inviato cartoline come questa immagine di copertina pensando di partire, magari con un westfalia vecchiotto e scalcinato. Quanti sogni, perché si deve sempre sognare. Ho portato uno di quei sogni con me per tutto il viaggio e credo di non volerlo proprio abbandonare….. viaggiare è un’avventura ogni giorno. E ammirando dalla finestra del piccolo cottage la vista del fiordo nella valle dell’oro, Aurland, ho proprio ripensato a questi tre anni in cui tante cose sono successe e hanno cambiato il corso della mia vita. Anche adesso, che gli ultimi raggi si fondono con il fiordo. Questo è davvero un luogo che ti mette pace nel cuore. E che ti fa venire voglia di combattere per quello in cui veramente credi.

Mi trovo nei dintorni di Bergen (sono a circa 160 km di distanza, domani sera ci arriverò ma prima mi aspetta un bel programma). Dopo il museo delle navi vichinghe (splendide davvero, tre, mi aspettavo un museo più ricco anche di oggetti e armi nordiche) oggi ho macinato un sacco di km perché è davvero lunga da Oslo e non c’è proprio un’autostrada…ma è proprio qui il bello, il paesaggio che cambia, le montagne che finalmente fanno capolino e pure qualche chiazza di neve sulle cime. Finalmente la natura selvaggia, le casette in legno colorate ma soprattutto rosse che si perdono nell’immensità verde e i corsi d’acqua che sembrano laghi ed invece è il mare che si insinua ovunque.

Aurland è molto costosa, ridevo leggendo pizza margherita 188 corone norvegesi sul menu (quasi 20 euro?). E che pizza poi! Io comunque ho mangiato il salmerino alpino (arctic char) più costoso della storia. Ottimo e non stiamo a guardare capello, suvvia. Il nome del ristorante Vansgaarden Gjestgiveri. Comunque a pranzo non avevo per niente fame e quindi ho mangiato solo mirtilli e banane.

Il cottage dove dormo è bellissimo e ha una vista che non credo di riuscire a descrivere bene ma lo potete vedere nella foto principale. C’è tanto silenzio, rotto da qualche simpatico gabbiano che urla chissà che cosa agli amici. È ora di sistemarsi per la notte, domani è un altro giorno di viaggio e voglio godermi ogni profumo, ogni vista e ogni sapore di questa esperienza scandinava. Quando tornerò ci sarà da rimboccarsi le maniche… quindi buon viaggio a me!

Il sole è sparito nel fiordo e gli ho confidato tutti i miei desideri. Mi piace pensare che li lascio qui e che si conservino in un posto che assomiglia alla mia idea di paradiso. Magari un giorno verrò a riprenderli.

Ps: lo so che non vale perché non ho la foto di supporto, ma ho visto un alce oggi dalla macchina…. bellissimo!