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Agritur Blum, cucina naturale e storie di lana

Ci sono incontri che filano storie bellissime. Ho conosciuto Giovanna una decina d’anni fa insieme a Daniela, Vea e Barbara: quattro donne e una passione profonda per la lana. Insieme hanno dato vita a “Bollait – gente di lana”, un progetto che ancora oggi recupera il vello delle pecore in transumanza tra il Lagorai e la Valle dei Mòcheni.

L’obiettivo? Ridare dignità a un’arte antica attraverso filati, guanciali e manufatti naturali. I loro colori raccontano la terra: sfumature neutre si alternano a tinte variopinte nate dalla natura, come le bucce di cipolla e barbabietola, o i petali di calendula e l’indaco.

Questa stessa filosofia etica si respira all’Agriturismo Blum, dove Giovanna e Stefano vivono insieme ai loro tre figli. La più piccola è nata quest’anno e per questo motivo la cucina è aperta il venerdì e il sabato sera a cena.
La struttura, nata nel 2016, è una gemma nascosta tra i boschi di ontani sopra Samone, in Valsugana. Un luogo dove si difende il “giusto vivere”, fatto di rispetto per le risorse, riutilizzo e amore per tutto ciò che la terra sa e può donare.

Raggiungere l’agritur è semplice: basta lasciare il centro del paese e percorrere la strada che si addentra nel bosco, tra serre di piccoli frutti. Mentre saliamo, il cielo cambia colore velocemente, sfumando dal turchese al piombo scuro, e l’aria sa di pioggia. Al nostro arrivo, Giovanna ci accoglie con un grande sorriso, raccontandoci della grandine caduta solo pochi minuti prima. L’atmosfera è vibrante: ci sono ospiti arrivati dalla Germania — la struttura dispone di tre accoglienti stanze — e persone che, proprio come noi, sono salite quassù per farsi coccolare dai piatti genuini del Blum.

La sala, pur nella sua essenzialità minimale, rivela una cura attenta per ogni singolo dettaglio: elementi in legno e in ferro battuto, pareti in argilla e manufatti in lana si fondono in un ambiente che trasmette calore e mette subito a proprio agio. Sul tavolo troviamo la carta dei vini e delle bevande, mentre è Giovanna a raccontarci la proposta per la cena. Il menu di stasera, curato da Stefano, è interamente vegetariano: un percorso goloso che celebra coltivazione e natura spontanea.

Il menu di Stefano

Flan di carote e bietole con fonduta di formaggio
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Lasagne con erbe di campo (farinello, piantaggine e galinsoga) e straccone
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Zucchina ripiena in crosta
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Il pane della casa con lievito madre
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Gelato alle fragole e piccoli frutti freschi e menta

Prima di tornare a casa ci godiamo il fresco della sera e le stelle che iniziano a far capolino tra le nuvole e la notte. In lontananza qualche lampo fa presagire che la pioggia non è ancora stanca e che tornerà. Quassù, protetti dal bosco e dalla cura di questo luogo, il tempo sembra rallentare. Ci si sente grati per questi istanti di bellezza sospesa, per il calore di una storia condivisa e per la terra che, stasera, ci ha nutrito l’anima. Per il momento, va bene così.

Strada degli scondani, 8
Castel Ivano (TN) 38059
Telefono: +39 3298564835 / +39 3289477879
Email: info@agriturblum.com
La cucina è aperta il venerdì e il sabato a cena

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