Passi avanti

Circa dieci giorni fa sono caduta dalle scale. Stavo partendo come di consueto alle 6.15 per andare al lavoro a piedi e nella foga di mettere via cuffie, chiavi e telefono nelle tasche dello zaino, ho confuso il penutlimo scalino con l’ultimo. E sono caduta come un sacco di patate, con il risultato di una mega storta alla caviglia. Ho sentito un dolore infinito. Mi sono seduta per terra per cercare di capire cosa fare: alzarmi e poi? Tornare in casa? Prendere l’autobus? Era presto, così ho deciso di rimanere dov’ero e aspettare un po’ di tempo per vedere che succedeva. Il male pian piano è sparito e ho provato a rialzarmi. Essendo Wonder Woman nel corpo di Maga Magò e mi sembrava di star bene, ho provato a camminare. Passo dopo passo, quasi due ore dopo, sono arrivata in ufficio. Una volta ferma la mia caviglia si è gonfiata ed è raddoppiata. Si lo so. Non sono stata propriamente un genio.

Oggi volevo vedere come se la sarebbe cavata. Dopo esser stata praticamente ferma e nervosa per questa decina di giorni, ho deciso che era ora di capire se riuscivo a camminare.
E’ stato un giorno splendido con più di mille metri di dislivello nella roccia dolomitica delle Pale di San Martino. Sono partita da casa molto presto e sono arrivata a San Martino di Castrozza alle 8.30 dove avevo appuntamento con l’amico d’avventure ed esplorazioni, e in questa occasione mio fotografo ufficiale, Gianni, che io chiamo Jack (storia lunga). Insieme a lui sono stata in giro nel cuore degli USA e in Alaska e abbiamo sempre riso moltissimo. E tra l’altro mi ha sposato. No, non è mio marito. Ha officiato il mio matrimonio. E ha fatto ridere e piangere tutti, me compresa.


E da lì tra una risata e l’altra, abbiamo continuato a salire fino al rifugio Rosetta (m.2.578). Il sentiero n.701 si inerpica tra erbe, fiori, larici e sassi, tantissimi sassi bianchi e tra scarponi e bastoncini sono riuscita a raggiungere la cima. La caviglia ogni tanto faceva sentire la sua presenza ma in maniera molto lieve. L’aria era così frizzante, tipica di quell’altitudine, che sembrava profumasse di neve ed è un’essenza a cui non riesco a rinunciare perchè ha un potere: dimenticare almeno per un momento tutto quello che mi rende triste o arrabbiata, quei pensieri che fanno fatica ad abbandonarmi. Per fortuna ci sono giorni come questo che mi ricaricano le pile. E poi c’è l’amicizia.
Una volta una persona mi ha detto che l’amicizia non esiste, che i cosiddetti amici deludono sempre. Ho sempre difeso il contrario. Non è assolutamente la verità. Qualche volta gli amici possono deludere, è vero, o farti stare male. Ma poi torna tutto, equilibrio, complicità, confidenza. Ridere e chiacchierare con i veri amici, fa veramente bene allo spirito. Il dolore, l’amarezza tutto ciò che di brutto esiste, si cancella.

Come già detto, mi piace camminare da sola perchè riesco ad entrare in piena sintonia con ciò che mi circonda, in ogni mio passo. Parlo con gli alberi e ascolto ciò che il vento vuole dirmi.
Ed è il dialogo più sincero che conosco, riesco a fidarmi.

Ma condividere una giornata così con un amico, regala serenità. E va bene anche questo.

Le foto sono davvero molto belle. Ce ne sono alcune che adoro. Ma ho scelto questa come chiusura. Mi piace guardare l’orizzonte, perchè sta davanti, non dietro. Guardo verso il futuro e cerco di lasciarmi il passato alle spalle.