Agosto

Perchè non mi piace questo mese? Io ve lo racconto: agosto, ormai mi è fin troppo chiaro, ricambia il mio sentimento negativo.

  1. E’ un caldo infuocato. Non gira aria e in certi momenti, boccheggio come una trota senz’acqua. Nonostante il sentir ripetere quei fastidiosi luoghi comuni che appena piove dopo ferragosto non sarà più afoso (il detto “pioggia a ferragosto, rinfresca il bosco” non lo posso sentire), divento irrequieta a prescindere. Come si avvicina la fine di luglio, nella mia mente comincia il Christmas Countdown.
  2. Le montagne si popolano e quindi aumenta il traffico e il numero di persone sui sentieri. Io ne sono felice per il mio Trentino ma personalmente preferisco in questi giorni, andare in giro il meno possibile.
  3. Probabilmente lo capisce, agosto, che non mi è molto caro e ricambia. Mi regala momenti di sconforto e una trepidante attesa arrivi presto settembre. E quest’anno è proprio il caso di dirlo….calma e gesso! (quest’ultimo, anche se mi riguarda indirettamente, per 40 giorni, grazie ad un tendine d’Achille strappato).
  4. Lavoro da casa così faccio un minimo di assistenza ad un marito che a differenza di molti uomini non si lamenta mai e soprattutto i primi giorni cerco di non allontanarmi troppo. Quindi non cammino quei 20 km al giorno per andare e tornare dall’ufficio, allenamento utile per aprile del prossimo anno. Ma pazienza. Il primo settembre sarà l’inizio ufficiale. E se riesco, mi ritaglio qualche giorno per il Cammino degli Dei, che rimando da troppo tempo.

Faccio quelle cose come ieri che mi sveglio alle 5 e vado a camminare fino alle 10, ora in cui il mio paese gorgoglia di gente per le strade. Nel bosco poi si alza quell’umidità dovuta agli sbalzi termici che ti lascia la pelle umida e appiccicosa e le zanzare vanno a nozze.

Si, me ne rendo conto. Sono totalmente insofferente.

Ma oggi è il 9 e la cosa più bella è sapere che agosto presto finirà e ci vorranno altri 335 giorni prima che ritorni.

Ho provato le mie scarpe da trekking nuove; le altre che mi hanno accompagnato per centinaia di km, si sono consumate e in parte strappate e mi dispiace moltissimo perché erano davvero comode. Ovviamente, come mi aspettavo, una piccola bolla d’acqua fastidiosa è comparsa sulla caviglia. Ma queste nuove amiche mi faranno percorrere alcuni sogni che ho nella testa e nel cuore.

Se devo trovare delle cose positive di questo mese, sono la frutta e la verdura dell’orto. Il mio giardino mi ha regalato zucchine, cetrioli, pomodori e patate ma anche fichi e more. Ieri, infatti, con altra frutta di contadini vicini, ho preparato una super macedonia. Per non parlare dei quadrotti di ricotta e limone, favolosi. Stare a casa mi fa cucinare indipendentemente dal caldo. Per non parlare della pagnotta, prodotta con Arya, il lievito madre nato il 5 aprile durante il lockdown (incredibilmente ancora vivo e vegeto).

Sto leggendo “Andare per silenzi” di Franco Michieli, autore che ho scoperto recentemente. Mi immedesimo nei suoi racconti di viaggio, vedo luoghi sconosciuti con i suoi occhi e devo dire che in giardino insieme alle sue pagine non si sta affatto male. E negli occhi ho ancora il raggio di sole che è comparso ieri mattina prestissimo, tra le fronde degli alberi, mentre camminavo verso il Monte Corona: un saluto dolcissimo del cielo.