Finalmente

21 maggio 2020.
Una giornata da segnare sul calendario. Non solo perchè è il compleanno di mia nonna Olga, ma perchè finalmente ho rivisto i pascoli, tutte le sfacettature e le tinte che colorano i miei sogni e la mia vita. Il verde di un’erba nuova e rigogliosa, i germogli dei larici e degli abeti, l’azzurro del cielo pennellato ogni tanto di bianco grazie alle nuvole soffici, i fiori variopinti con sfumature brillanti da non ricordarmi di averle mai viste così. Il rosso, un colore che non amo molto in verità, se non quello dei miei capelli, ma quello delle gemme dei larici, i fiori di questo albero maestoso, mi ricordano un mix tra una fragolina selvatica e un lampone. Succose, balsamiche e dissetanti: un paio, lo ammetto, le ho assaggiate.

Oggi era tutto più vivo e la pace regnava sovrana. Un’armonia naturale che mi ha regalato una gioia infinita. Ogni angolo, ogni scorcio, ogni prospettiva mi faceva sussultare di sorpresa e credo fosse la stessa sensazione che si prova quando si sente tantissimo la mancanza di una persona per molto tempo ma alla fine la si rincontra: ecco, una cosa così.
Ho saltellato come un camoscio (un po’ cicciottello e poco aggraziato) giocando con i raggi del sole che filtravano tra i rami e le foglie degli alberi. Caro bosco, te lo voglio urlare, io ti adoro e mi riempi il cuore. Il prato mi chiamava, impossibile non sdraiarsi facendosi cullare dal ronzio di un’ ape golosa e dal cinguettio insistente di qualche uccellino chiacchierone.
In lontananza, l’immancabile suono che contraddistingue un alpeggio: i campanacci di qualche manza o forse di qualche capra.

Sembrava una festa. Alla faccia del 🦠 che sta segnando così pesantemente la vita umana in questa prima parte dell’anno, nel regno animale e vegetale si festeggia la primavera, un tripudio di odori che si mescolano nell’aria mentre negli occhi nascono delle tele, dipinti con ogni pantone che sia mai stato pensato. Assembramenti di genzianelle, di anemoni alpini, di orchidee bianche e viola, di primule. La malga è ricca di ortiche, buonenrico e qualche primo assaggio di silene. Purtroppo il tarassaco era già in fiore ma ne ho scovate 4-5 piantine da mettere in insalata con patate e uova sode.
Mi piace perfino raccogliere le piantine urticanti, ho capito come fare senza soffrire dal dolore pruritoso.

Non riesco a definire il colore dei nontiscordardimé. Ma posso dire che mi emoziona e mi commuove. Forse perché questo bellissimo fiorellino, esattamente come la betulla, mi ricorda il mio papà.

Una giornata come questa cancella ogni pesantezza, ogni brutto pensiero o scocciatura. Ti ricorda quanto bello sia il mondo, ti sembra di essere abbracciata perfino dalla montagna. Bisogna regalarsi più giorni così perché fanno bene, rilassano e fanno dimenticare le cose che non funzionano.

La famosa ricarica naturale, non smetterò mai di dirlo, è più attuale di tanti claim che sentiamo tutti i giorni. Dona il giusto equilibrio, riporta al centro le priorità.

Oggi sono andata sopra Malè, alla malga vecchia, alla malga Bolentina (bassa), poi alla Senage (alta) insieme a Nicoletta. Compagna fantastica per i giri in montagna… non risesco ad arrabbiarmi con lei quando mi fa fare altri 45 minuti di salita estrema a fine giro. Mi convince e non mi imbroglia mai! Oltretutto qualche foto è sua…si vede la differenza con le mie, fotocamera migliore!
Credevo di incontrare Giosuè ma non è ancora tempo, probabilmente ci vogliono almeno dieci giorni. Conclusione del giro, (grazie Nico) il bivacco Marinelli, un piccolo gioiello con una vista dolomitica che ti ammutolisce (e per zittirmi ce ne vuole…). Ho superato i 2.000 metri di quota e la pelle esposta al sole brucia stasera, faceva davvero caldo.

Sono sempre senza macchina 🚗 per colpa dei roditori selvatici, ma ho adorato il viaggio sul trenino della Trento-Malè, così ho potuto vedere qualche canyon della Val di Non e la splendida primavera dei meleti.

Ho portato a casa con me tutte queste immagini ricche di una luce davvero luminosa. Non saprei dire se è merito del lockdown o del calo di inquinamento. Ma era tutto più nitido, più pulito e appunto sfavillante.
Ho dato il via alle uscite in alpeggio, un giro meraviglioso di 11 km per 800 metri dislivello.
Ed ecco alcuni scatti… buona visione!