Esperimenti

Qualcuno si è accorto che non ho dato aggiornamenti della mia palla e sono stata ripresa….giustamente! Grazie Paola!

Oggi è il giorno 9 e sono reduce da una divisione di massa del giorno 7: nel senso che la palla era vivissima e non me la sono sentita di buttarne via metà così l’ho divisa in due facendo un esperimento. Una parte l’ho tenuta in frigo mentre l’altra l’ho tenuta a temperatura ambiente. Ho cambiato modalità perchè volevo vedere le reazioni e ho iniziato ad usare dei barattoli di vetro invece della consueta ciotola di ceramica bianca. In realtà la parte che ho tenuto in frigo stentava a crescere così ho effettuato un rinfresco pasquale con aggiunta di una punta di cucchiaino di zucchero di canna (quindi giorno 8) consevandola come l’altra a temperatura ambiente ed entrambe sono cresciute moltissimo.

Per il momento sembra che tutto proceda bene, gli alveoli non si sono ancora acclimatati, in parte troppo grandi e in parte ancora piccoli (mi ricorda l’occhiatura del formaggio, proverò a fare anche quello in questi giorni di clausura), il colore è un panna caldo e il profumo non è esagerato, è abbastanza acido, sa un po’ di farina e un po’ di lievito… un po’ di tutto insomma. Che poi da grande esperta quale sono (aahahahhahahahahhaa) penso di poter dire che è tutto perfetto! 🤩

Essendo due non posso più chiamarla genericamente palla, anche perchè non ne hanno più la forma, quindi darò un nome ad ogni vasetto, Arya (per il trono di spade) e Flora (per la bella addormentata), ovviamente femmine (sullo sfondo la mia Chili, supervisor).

Arya e Flora

Pasqua è passata, del resto tutto passa, basta solo aspettare.

Ho iniziato a leggere Viaggio in Italia di Goethe, un po’ per evadere dalle pareti di casa, immaginando le giornate che avanzano con i suoi occhi, da Karlsbad verso sud. Quante ore nel suo tempo per fare una manciata di km, la possibilità di non perdersi niente. Le prime esperienze di turismo lento, documentato… Per un attimo ieri sono stata a Trento, la mia città. Non fisicamente ma con la fantasia, la città descritta dalle parole dell’autore tedesco. Così diversa da come l’ho sempre vista. Mi incuriosiscono alcuni scorci che non ho mai notato come i dipinti nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Quando viaggio a dire il vero entro sempre nelle chiese ma chissà come mai a parte il Duomo, quelle della mia città non le conosco per niente. Una delle mille milioni di cose che farò una volta che si potrà uscire. Certo che è proprio vero: non si apprezzano mai le cose quando sono “scontate”, quando le abbiamo a portata di mano… appena ce le tolgono, diventiamo insofferenti e rabbiosi.

Voglio comportarmi bene, seguire le regole perchè credo che in questo momento il rispetto sia uno dei valori più importanti.
Quindi se non si deve uscire, non si esce.
Ogni tanto anch’io vado in apnea nonostante abbia un piccolo pezzettino di giardino in cui posso respirare un po’ d’aria fresca. Dal balcone vedo la Paganella, il Bondone e in lontananza le Dolomiti di Brenta. Quindi si, io sono fortunata. Soprattutto perchè sto bene. Resto a casa convinta che sia la cosa migliore che possa fare e allo stesso tempo, è il mio dovere. Mi fanno venire tanto nervoso e prurito alle mani le persone che escono senza un motivo, per fare una gita perchè non ne possono più di sentirsi in gabbia o per stare con gli amici. A chi non piacerebbe? Non piacerebbe a quei nonni passare del tempo prezioso con i nipotini o agli infermieri/dottori/personale sanitario che credo fermamente ieri avrebbero voluto solo pranzare felici con le proprie famiglie? L’egoismo trionferà sempre. Abbiamo l’occasione di cambiare il mondo ma non con un fucile in mano. Lo possiamo fare comodamente seduti sul divano, giocando a Risiko o Monopoli o al Trivial, parlando con il mondo intero grazie alle videochiamate.
Siamo fortunati, chi più chi meno. Ma non è abbastanza.

Oltre al lavoro da casa, ho letto moltissimi libri in questo mese e cucinato tutto quello che avevo in dispensa. Se non avevo l’uvetta ho usato le noci, ho cambiato ingrediente a seconda di quello che avevo conservato nei miei cassettoni del bancone.
Sono cambiata, mi sento cambiata. E non so se mi dimenticherò di quello che sento in questo momento quando (e se) tutto tornerà alla normalità. A dirla tutta la mia normalità mi rendeva sempre infelice, come se mi mancasse sempre qualcosa per essere appagata. Porterò con me i valori e le mie nuove priorità, i miei veri affetti e cercherò di gioire di quello che ho, non di impazzire per quello che mi manca. Sono convinta ci siano persone, molte persone che la pensano esattamente come me, che sono cambiate in questo periodo terribile, come sono cambiata io.

Ma ora più che mai devo riuscire a tenere in vita Arya e Flora. Queste sono le cose importanti, oggi. A presto, con il prossimo rinfresco!