Masi e rose

Dormire fino a metà mattina è proprio un ricordo lontano. Gli occhi, che sia un martedì o una domenica, si spalancano al più tardi alle 6.30. Non mi alzo subito se non devo, mi crogiolo sotto il mio lanotto primaverile godendomi l’aria che entra dalla finestra semi aperta. Di solito al mio fianco ci sono due pelosi su tre che ronfano alla grande, infastiditi appena mi sentono sveglia (soprattutto Paprika che mi annienta con uno sguardo feroce 😼).
Appena la palpebra si alza, guardo il vetro del soffitto, per constatare la situazione meteorologica. Oggi blu, ho pensato, quindi ci si può alzare felici di inforcare lo zaino. Colazione con muesli e un buon caffè latte in giardino al fresco con annessa lettura quotidiani locali. Relax totale, solo uccellini a farmi compagnia.
Ma poi mi sono ricordata che avevo un pomeriggio impegnativo tra sistemare cose di lavoro e cose di casa, quindi niente giri lunghi.
Sbuff, sbuff.
E intanto il blu si trasformava in turchese intenso, niente nuvole all’orizzonte.
Boschi ce ne sono anche qui intorno comunque, senza dover per forza prendere la macchina (che come avrete capito è tornata in attività, sistemata dai danni di dentini aguzzi di roditori selvaggi). Quindi bandite le ciance, mi sono preparata e sono partita alla scoperta di angoli nuovi della zona che mi ha adottato da qualche anno.

Ho incontrato due donne in tutto il tragitto, una all’andata e una al ritorno. Capelli d’argento entrambe e bastoni. Energiche e con la voglia di fermarsi un attimo per scambiare due chiacchiere, del marito a casa o di mascherine. Sole nei boschi, come me. Adoro rincorrere il silenzio nei miei pensieri, mi dà una carica pazzesca sapere che non mi perderò niente. Se sono sola mentre cammino, riesco a percepire tutto quello che ho intorno.


Giro dei masi e sentiero della rosa, in Val di Cembra, verso il Monte Corona, ne avevo già parlato qui. Andarci in questo periodo significa profumo di sambuco ovunque e camminare su un tappeto di petali d’acacia. Una meraviglia. Sola, in mezzo a campagne molto curate di mele e vigneti a guyot, con qua e là anche tentazioni di brevi deviazioni causa arsura (il cancello aperto di Maso Alto, agribirrificio, invitava, ma è festa oggi, 2 giugno, pareva brutto improvvisare).


Arrivata al Passo Croce invece di proseguire ho deviato verso Maso Pomarolli. Non avevo voglia oggi di seguire percorsi conosciuti e quindi sono arrivata a Palù di Giovo, nella main street. Un gentile locale mi ha indicato da dove riprendere il sentiero della rosa. Scendendo, tra i campi è tutta un’esplosione di colori e di profumi, roseti in ogni dove. E ciliegi, in frutto però…. 😋😋😋

Un giretto di 3 ore, che mi ha permesso di scoprire anche una chiesetta che non avevo mai notato, San Giorgio. Dalla targa vicino all’entrata sembra che l’edificio risalga alla seconda metà del 1400 ed è stato ristrutturato nel 1984.

Ve lo consiglio quando non avete moltissimo tempo, mi ha ritemprato anima e corpo. E sono aumentati i motivi del perché mi piace vivere in questo luogo.
Faccia di una felice? Vedi qui sotto!!!

Non mi resta che iniziare ad “affaccendarmi nelle mie faccende”, tra cui preparare sciroppo di sambuco (raccolto oggi) e sciroppo di menta (raccolta con Noris in Val Brenta).

Buon 2 giugno a tutti!!