Day 2. Nel vivo di Copenhagen

Giornatina intensa quella di oggi.
Cominciamo dal meteo: effettivamente non ne ho ancora scritto. La temperatura è gradevolissima, quella giusta per girare. Mai sopra i 23 gradi. Qualche piccola parentesi di pioggerella che non ha mai dato fastidio. Ogni tanto si è alzata un po’ di ariaccia ma suvvia….sono finalmente al Nord, un po’ di brutto tempo di sicuro non mi piega.
Si sta benissimo!!!!
Dopo una bella (e lunga) dormita, la prima colazione a base di uova strapazzate, pane integrale e alla frutta secca con burro salato, spremuta d’arancia e un caffè con latte, la giusta carica per affrontare una manciata di km di cammino (20, come ieri). L’albergo non è propriamente in centro quindi se non cavalchi una bici l’alternativa è andare a piedi. Le bici sono ovunque ma direi che il centro è invaso di monopattini elettrici che trovi ad ogni angolo. Basta scaricarsi una app sul telefono e avere una carta di credito e… via.


Domenica del resto, c’era in giro il mondo intero. Fiumi di persone tra i mille negozi e le case colorate di Nyhavn, nonostante un cielo grigio come il piombo e la minaccia onnipresente di acqua. La prima gita del giorno, il grand tour sul canale. Posizione d’élite in testa al barcone vicino al capitano e a Karina che ci raccontava tutto ciò che vedevamo intorno a noi. Queste chiatte enormi che devono passare moltissimi ponti tutti diversi e dai nomi simpatici come quello delle farfalle. Saremo stati circa una cinquantina con tanto di servizio beveraggio “on board”. Un’ora di tour e vedi moltissimi luoghi famosi di Copenhagen. Dalla Sirenetta di Anderesen alle mille residenze dei reali di Danimarca, dalla libreria pubblica “Black Diamond” alla nave da guerra rimasta in acqua per un grave incidente negli anni ’90, dalle splendide curiosità che raccontano di quando al posto dell’acqua si beveva birra artigianale a causa di una contaminazione ed erano sempre tutti ubriachi o del quartiere Christiania, paese indipendente creato da una comunità hippy nel 1971 (ne parliamo nel dettaglio domani, forse ci scappa la visita).

E come non visitare il palazzo reale di Christiansborg,residenza, cucina, stalle e rovine, tutto compreso, la torre rotonda e il negozio dedicato al fiabesco Andersen.

Tra il pranzo asiatico al “Wok“, noodles di riso con verdura, gamberi e salsa al curry, coriandolo e cocco e la cena al “Vita“, piatto nazionaledanese stegflæsk, pancetta fritta, patate bollite (siiii) e rape rosse con crema di latte e prezzemolo, un salto al kastellet, cittadella militare a stella dagli edifici rossi, cannoni e perfino un mulino a vento (Don Chisciotte, ti ho cercato in ogni dove…) passando dal palazzo di Amalienborg. Ho guardato se vedevo Mary o Frederik affacciarsi a qualche finestra ma niente. Chissà dove sono i reali in questo momento: nel visitare le cucine storiche con tutto il pentolame di rame pensavo al servizio e ai cuochi, alle preparazioni tradizionali delle feste e alle regole dell’etichetta.

E per finire non poteva mancare una visita ai miei negozi specializzati preferiti, ovviamente quelli alla gastronomia locale, dove ho trovato moltissimi formaggi danesi. Difficile portare a casa qualcosa, soprattutto così freschi e odorosi.

A domani, mondo. Vediamo l’ultimo giorno in questa splendida città cosa mi regalerà. Ho due, tre idee….. buonanotte!