Hiša Franko e Ana Roš, un sogno che si avvera

Se in cielo cade una stella, si esprime un desiderio. Di solito, desideri impossibili che non si avverano mai. Affidare al cielo scuro i propri pensieri così distanti da noi ci fa credere in un’energia, un potere più alto che chiamiamo in diversi modi e che può risolvere e districare nodi. Poi ci sono i sogni che si hanno in un cassetto segreto. Si fa molta fatica ad aprirlo normalmente, rimangono nascosti lì per anni e si accarezzano qualche volta la sera prima di addormentarsi.

Ecco. Credo che per quanto mi riguarda cercherò di realizzare sogni e desideri quanto più mi sarà possibile. E ho iniziato con il primo proprio in questi giorni. La Slovenia per me è tutta da scoprire. I suoi vini, i prodotti della terra, i formaggi. E la natura, i boschi, gli orsi. Altri sogni da mettere nel cassetto.

Da molti anni desidero andare a Hiša Franko e conoscere Ana Roš.
Ho letto, visto e sentito molto di lei. Forte personalità, colta, preparata, autodidatta. Una campionessa di sci, conosce molte lingue.
Nella descrizione che ci hanno dato alla fine del pranzo la presentano come il Piccolo Principe, per l’innocenza, l’ignoranza, la purezza d’animo, la pazzia.
Ha una voce molto dolce, posso dire. Abbiamo un’amica in comune di cui abbiamo parlato. Non so descrivere cosa ho assaggiato, non so fare recensioni e lungi da me provare a farlo.
Ho viaggiato, questo si. Quindici piatti che mi hanno mostrato luoghi, odori, visi di persone a me care. Anche qualcuno che purtroppo non c’è più. Nei miei occhi l’acqua cristallina di un lago, il profumo del pascolo, la neve e il ghiaccio, il calore di una terra lontana, l’Etiopia, il piccante che apre tutti sensi. I boschi sopra la sua casa, le radici del sotto suolo, quel sapore minerale, selvatico, crudo. L’Oriente con le sue divertenti polveri colorate. Spezie pungenti e dolci. Le materie prime non arrivano dai posti appena nominati, sono di produttori locali. Ma il metodo di cucinarli proviene dai diversi continenti.
Ho riconosciuto le stagioni, la primavera e l’estate, per lo più. Dal risveglio della natura a quando si sta per addormentare. Mangiare con le mani, credo sia primitivo e assolutamente un modo sincero di avvicinarsi al cibo. Senza strumenti che possano contaminare un’idea. Un momento di libertà.
Ana dice che questo menu, Reincarnazione 2022, può anche disorientare: nel mio caso mi sono sentita perfettamente in sintonia con i piatti, quasi come ne seguissi il filo.
Scrive Ana, “Guarda avanti, divertiti e bevi vino e cerca di essere felice. La vita è una ed è bella.”

Ho visto la cantina dei formaggi che seleziona Walter, il marito di Ana. Li ho assaggiati in giardino. Non volevo più andar via. Abbiamo accompagnato il menu con vini locali, un metodo classico Bjana e un Sauvignon blanc Opoka 2019 Marjan Smičič.

Ana è molto attenta ai particolari. Dai giovani in sala, gentili, sorridenti e competenti (Angelina top!) e i materiali sostenibili. Nel menu anche un accenno al no waste con i ritagli di carne mista.

Mi è piaciuto questo viaggio? Si. Un sogno che si avvera, indimenticabile.

Reincarnazione 2022

Acqua di pomodoro fermentata, sambuco, bacche di sambuco e dragoncello.
Pastrami di lingua di manzo, alga cristallo, jalapeno, erbe selvatiche.
Sedano rapa, tartufo, uovo cremoso, pelle del latte, polvere di latticello.

Kebab di carota, fiori di magnolia selvatica, spezie Panch Phoron.
Bignè di mais, ricotta fermentata, uova di trota affumicate, erba cipollina selvatica.
Patata cotta nel fieno d’agosto, burro acido al levistico e rafano.
Latte acido, frutti rossi del giardino e olio al pino.
Trota di lago, insalata di mela verde e colehrabi, acqua di orzo inoculato, sourckaut e lievito tostato. Pralina di torro di trota in polvere di lievito.
Anguria sotto sale, estratto di mandorla e foglie di fico.
Orzotto alle albicocche, mandorla di albicocca.
Tortilla di mais di montagna nixtomilizzato, agnello di Dreznica, salsa di peperoni rossi.
Injera di farina di orzo tostato e malto d’orzo, cipolla, no waste salsa di ritagli di carne mista, fogli di sedano rapa ripiena di prugne.
Mochi di acqua di formaggio ripieno di uva spina e ribes nero, grano soffiato.
Latte.
Frutta d’estate.

Non ero da sola, ma in ottima compagnia.
Lorenza e Daniele.
Non avrei voluto compagni diversi.

Hiša Franko
Staro Selo 1
5222 Kobarid
Slovenia