Day 10. Da Hønefoss a Borlänge

Una giornata intera in cui mi aspettavo di vedere Troisi e Benigni saltar fuori dalla distesa di spighe di segale e guardare con quelle loro espressioni incredule, il tizio del dazio che ripeteva “quanti siete, dove andate, un fiorino!” Gran film “Non ci resta che piangere….”, adatto per il paesaggio di questi 404 km di oggi (max 70 km/h).
Frumento, segale, farro a ettari e ettari, vacche con le zampe nell’acqua marina che brucavano erba salata (mhmmmmmmmm il burro salato…), pecore di tutte le sfumature e alberi. Ma miliardi e miliardi di alberi.
Circa 8 ore di betulle e abeti. Fitti, verdi, grandi e piccoli, bruciati, tagliati, sradicati. Ho cercato così tanto di vedere qualche bestia nordica dal finestrino che stasera ho il torcicollo (o forse è l’aria condizionata della macchina, non saprei).

Dalla Norvegia alla Svezia cambiano la valuta e i prezzi, nel senso che in Svezia sono leggermente più bassi. Devo ancora capire la questione autopass: “teoricamente” la targa della macchina a noleggio dovrebbe essere già registrata quindi il pedaggio dovrebbe arrivare alla fine (oltre alle multe per eccesso di velocità). La riconsegna della Nissan Qashqai rossa avverrà esattamente dopodomani pomeriggio perché i giorni che restano saranno interamente a piedi in giro per Stoccolma (finalmente, aggiungerei, perché tutto il giorno in macchina mi innervosisco un attimino). Un altro motivo del perché i giorni di transfer non me li godo moltissimo, riguarda il fatto che non riesco a raccontare niente soprattutto quando sei in zone come questa in centro Svezia.

L’unica cosa divertente è che in mezzo al nulla in un paese a dir poco fantasma di cui fatico a ricordare il nome…mi pare fosse dopo Fredericksberg…. è apparso un bar/negozio di souvenir/parrucchiera “Marias Salong” con questa caffetteria dedicata a Elvis Presley molto bella e pulita.
La ragazza dietro al bancone è la stessa che appare nelle innumerevoli foto appese sulle pareti in abiti anni ’60/70. 

Ieri sera non ho raccontato che ho dormito al Grand Hotel di Hønefoss, struttura di 200 anni, senza ascensore (ovviamente stanza in mansarda) e senza aria condizionata (ho dormito appollaiata sul davanzale della finestra). Saranno stati 800 gradi in camera.
Ma la colazione meritava……la migliore in assoluto. Per farvi capire c’era un tavolo solo per le uova fatte in tutti i modi possibili, un altro solo per le tipologie di bacon, salsicce e würstel e un altro per le confetture e cose dolci. Ma tavoli enormi, non tavolini. Poca frutta ahimè ma fa niente.

Comunque anche qui il meteo ci azzecca poco. Oggi non ha piovuto nonostante le minacce di temporale. C’è tanta, tanta umidità, lo si può capire anche dai miei capelli che sono tipo rasta.

Domani è l’ultimo giorno di trasferimento e prevede l’arrivo sulla costa orientale della Svezia. Mar Baltico. Buon riposo a tutti che qui c’è luce a oltranza (circa 17 ore di chiaro al giorno). A casa starei già ronfando….