Pasta madre – giorno 1

Ci saranno milioni e milioni di articoli che parlano di pasta madre, lievito madre, lievito naturale. Ingredienti, ricette, segreti, tradizioni, consigli, errori, supposizioni e rimedi.
In passato ho fatto diversi esperimenti e alcuni hanno portato buoni risultati (non tutti…). Il problema riscontrato ogni volta era sempre lo stesso: il tempo. Mi dimenticavo di rinfrescare il composto oppure tornavo a casa troppo tardi dal lavoro e presa dalle mille faccende, guardavo il frigo e sbuffavo. E così si creavano muffe, croste dalle diverse tonalità e consistenze, o l’impasto perdeva di elasticità acquistando odori strani. Ci rimanevo malissimo. La volta che ha resistito di più prima di lasciarmi è stata di 47 giorni.
Oggi il tempo di sicuro non manca e non manca nemmeno la voglia di impastare continuamente.
A dire il vero qui non vorrei raccontare il lato gastronomico della mia opera, ma più il lato psicologico, l’effetto che farà su di me il tenere in vita questa creatura fatta di farina bio di tipo 1, acqua tiepida e miele bio.
Cercherò un ritmo diverso e delle nuove abitudini per scandire le mie giornate con una certa lentezza anche dopo questo periodo, che mi regali calma e tranquillità. Ho bisogno di un rito solo mio con degli strumenti che vorrei diventassero i soli protagonisti di questo atto. Un barattolo in vetro che devo ricordare di non chiudere ermeticamente per lasciare che circoli un filino d’aria, una bottiglietta sempre di vetro per l’acqua che servirà per il rinfresco, una ciotola bianca di ceramica, un panno rigorosamente di lino con disegnati dei grappoli d’uva.
Vorrei tirar fuori il meglio da questo momento terribile e da me. Ce la metterò tutta a migliorarmi. Di sbagli ne ho fatti fin troppi. La pasta madre per me sarà una sorta di terapia. C’è chi fa yoga, meditazione. Io farò pasta madre e rinfreschi.

Mi sarò alzata mille volte dal divano per guardare sotto il panno bagnato appoggiato sopra la ciotola e la mia palla di pasta è ancora lì, inerme.
So che qualcosa sta succedendo, lo so ne sono certa.
Provo ad immaginare se ci sarà movimento tra le molecole e se veramente qualcosa stia prendendo vita. Inizierà a respirare e a crescere? Ma come si fa ad aspettare 48 ore? Si, perchè il primo appuntamento con la “palla” sarà dopodomani nel tardo pomeriggio quando la dovrò rinfrescare per la prima volta. Imparerò ad avere pazienza, caratteristica molto lontana da me, ad accrescere la mia forza di volontà, la mia autostima praticamente assente e a prendermi cura di qualcosa, a preoccuparmi di mantenere la “palla” in vita.
Devo trovare un altro nome alla palla in fretta…

La palla è nata in un pomeriggio assolato di aprile, oggi, alle 17 circa, quando i 3 ingredienti fondamentali mescolati all’aria, al sole e alle mie dita l’hanno formata. Se funzionerà e starà bene, sarà solo grazie al sole. Perchè i raggi a quell’ora hanno un calore che può solo fare magie, qualcosa di buono. Se invece sarà un disastro…..impossibile, andrà benissimo perchè c’erano tutte le condizioni. Un po’ di sicurezza non fa mai male.
Ho sbirciato un’altra volta e ancora non succede niente… devo tenere la palla in una ciotola coperta a temperatura ambiente. Chili sta osservando la scena con curiosità a debita distanza. Sicuramente si sta chiedendo se è qualcosa da mangiare per lei ma sa che non può avvicinarsi. Almeno finchè la guardo e la sgrido ad ogni suo timido tentativo di accorciare la distanza. Non è molto tenace, si stufa facilmente.

Ci risentiamo tra una quarantina di ore per capire l’evoluzione della palla che al momento ha la dimensione di un canederlo importante o di una gran polpetta. Insomma circa 14-15 cm di diametro.

Ah, se qualcuno si chiede come mai proprio oggi mi sono intrippata in questa cosa, devo ringraziare una delle mie cognate (Lara) che nel farmi alcune domande su un impasto che aveva in casa, mi ha fatto tirar fuori tutti i miei libri e le mie note dei miei trascorsi con questo fermento.
Quindi è colpa sua. (O forse merito? Chi vivrà, vedrà. E magari potrà assaggiare le mie creature…)

Per il momento è tutto anche se non assicuro che non tornerò a controllare sotto il panno di lino se ci sono novità prima della scadenza…