I colori e i valori di Malga Tuena

Quando il bosco si dirada
e davanti a te si aprono i dolci declivi dei pascoli
puntellati di panna, caramello e cacao,
perditi nell’immenso alpeggio di fronte,
e lasciati stupire da tutte le sfumature
smeraldo e turchese
del Lago di Tovel.


Questo qui sopra è il primo pensiero appena arrivata a Malga Tuena (1.738 m slm).
Mi è sembrato, in quel momento, di aver raggiunto il Paradiso.


Il meteo non prevedeva una bellissima giornata: in questi giorni ha i bioritmi un po’ in subbuglio. C’è stato un forte temporale ieri e in alcune zone ci sono state delle vere e proprie bombe d’acqua. Ho visto subito dalle previsioni di oggi che non si era ancora sistemato, ma solo il primo pomeriggio era prevista qualche perturbazione e un’ora di pioggia, ho pensato, valeva la salita.
Che poi, come dico sempre, “è solo acqua, non siamo mica fatti di zucchero 😃”.
A dire il vero, non mi piacciono molto i fulmini in montagna: è necessario fare molta attenzione e muoversi da un luogo coperto solo quando la pioggia si placa.

Sono stata in Val di Non, oggi, ovviamente in Trentino.
Da Tuenno ho preso il bivio per il Lago di Tovel. Sono arrivata alla stazione del Parco Adamello Brenta dove c’è il primo controllo per il traffico in quella valle. A fianco c’è il ristorante Capriolo (1.178 m slm) e da lì parte il sentiero che mi ha portato alla malga. Da fare a piedi o in e-bike è favoloso, immerso totalmente nel bosco. Come sapete a me la due ruote non piace moltissimo e quindi ho scelto la prima opzione.
La nebbia avvolgeva tutto il bosco e la montagna ha un fascino infinito con quel velo bianco.

La camminata per arrivare alla malga è molto lunga, 12 km su una strada forestale ma non mi sono persa d’animo nemmeno un secondo anche perché il bosco regala moltissime sorprese tra cui fragoline dolci e succose, perfette in questo periodo. Mi sono fermata ogni tanto ad osservare le erbe e i fiori selvatici, ci sono diversi tipi di orchidee. Ogni tanto qualche uccellino cantava ma le nuvole pesanti credo abbiano fatto rintanare tutta la fauna. Meglio al riparo che sotto la pioggia, c’è solo da imparare dagli animali.
Quasi fino in cima non ho incontrato anima viva, il temporale in arrivo sicuramente ha fatto desistere i più coraggiosi. Solo ad un certo punto ho sentito qualche rumore: un gruppo di persone del Parco sta sistemando dei tratti di strada probabilmente dissestata o comunque interrotta da qualche albero caduto. Mi hanno salutato tutti con gentilezza e un gran sorriso. E poi finalmente la sensazione, quella riportata all’inizio dell’articolo. Il bosco si è diradato ed è apparso nella sua lucentezza, il lago di Tovel.

Ma la mia attenzione è stata catturata immediatamente da delle macchie di bianco, beige, nocciola e marrone scuro, le capre di Ivan.
Come avevo visto loro, anche le capre hanno visto subito me e non solo loro: l’abbaiare severo di Bosco, pastore maremmano abbruzzese, mi ha avvertito che ero troppo vicina alle capre per i suoi gusti. L’ho conquistato con le carezze e ha capito che si poteva fidare di me, così ho iniziato a coccolare qualche capretta curiosa.

Mi ha raggiunto anche Ivan, il casaro, con un grande sorriso. Lo conosco da moltissimo tempo ma non ero più stata a Malga Tuena da quando è arrivato lui. Mi ha fatto conoscere le 155 capre di varie razze (sahnen e camosciate per lo più) e i suoi cani da pastore. Da sempre è innamorato dei suoi animali, ho visto nei suoi occhi la passione che mette nel suo lavoro. Perché gestire una malga non è affatto semplice, è un impegno costante per 4 mesi che richiede fatica, cura e attenzione. Lo fai solo se ci credi e se metti cuore in quello che fai. Altrimenti non riesce bene. Abbiamo parlato a lungo sull’importanza del benessere animale, di cosa vuol dire un prodotto di malga e quanto è importante conoscere e tutelare tutta la filiera produttiva. Il formaggio a latte crudo può diventare pericoloso se viene fatto male. Ci sono delle regole da rispettare e non puoi distrarti o disinteressarti di qualche fase. Dall’alimentazione delle capre (che sono selettive anche sulla tipologia di fiore da gustare), dalla mungitura, al trasporto del latte per la produzione ed infine alle fascere e alla scalera per la stagionatura: ogni passo ha la sua importanza e merita responsabilità. E un’altra cosa che mi è piaciuta è stato conoscere tutto il team della malga: Ivan non decide niente senza un confronto con tutti i suoi collaboratori. C’è la signora Rita, mamma di Ivan, dallo sguardo dolcissimo e Matteo, il cuoco che arriva da Venezia, specializzato in pesce di mare che da alcuni anni in Trentino ha iniziato a creare piatti a base di funghi, carne salada e ovviamente caprini di malga. Ho assaggiato uno strudel superlativo. Mi ha colpito infine Fortuna, una ragazza sempre sorridente e che aiuta in sala. Quando arrivi in un posto come Malga Tuena, è importante che i formaggi siano di qualità, è importante che siano buoni i tagliolini fatti in casa o la polenta o la torta di pere e cioccolato….ma ha la stessa importanza essere accolti con calore da persone felici ed ospitali.

Ha ragione Ivan quando mi dice che loro sono un gruppo coeso e che tra loro regna rispetto e onestà. I valori sono fondamentali per offrire un prodotto di qualità, altrimenti niente ha senso.

Mi ha dato una grande lezione di vita con la sua limpidezza. E sicuramente tornerò a trovarli presto.