Crisalide e Biosfera

Trovo che crisalide sia una parola bellissima. Il suono, il significato.

Crisalide.

/cri·ṣà·li·de/
sostantivo femminile

  1. 1.Stadio larvale proprio degli insetti Lepidotteri, presente però anche in vari Coleotteri e Ditteri. Può essere immobile o quasi ( pupa obtecta ), nuda ( pupa anoica ) o, più spesso, protetta da un involucro, per lo più un bozzolo sericeo ( pupa evoica ).
    • Olio di crisalide, quello che si ottiene dalla crisalide del baco da seta, impiegato nell’industria saponiera.
  2. FIG.Stadio incompleto di una formazione o di uno sviluppo.


Cambiare, spaventa. O meglio. L’idea di cambiare spaventa, fa paura. Perché è come fare un salto in un burrone di cui non si vede il fondo. Un po’ come camminare su una fune nel buio pesto: continui a cercare degli appigli che non vedi e speri solo di poter afferrare qualcosa di solido, stabile. Ma non lo trovi. Probabilmente bisognerebbe riflettere meno e seguire l’istinto. Anche perché quando inizi a pensare di voler cambiare, stai già cambiando anche se non lo sai. Inizi a percorrere il sentiero verso l’ignoto ma il più delle volte, per paura appunto, torni indietro. Per questo la crisalide mi affascina. La larva nel bozzolo si trasforma in farfalla non rimane mai larva.
È una caratteristica della natura, la continua trasformazione.

Biosfera.

bi·o·sfè·ra/
sostantivo femminile

  1. Involucro esterno alla superficie terrestre (atmosfera, litosfera e idrosfera), nel quale sussistono le condizioni indispensabili alla vita animale e vegetale; per metonimia, l’insieme degli organismi viventi.

La Treccani aggiunge: “insieme alle forme di vita che ospita, costituisce un sistema complesso, in equilibrio dinamico con le altre componenti della Terra.”

Ed eccolo, il collegamento con la crisalide: in entrambi i casi ci sono trasformazione, cambiamento, sviluppo, dinamicità.
Il rapporto tra l’uomo e la natura, non può rimanere immutato.

Pensieri profondi, vero? Soprattutto di domenica, in attesa della finale degli Europei.

Nei giorni scorsi sono stata in Valle di Ledro, uno degli ambiti riconosciuti come Biosfera delle Alpi Ledrensi e Judicaria da parte dell’UNESCO. Sto parlando di quel territorio che si estende tra il Lago di Garda e le Dolomiti di Brenta, circa 30 km in linea d’aria per 3100 metri di dislivello. Ed ecco che biodiversità, storia, natura e collettività interagiscono in maniera sinergica ed equilibrata. Tra i luoghi di quella valle, mi ha colpito la zona di Tremalzo, dove pascoli ed alpeggi un tempo erano vissuti ed un importante punto di riferimento per tutta la valle. Oggi la zona di Tremalzo, nonostante siano rimaste solo un paio di malghe da formaggio, malga Bezzecca e malga Tiarno di Sopra, è rinomata per l’aspetto botanico tanto da essere diventata mèta di visite ed escursioni grazie alle diverse specie endemiche che colorano e vivacizzano prati e sentieri. Sono 21 le specie inserite nella Lista Rossa (elenco che definisce flora e fauna da tutelare), particolari tipi di ranuncoli, orchiedee e la silene Elisabethae (di Elisabetta 😍, un caso?). Non solo fiori ed erbe selvatiche ma anche un importante patrimonio ornitologico.

Se volete scoprire la Val di Ledro durante l’estate viene proposto un programma ricco di escursioni e visite guidate, curato dal Muse di Trento.

Ma non abbiamo risolto il quesito iniziale, se conviene o meno intraprendere il viale del cambiamento, soprattutto dopo anni di staticità. Io credo di si, anche perché se la domanda diventa un chiodo fisso, si è pronti per il salto…

La vita è piena di sorprese e se si ha un minimo di entusiasmo, passione e curiosità, riserva ampi spazi di manovra quindi parole chiave del futuro: sognare in grande e prepararsi a cambiare.

Buona partita per chi la guarda! 🇮🇹