La luce del bosco

Ma come si fa a non rimanere abbagliati dalla bellezza degli alberi in un bosco?

Lungo il sentiero continuo a fermarmi e a guardare verso l’alto: i tronchi dei faggi così maestosi con ricche fronde lucenti di un verde acceso. L’aria scompiglia le foglie facendole ballare, in una danza ipnotica. Non riesco a staccare lo sguardo, è come se stessi assistendo ad una prima in teatro e la storia mi facesse partecipe con un ruolo tutto mio. Mi appoggio alle cortecce intiepidite dal sole, cercando di assorbire energia. Un contatto intenso, quasi il calore di un forte abbraccio. Alcuni messaggi di Diaolin, uno scrittore, poeta della Val di Cembra, sono appesi su questi alberi, veri canti della natura.

Canto VII (ricerche)

Engiòstro de mél,
l’è slusèrti sul fòli
che tonda de torn

Inchiostro di miele,
son ramarri sul foglio
che girano in tondo

e il mio preferito

Canto LIII (amori)

Granèle rosse
i to làori morèi:
saor de pèrsech

Mirtlli rossi
le tue labbra livide
sapore di pesca

Il silenzio del bosco è magico.
Non ci sono voci e non si odono passi ma solo cinguettii e foglie che scricchiolano per il passaggio di qualche lucertola. La luce filtra tra i rami spessi e rende tutto dorato, illumina il muschio che copre la terra intorno ad alberi e su grandi sassi. Sfioro con le dita i giovani e morbidi germogli degli abeti bianchi e guardo il cielo con le nuvole leggere che si mescolano e sfumano la tinta turchese.
Penso a quanto è bello trascorrere le ore della giornata camminando nei boschi al ritmo del battito del cuore senza ansia e senza pensieri.
La vita dovrebbe essere sempre così.