La panca gialla del Groppello

Le giornate inaspettate, ma quanto sono belle?

Questa mattina dovevo fare alcune commissioni con mamma e quindi abbiamo trascorso tutta la giornata insieme. A zonzo, decidendo una tappa dopo l’altra senza fasciarci la testa. Anche perché con lei devo dire è bello, a qualsiasi mia proposta dice sempre di sì! È matta e ama l’avventura esattamente come me.

Quindi mattina a Trento per commissioni e poi destinazione per il pranzo, Val di Non, al Pineta Nature Resort Hotel.

Il cielo era plumbeo, minacciava pioggia ma almeno non faceva troppo caldo. (Mi sento Snoopy quando scrive il primo capitolo del suo libro sopra il tetto della sua cuccia con la macchina da scrivere e inizia con “Era una notte buia e tempestosa….” 😂😂😂).
Un pranzetto coi fiocchi all’esterno, tra talleri al casolet, polpo alla piastra e l’immancabile piatto noneso, tortel de patate, con salumi e formaggi. E per finire una tavolozza di dolci (perché non si può non mangiare il dolce, dice sempre mamma). Spettacolo. Ce la siamo chiacchierata a suon di risate con tanto di messaggi ai fratelli.
Sarà la sensazione tipo vacanza o il Pineta che per me è sempre una certezza, ma eravamo in pienissimo relax. Devo dire che non guardare orologio e cellulare è davvero una gran bella cosa. Credo di averlo già scritto di recente ma la vita bisognerebbe prenderla così, senza scadenze, piani, ansia o fretta.

Non avevo previsto altro proprio perché è bello decidere di minuto in minuto ma durante il pranzo ho colto un indizio per il nostro giro del prossimo futuro. Avendo scelto un calice di metodo classico di groppello (vitigno autoctono del Trentino) durante il pranzo, ho collegato il cervello e pensato a Silvia Taddei della Cantina Laste Rosse. Chiamata e organizzato in un secondo. Così prima in cantina due chiacchiere con questo vulcano riccio d’idee e poi visita alla nuova grande Panchina gialla del Groppello (appunto da un’idea del vulcano riccio). Lungo il percorso “Al meleto” tra filari di groppello con una vista unica sul Lago di Santa Giustina.
Ma perché proprio una panca di più di due metri d’altezza? E perchè proprio lì? “Perché ogni tanto è necessario cambiare la prospettiva” ci racconta Silvia. “Un monumento per sostenere le piccole aziende artigiane e le piccole comunità, per valorizzare un prodotto importante della valle che si sta riappropriando della sua importanza.” E che fa parte del Big Bench Community Project, nato proprio con questi obiettivi. È gialla come il sole che fa crescere vigneti e meleti, la prima in Trentino, la numero 132 in Italia.

Io contenta, mamma di più.

Dopo aver fatto tutto il giro della Val di Non, segnato il contorno del Lago di Santa Giustina, osservato minuziosamente i terrazzamenti coltivati su strapiombi di canyon, a guardarla bene è proprio magnifica questa valle.
Era ora di rientrare.

Ad un certo punto, un lampo: e se chiamassi Luca?(Luca Alessandri, di Malga Bordolona con una novità in arrivo).
Da Luca compro formaggio d’alpeggio e adoro il suo burro di malga. Di solito mi prende in giro perché vado a recuperare i panetti d’oro in settembre e lui dice che non si fa. Oggi è il 7 giugno e ne ho prenotati 10 kg, ma non so se si ricorda. Glielo ricorderò a settembre…🙃🙃🙃
A Tuenno ho girato la Snowcar prendendo la direzione della sua nuova avventura, El Malghet (ex Agriranch) a qualche km sopra il paese. E grazie al mio rinomato senso dell’orientamento (mi son persa in mezzo ad una distesa di meleti, un paio di volte) e soprattutto grazie alle indicazioni di Luca al telefono, siamo arrivate in un posto stratosferico. A 1.100 m di quota, un incanto. Al momento si può mangiare (tranne i lunedì a giugno) ma sono in arrivo fattoria didattica e caseificio bio. Mamma ed io non saremmo più scese, ci siamo godute la vista, il fresco e il bosco.

Le prime gocce d’acqua ed eravamo in macchina, felici e pronte per il rientro.
Bello, lo rifaremo presto. Perché a volte basta davvero poco per uscire dai soliti schemi ed essere contenti. Basta una giornata di risate con mamma!