Sono al terzo piano della Copenhagen Central Library, nella zona in cui si studia, tra ragazzi conle cuffie che scrivono formule matematiche su portatili e leggono tomi di scienze naturali. Li osservo cercando di non farmi notare e li invidio un po’, perché sono molto giovani e hanno il
mondo nelle loro mani. Mi piacerebbe sapere cosa passa nelle loro teste, a cosa stanno pensando e quali sogni hanno. Da una parte mi piacerebbe tornare indietro nel tempo per studiare di più, per dedicarmi alle passioni che ho oggi. Certo, fa paura il mondo in cui vivono questi giovani ma hanno anche la possibilità di cambiare le cose o per lo meno di provarci. Se dovessi parlare con la mia “me” di quindici anni sono sicura non potrebbe crederci. Mi riderebbe in faccia senza ritegno. Certo, leggere mi è sempre piaciuto e molto anche. Ricordo le letture sopra il tetto fatiscente della piccola stalla nel cortile della casa del nonno Romano. Salivo dai rami del susino e ci rimanevo per ore leggendo Dickens o la Austen. Ricordo di aver letto Cime tempestose in un
intero e intenso pomeriggio. Ero talmente concentrata quel giorno che non ho nemmeno sentito mamma che mi cercava. Mi perdevo in viaggi fantastici su quelle tegole, portandomi qualche panino al burro e il succo alla pesca. Adoravo il succo di frutta alla pesca, non so quanto ne ho
bevuto.
Questa mattina ho girato a lungo tra i canali di Copenhagen nella zona famosa per le case colorate di Nyhavn, finendo a far colazione da Apotek 57, mi sono goduta una fumante tazza di caffè non filtrato, un uovo alla coque e del pane ai semi di papavero con una mousse di burro,
confettura di frutti rossi e formaggio stagionato. Una giornata dalla temperatura mite anche oggi; l’aria, è incredibile, sa di cannella, spezie, scorze d’arancia e vin brulé (in realtà non tanto incredibile considerato che ci sono casette di Natale ovunque con il glogg, la bevanda
tradizionale dei paesi del Nord). L’atmosfera delle festività si sente, si vede ovunque e mi viene solo voglia di comprare biglietti d’auguri e tutte le formine per i biscotti.
I colori dell’autunno si vedono in ogni parco ma è indiscutibile quanto siano belli quelli di Rosenborg con il castello reale al centro. Anche se la natura si sta addormentando ci sono rose bianche ancora in fiore e siepi di meleti stranissimi perché le mele sono grandi, o meglio piccole,
come ciliegie. Giardini del Re sono i più antichi di tutta la Danimarca e sono un luogo da non perdere. Ho camminato molto ma la parte che più mi ha fatto star bene e respirare a pieni polmoni è stata proprio questa, tra maestosi ippocastani dalle chiome fiammanti. Poi ho incontrato Hans Christian Andersen, nel parco e mi ha raccontato che avrebbe voluto diventare un cantante o un ballerino ma non è stato affatto fortunato. Per fortuna ha iniziato a scrivere fiabe, per bambini e per adulti. Devo assolutamente comprare un suo libro prima di tornare..
“Mi piace sentirmi parte di questa città e viverla come se ci vivessi realmente. In quasi due giorni, dopo l’esaltante, emozionante anche commovente serata al Geranium appena arrivata, posso dire di aver assorbito un po’ di hygge: sto bene, sono serena, sorrido canticchiando e mi sento in pace con il mondo intero. Spero solo duri…”