Curry e latte di mandorla

E’ stata una giornata gastronomicamente strana quella di oggi. E’ diventato un gioco in questi tempi di clausura decidere il giorno prima cosa preparare per il giorno dopo. Almeno per cena.
Il freezer prevedeva trotone immenso da fare al forno mentre la dispensa i ceci neri secchi della Campania che avevo ricevuto per Natale.
Scongelare e mettere in ammollo nell’ordine la trota e i ceci neri.

Nessuna idea invece per il mezzogiorno (si, da buona trentina a casa mia si mangia alle 12 e alle 19 (a volte anche prima).

Dopo quasi dieci giorni ieri ho fatto la spesa e ho ancora davanti l’occhiata incredula dei commessi del supermercato; avranno sicuramente pensato avessi comprato non solo per me ma per tutti i miei vicini di casa. Molte le possibilità di scelta quindi e quando sono troppe rischio di andare in crisi. Alla fine ho optato per il sapore esotico, con sguardo verso Oriente. Se non ci fosse stato il maledetto covid-19 a quest’ora sarei sulle tracce della cucina ayurvedica nel Sud dell’India girando lo Stato del Kerala, imparando cose nuove, vedendo posti nuovi, conoscendo persone nuove.
Invece sono a casa, come tutti.

Quando apro le porte del Paradiso, cioè il superfrigo, vedo cose di tutti i tipi ma in questi giorni cerco prima di finire cose già iniziate o comunque presenti lì dentro da un po’. Inoltre, dopo le cose formaggiose, burrose e glutinose dei giorni precedenti, un po’ di sano riso in bianco era quello che ci voleva.
Il grosso problema è che nel mio caso non sono mai solo chicchi di basmati; io ci devo aggiungere mooolti ingredienti per renderlo saporito.
La versione più leggera del mio riso bollito prevede un’aggiunta di acciughe, tonno o sgombro, capperi sotto sale e sugose olive greche; quella al secondo posto della mia classifica invece ha dei cubetti di un formaggio fresco come il casolet, mixati con cubetti di prosciutto cotto, prezzemolo e una spolverata di trentingrana, ricordo di una ricetta d’infanzia.
Ma non divaghiamo….
Era già qualche giorno che aprivo l’anta celestiale e vedevo il brick del latte di mandorla. L’avevo aperto per assaggiarlo e per metterne un po’ nel caffè ma era giunta la sua ora, bisognava finirlo.
Uno sguardo veloce e scattante (l’unica cosa che scatta in questi giorni è la gola perché per il resto assomiglio più ad un bradipo che ad una gazzella). Dunque… peperoni, zucchine e un po’ di petto di pollo avanzato dal giorno prima. E mandorle. Causa biscotti di Natale, ho stivato nel cassettone da dicembre quintalate di mandorle. Ho mescolato un mix di spezie prodotte dal mio papà che tengo gelosamente nel mio forziere sacro ed infine tanta polvere ocra sparpagliata, cioè curry.

In sintesi, base di riso bollito affogata in questa composta cremosa di pollo e verdure.
Devo dire, ottimo. Gustoso e nutriente.

La cena invece mi ha lasciato decisamente insoddisfatta. Purtroppo il pescione aveva una carne molliccia e i ceci neri non avevano un profumo gradevole. Sono rimasta a bocca asciutta, ho mangiato insalata alla fine ma non avete idea di che sazi sono i miei gatti. Per la prima (e ultima) volta hanno gustato qualcosa di diverso dalle crocchette. Si stanno ancora leccando i baffi.

Non sono successe cose stravolgenti, ma mi sento bene, e ci tengo a dirlo. Anche se ho trascorso un’altra giornata sospesa per aria, ascoltando notizie orribili e non sapendo quando finirà questo periodo di guerra al virus. Cucinare mi svia dal continuo pensiero se tornerà mai tutto come prima. Ma se da una parte sono felicissima di questa opportunità a cui ci troviamo di fronte, di cambiamento, come il rallentare la nostra quotidianità, il concentrarci sulle relazioni importanti, il dare delle priorità concrete….imparare a vivere insomma, veramente e intensamente….. dall’altra ho paura. Quando riusciremo a superare questa angoscia? Riusciremo a buttarci tutta l’ansia dietro le spalle? Smetteremo di rimanere sospesi in aria?

Nell’attesa di dare risposte, io cucino.