La Zuppa

Non posso crederci. Tutto il pomeriggio che cucino la zuppa (non una zuppa qualsiasi, LA ZUPPA) di cipolle gratinata. La verità? Avevo un sacco di cipolle. Sembra una cavolata ma la ricetta che ho scelto, la versione française, ha un procedimento molto delicato. Non è da tutti …. (datemi un briciolo di soddisfazione, era davvero favolosa).

Nell’ordine ho fatto:
❄︎ pane ai cerali, direi buono, non ottimo ma buono si;
❄︎ brodo di carne e verdure (una ricetta nuova con qualche piccolo segreto rubato dai libri che scoprirete leggendo), meraviglioso il profumo in casa;
❄︎ ho pianto per mezz’ora mentre tagliavo fettine molto sottili di cipolle dorate. Quindi tra gli ingredienti segreti, di sicuro ci sono le mie lacrime!

Mi riaggancio all’inizio del mio post: non posso crederci.
NON HO FATTO NEMMENO UNA FOTO! A dire il vero, solo una, quando ho messo la zuppa in tavola. Ma che fastidio che mi do….fermo ogni momento anche il più insignificante e quella volta che mi riesce benissimo un piatto….mannaggia a me!

Vi svelo tutto ciò che ho scoperto oggi: se nel brodo mettete un anice stellato e due chiodi garfano, vi viene una zuppa strepitosa. Dovete amare il Natale, però perchè il profumo ve lo ricorderebbe moltissimo. E sapete quanto io lo adori… 🎄🎄🎄

E poi le cipolle tagliate sottilissime e fatte appassire nel burro, a fuoco lentissimo e per un po’ di tempo. Questa volta nemmeno una è venuta nocciola. Quanto ho pianto però. Poi ho aggiunto un po’ di farina integrale bio e un cucchiaino di zucchero di canna e “les jeux sont faits”. Ho bagnato il dolce composto con il brodo natalizio e ho fatto cuocere per una mezz’ora di nuovo a fuoco lentissimo. Si è sprigionato un odorino davvero invitante…. il pane ai cereali sembrava urlare “inzuppami di zuppa di cipolle”. Invece ne ho tagliate un po’ di fette e messe a dorarle in forno.

Ho usato per la prima volta le mie cocotte gialle e verdi. Uno strato di zuppa, il pane e poi sopra un buon fontal sbriciolato. Dieci minuti di forno a 250° in versione grill. Gratinatura perfetta.
Bisogna attendere circa una mezz’ora perchè si possa mangiare (nelle cocotte i 250° rimangono 250° per moooooooolto tempo!).

Una bollicina in abbinamento e… spettacolo!