Andrea, la bici e il Cern

Come festeggia la maggiore età il nipote che a 17 anni è andato a Praga in bici? Ovviamente di nuovo in bici.
Ve la ricordate l’avventura di Andrea e Paolo?

Questa volta Andrea è andato da solo, direzione Cern di Ginevra.
E perché proprio in Svizzera?
Perché Andrea è appassionato di scienza ed è indeciso tra il frequentare Fisica o una qualche Facoltà di Ingegneria all’Università di Trento. E da non so quanto, lo sento parlare di visitare il Cern.
Silenzioso, riservato. Ogni tanto, come un fulmine a ciel sereno, si fa sentire. Di punto in bianco qualche giorno fa mi è arrivato un messaggio “Ciao zia, sono al Cern”.
Ma come al Cern? E io non sapevo niente! Non ci sono più i nipoti di una volta…😭
Appena rientrato gli ho fatto il terzo grado.
Dove? Come? Perché? In quanto tempo?
Devo dire che mi rispondono sempre, non mi mandano mai in malora.
Ecco, partiamo dall’ultima domanda: quanto tempo ci hai messo?

In tutto 72 ore per 803 km. 😳
E pensare che io sono tutta fiera dei miei 19 km in bici al giorno, andata e ritorno dall’ufficio.
Sorvoliamo.

Vediamo il programma.
Partenza il 3 settembre alle 5 da Calliano, arrivo a Ginevra alle 4 del 5 e rientro a casa alle 18 del 6.
Dovrei giocarli al lotto tutti questi numeri, secondo me porterebbero pure fortuna. Sulla ruota di Milano.

Quindi, Lago di Garda dalla parte bresciana. “Non c’era nessuno, zia”. Chi vuoi che ci sia a quell’ora in giro?
Brescia, Milano, Lago Maggiore, Domodossola e finalmente il confine a Iselle.
Almeno su questo siamo uguali: tra il Passo Sempione (2.005 m) e un tunnel in treno che oltrepassa il valico in 10 minuti voi cosa avreste scelto? Il tunnel, bravi.
Quindi Canton Vallese a Briga, Sion e Martigny. Poi il confine con la Francia a Saint Gingolph e il lago Lemano, poi Ginevra e finalmente il Cern che è a 10 km da Ginevra, a Meyrin (che fa molto Game of Thrones).
E io mentre mi elencava paesi, città e valichi, lo fissavo con la bocca aperta. Mi ero fermata a Brescia.

Pausa.

Ve l’ho già detto. Sono fierissima dei miei nipoti, tutti e 7. Ma questo deve essere stato punto da un ragno oppure ha una caverna piena di pipistrelli.

Fine pausa.


Per il rientro, stesso tragitto. Per fortuna, nessun problema, tutto ok. Le ciclabili della Svizzera pare siano molto comode perché a lato strada (così non si è perso).

Ma perché da solo? Voleva andare al Cern e interessava solo a lui. Pare non sia una mèta ambita dai diciottenni. Che poi, non si è mai fermato a dormire, ha sempre pedalato. “Si zia, qualche pausa l’ho fatta.” Qualche pausa? Mi si chiudevano gli occhi solo a pensarci di non dormire una notte, figurarsi tre! Io che vado a dormire con le galline, come si suol dire…

Torniamo al Cern. Lui era lì da una marea di tempo e alle 8 di mattina è riuscito ad entrare e a visitarlo per ben tre ore. “Cosa ti è piaciuto?” E lui “il globo della scienza e dell’innovazione, la mostra universo di particelle”.
Pochissima gente nonostante fosse domenica mattina.

Ginevra gli è piaciuta moltissimo ma decisamente troppo cara (tra le 10 più costose al mondo). È una città per ricchi non per diciottenni squattrinati.
Ed ecco svelato il motivo del perché il viaggio è durato in totale 72 ore…

La cosa che valeva la pena vedere (oltre al Cern, sia chiaro) il “jet d’eau” con un getto d’acqua di 140 metri in altezza (il nipote non ha pensato di fotografarlo…non è mica la zia che fotografa ogni metro che percorre…)

Io li prendo in giro i miei bellissimi nipotastri, ma quando li guardo, scoppio d’orgoglio.