La Casina di Drena

Una serata diversa e soprattutto organizzata all’improvviso. Chiamo mamma e le chiedo se le va di uscire a cena. Devo dire che mi dà sempre grandi soddisfazioni perché difficilmente rifiuta un invito. Perfetto. Riunione dell’ultimo secondo spostata, un pizzico di ritardo qui, un’attesa là… Ma non mi scoraggio. Prendo la macchina e corro con la Snowcar (rispettando rigorosamente i limiti, ovvio), recupero mamma e ce ne andiamo a cena.

Dove?

Oddio, non c’ho neanche pensato ed è pure lunedì (l’altro ieri) quindi molti locali che conosco sono chiusi. Sud, nord. Non mi viene in mente niente, vuoto completo. Prendo il telefono e cerco e penso e mannaggia….nemmeno la scelta più ovvia dall’amico Enrico alla Gnoccata di Ponte Alto (prossimi articoli) mi si palesa tra i pensieri.

Poi un lampo di genio: la Casina di Drena. Un po’ che ci voglio andare da questa chef giovane, Giada, di cui sento parlare da diverse persone. Ho una lista mooolto lunga di luoghi da provare, da qualche parte bisogna pure iniziare. E così tra strade in mezzo alle rigogliose campagne della Valle di Cavedine si arriva a Castel Drena, illuminato, a dir poco uno spettacolo per gli occhi. La luna è luminosa e il cielo sgombero dalle nuvole. Si prospetta una serata coi fiocchi (non di neve, purtroppo). Il ristorante non è in paese ma poco fuori. L’edificio sassi a vista e i fiori colorati nella corte illuminata da tantissime lucette, ti fanno desiderare di mangiare all’esterno. I gradi della sera però ti invogliano ad entrare. Nelle serate calde deve essere davvero meraviglioso cenare ad uno di quei tavoli sotto le stelle. L’interno è accogliente e le persone ospitali e sorridenti. Le pareti hanno molte foto del passato e immagino siano volti di famiglia. Qua e là alcuni attrezzi del mondo contadino.

Sono le 20.15 e ho fame. Scelgo un Pinot nero di Pravis, un tortel di patate da dividere per antipasto accompagnato da salumi (lardo al bacio con schiocco!) e una crema al formaggio. Io poi ordino tagliata di vitello e mamma gnocchi di polenta con ragù di pesce di lago. Felice e soddisfatta davvero rimango incredula quando lei ordina pure il dolce. Non so come faccia ma trova sempre un posticino per l’ultima portata: brownies con gelato al marron glacé. Chiacchieriamo ma pensiamo all’unica persona che manca a quel tavolo e che per fortuna sentiamo sempre con noi.
Ogni giorno sempre di più.