Assisi

Attimi fuggenti di questo viaggio intrappolati nella mia memoria.
Non dimenticherò facilmente queste giornate di silenzio e di pace. Surreali, lo riconosco, per il deserto intorno a me. Il mese di ottobre, il mese di S. Francesco. Il pensiero delle poche persone presenti in questa città pregna di significati, non ne ha intaccato l’atmosfera. Un po’ come la nebbia che pur non essendo sole, è riuscita a regalare emozione e gioia oltre a riempirmi i polmoni di un’essenza sconosciuta.

Mi sono sentita sospesa, in un tempo inconsueto. Ho camminato sopra il borgo, sola, in mezzo agli ulivi, su sentieri che hanno sostenuto chissà quali passi. Seduta sui muretti a secco, respiravo un’aria completamente nuova. Una trasfusione di ossigeno che mi ha fatto sentire così calma.

Ho ascoltato molto, parole che hanno il sapore del passato. Ma che profumano anche di futuro. Sviata dalla mia quotidianità una voce mi ha accompagnato tutto il tempo. Questi luoghi sono unici. Non è una questione di arte o di bellezza. Assisi ti rimette in equilibrio se stai per cadere.

Tornerò presto. Perchè fa star bene. Una sensazione preziosa che ferma il tempo.
Il mio viaggio non finisce qui, anzi, è solo l’inizio.