Trasformazione

Sento ancora il respiro, il suono è impercettibile a chi non sa ascoltare. La terra si muove ad un ritmo regolare, sembra quasi si stia addormentando. Ha sonno, credo, ma i sensi non si sono ancora sopiti, è in dormi-veglia. I suoi polmoni sono i tantissimi muschi che coprono le radici di larici ed abeti. Cuscini di velluto verde intenso.
La Val di Rabbi è in piena trasformazione. I colori estivi fanno staffetta con quelli autunnali, passano il testimone. I gialli non sono tutti uguali, le tinte passano da quelle più tenui ad un ocra bruciato. Guardo i declivi delle montagne di fronte e come sempre mi stupisco di come cambia la natura in base alla stagione. E devo dire che questa è proprio bella, così colorata. Le foglie accendono il bosco.

Ho camminato cercando di non perdermi niente, dal picchio con il suo ticchettìo, il martellare veloce su un tronco, alla corsa di un cucciolo di camoscio spaventato dalla presenza umana. Le nuvole alte continuavano a girare, lasciando dei grandi pezzi di cielo azzurro. Non sapevo se avrebbe piovuto ma di sicuro due gocce di pioggia non hanno mai fatto male a nessuno.
Per arrivare al punto di partenza di questo giro, si sale da San Bernardo attraversando dei piccoli villaggi, non so davvero come definirli: 5 o 6 masi qui e là che punteggiano la valle. Scorci perfetti per un dipinto. Questo tratto non lo conoscevo, malghe di cui ho assaggiato più volte il formaggio, ma che non avevo mai visto.
Malga Caldesa, bassa e alta, Malga Samocleva e Malga Terzolasa fino a Baito Mandria Buse. E poi di fronte, Malga Montesole, Malga Maleda, bassa e alta, Malga Stablasolo.

A Baito Mandria Buse abbiamo mangiato, Nicoletta ed io. Si, perchè questo bellissimo momento l’ho condiviso con la mia amica cara che ha il mio stesso senso del bosco e della montagna. Con pane di segale, casolet della Anna e speck, la torta marmorizzata con noci e mandorle di Nicoletta e qualche pezzo di cioccolato, il tutto abbinato all’immancabile infuso nella borraccia. Sedute sulla sdraio panoramica che riporta una frase di Nietsche “Ci troviamo così bene nella natura perchè essa non ha alcuna opinione di noi”, chiacchierando di tutto e niente. Abbiamo incontrato un gruppo di veneti in gita per un weekend in questa valle.
Eravamo a quasi 1900 metri di altitudine con una temperatura non proprio da fine ottobre: è ancora caldo.

Trasformazione.
Gli alberi si trasformano e anch’io lo sto facendo. La fase del cambiamento credo sia finita. La trasformazione è un’evoluzione, un passo successivo, un passaggio. Non so quanto durerà ma mi aiuterà ad essere migliore, ne sono convinta. E’ davvero una bella sensazione perchè so che questa trasformazione, mi porterà avanti.
Ogni giorno trascorso nel bosco mi insegna qualcosa, un nuovo stato d’animo, un’emozione, una prospettiva diversa. Si crea un equilibrio che mi rilassa e contemporaneamente si mescolano degli stimoli e delle idee. Una sorta di calma mista alla tempesta: probabilmente è così che nasce l’energia interiore. Devo andarci di più, trascorrere più tempo in mezzo agli alberi e ascoltare, interpretare e farmi infondere dall’invisibile onda che esso trasmette. Ho voglia di fare, di leggere, di cucinare ascoltando nuova musica. Oggi il tempo è bruttino, grazie al cielo, così potrò esaudire i miei desideri.

Camminare, non correre. Guardare, non vedere. Respirare, non andare in affanno.
Parafrasando le parole di un orco ne “Il Signore degli Anelli”, il tempo dell’ansia è finito.