La mia bussola d’oro.

Ho comprato una bussola. D’oro luccicoso. In una delle bancarelle colme di pezzi vecchi e antichi in un mercatino a Spalato. Chissà a chi apparteneva, che viaggi ha fatto prima di iniziare ad accompagnare me verso nuovi luoghi sconosciuti…

Ho mille motivi per possedere una bussola… simbolo di navigazione di tutti i tempi, di mare e di terra, in quota o in valle, a qualsiasi livello, insomma. Serve ad orientarsi, uno strumento che ti aiuta a capire la direzione. Non la destinazione finale ma la direzione. Ti indica una strada. E io non posso farne a meno. 

Ogni sera da un po’ di tempo osservo le stelle e lo faccio anche qui in Croazia, quasi avessi un appuntamento serale programmato. Sempre alle stessa ora, le 23. Gli astri sono un altro strumento di orientamento che io purtroppo non conosco. Mi piace guardare il cambiamento del cielo, i colori, le sfumature che grazie alla luce cambiano ogni cosa fino a lasciare il posto al buio della notte costellato però di miliardi di piccoli diamanti che con la loro luminosità ti regalano sempre una speranza e non riesci a resistere ad esprimere un desiderio che stranamente è sempre lo stesso.

Ho sempre pensato ad un’unica direzione pensando ad una bussola… il Nord. E credo rimarrà sempre nelle mie vene guardare di là.

L’ho comprata non tanto pensando a me in verità, all’inizio volevo regalarla a chi forse ne avrebbe più bisogno di me. Ma ho deciso che la terrò io anche, e forse soprattutto, a beneficio di altri. 

Mi sento come Lyra del libro “la Bussola d’oro” che aveva avuto in dono un aletiometro, una bussola appunto, in grado di rispondere a qualsiasi domanda attraverso un sistema di simboli. Mi piacerebbe che anche la mia riuscisse a districare la matassa di quesiti che ho nella mia intricata mente…. chissà, io ci proverò!