La magia di Trieste e la settimana della cucina italiana a Capodistria

L’immagine in evidenza in realtà non l’ho scattata nè a Trieste, nè a Capodistria bensì a Pirano, in Slovenia, in uno dei miei momenti preferiti. Proprio l’attimo in cui la libertà aveva pervaso e invaso ogni capillare del mio corpo.

Ma….andiamo con ordine. Finalmente è tornato a regnare l’wi-fi a casa e ho potuto sistemare le foto di quei bellissimi giorni. Mi vergogno di ammettere la mia dipendenza da tecnologia ma è così.
Sono trascorse ormai due settimane da quel viaggio ma vale davvero la pena raccontarlo attraverso alcune immagini. Ho conosciuto delle persone meravigliose, simpatiche, con le quali è scattata quella molla che si riassume in sintonia e complicità. Partire è stato come far uscire dalla mente mille pensieri negativi, tossici, per farci entrare solo gioia, chiacchiere infinite e risate.

Motivo del viaggio: la settimana della cucina italiana nel mondo. Seconda edizione.
Ogni consolato in giro per il pianeta, organizza a novembre, una settimana (giorno più, giorno meno) di appuntamenti e approfondimenti, elogiando la cucina “made in Italy”. Parliamo di più di 100 Paesi per circa 1300 eventi dedicati all’agroalimentare italiano.
Per me, Capodistria.

Trieste è magica. E’ la città italiana che sceglierei per la vita se non amassi infinitamente Trento (del resto nell’immaginario di molti…Trento-Trieste….vicinissime 🤓). Mi sono piaciuti i colori del cielo, i locali, i piatti della tradizione, la pizza in allegria, i fiumi di birra, le migliaia di modi di chiamare tutti i tipi di caffè, la folla di gente nelle vie del centro, il mare d’inverno. E la gentilezza delle persone….indimenticabile.

Alcuni consigli se pensate di visitare quelle zone:
Allegra Fattoria: Duino-Aurisina.
Assolutamente da non perdere. Il luogo è favoloso, è come dice il nome una fattoria vera e propria con cavalli, asini, cani, gatti, galline…  e si mangia davvero rusticamente bene. Se ci andate, portate i miei cari saluti a Diego!
Taverna del Ghetto: Trieste, centro.
Per chi ama i piatti della tradizione, sicuramente questo è un posto da visitare (obbligatorio sedersi e assaggiare!) La Jota ad esempio è una zuppa di crauti, fagioli e patate ed è buonissima, ve la consiglio.
Caffè degli specchi: Trieste, centro.
Un pezzo di storia di questa meravigliosa città. I mille modi di bere (e chiamare) un caffè. I pasticcini e la cioccolata. Ti aspetti di veder entrare da un momento all’altro un membro della corte asburgica.

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E poi passi il confine e finisci in Slovenia. La mia prima volta in Slovenia, a dirla tutta. Ne sono rimasta così colpita… me ne sono innamorata, a tal punto che i miei prossimi viaggi saranno in quella direzione. Anche qui ho davvero conosciuto splendide, interessanti e divertenti persone che spero di rincontrare prestissimo.

Anche qui, i miei consigli:

– Pirano: merita tantissimo la visita e la sosta. I colori del cielo di novembre in questi luoghi mi hanno davvero affascinato. Dal blu intenso sopra piazza Tartini alle tinte giallo ocra del primo pomeriggio, quando sedute in un ristorantino in riva al mare, sorseggiavamo un calice di malvasia istriana. Ma il rosso fiammeggiante della sera sopra le barche ormeggiate nel porto ha riscaldato il mio il cuore come un fuoco nella stufa.
Hotel Bio Koper, Capodistria. Una vera e gradita sorpresa. Il paradiso per chi ama la griglia sia di carne che di pesce. Ci ritornerò.

E poi le tantissime storie da raccontare…. come la birra con l’acqua di mare di Glauco oppure i deliziosi filetti di branzino di Irena Fonda, la filosofia di Josko Sirk, che ho conosciuto anni fa per l’amicizia con i due trentini Mario Pojer e Andrea Paternoster, gli amici acidi, i vini di Benjamin Zidarich o il sale aromatizzato di Davor “Barba”. Perchè sono i custodi del mare, delle città o della montagna che rappresentano la vera immagine al territorio. E in quella sede, seduta insieme a queste “colonne”, c’era Noris, la signora delle erbe, una grande testimone delle terre alte del Trentino.

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Tornerò presto da quelle parti (anche perchè l’ho promesso a moltissime persone) perchè in una manciata di ore, c’ho lasciato un pezzetto di cuore. Grazie a Fabrizio, Ariella, Iva e Damiano. E naturalmente a Noris.