Custodi di altri tempi. Testimoni del futuro.

“Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri.
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.
Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e i piedi
e con il naso e la bocca.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è saperne il senso.
Perciò quando in un giorno di calura
sento la tristezza di goderlo tanto,
e mi corico tra l’erba
chiudendo gli occhi accaldati,
sento tutto il mio corpo immerso nella realtà,
so la verità e sono felice.”
F. Pessoa, Il Guardiano di greggi

Vorrei parlare di una della figure più importanti della nostra montagna, il pastore, e proprio questa poesia di Pessoa riesce a rendere in poche righe questo fantastico mondo. Questo è il periodo più bello dell’anno per me, quando il caldo dell’estate si trasforma in una brezza frizzante e le cime delle nostre montagne in un attimo si spolverano di bianco. Pian piano tutto in natura si addormenta e come un bambino prima di chiudere gli occhi la sera, anche lei ha bisogno di una storia.

Da poco la vita in montagna di uomini, pecore e capre si è conclusa, ormai tutti gli animali si sono spostati a valle. E inizia così la transumanza, un viaggio incredibile alla ricerca della vita. E la cosa meravigliosa è che sempre più giovani si avvicinano a questo mondo. Non è tutto rose e fiori la vita del pastore, anzi….è un lavoro duro, un impegno di 365 giorni che non ti permette un attimo di riposo…ma il tornaconto è che chi apprezza la montagna riesce a riempirsi il cuore, gli occhi,  la mente e i polmoni  di un benessere che non esiste altrove. E così inzia il mio racconto di personaggi indimenticabili, i veri testimoni delle nostre montagne….