Il primo libro dell’anno e i sapori arbëresh.

Adoro leggere di cucine in fermento, di piatti di tradizioni vicine e lontane, di nomi di ricette sconosciute…

Devo dire che se poi si cala questo aspetto nel Sud Italia, in Calabria, tutto prende una luce diversa. Diventa tutto più luminoso, più cristallino come il mare che ne fa da contorno. E soprattutto la penna di Carmine Abate riesce a fami entrare in quel mondo e me ne fa sentire i profumi e gli odori. Riesco a distinguere perfino il gusto del tartufo calabrese…

Tutti i sensi sull’attenti, quindi, intrisi di aromi arbëresh che ti fanno venire un’acquolina in bocca insaziabile.

La cosa che mi è piaciuta moltissimo di questo libro è che tocca diverse dimensioni e diversi tempi. L’immagine della sua infanzia, la sofferenza di dover lasciare andare il padre in Germania e allo stesso tempo la profonda gioia del vederlo rientrare. Le scelte di Carmine da adulto che lo hanno visto sempre con una valigia in mano.
Il tutto mescolato a peperoncini succulenti, all’olio del Pigàdo e a tutti quei prodotti saporitosi della sua terra d’origine, la Calabria e precisamente di Carfizzi, che si sposano con il gusto agrodolce della Germania e di Amburgo, per concludersi in Trentino con i suoi canederli.
Da trentina quale sono, adoro leggere lo stupore di chi trova e sa apprezzare “perfino” tra le Dolomiti, qualche perla gastronomica come i canederli.

Questo libro lo consiglio a chi come me adora mangiare, la buona tavola, a chi ama perdersi nei meandri dei ricordi d’infanzia e nelle abitudini famigliari del focolare. Come le 13 portate il giorno di Natale (una di meno porterebbe sfortuna…).

Spero anch’io nella mia vita di incontrare un cuoco d’Arbërìa, di assaggiare shtrydhëlat e di non dimenticare mai che “il miglior condimento, è l’appetito!”.
Buona lettura!

“Ogni luogo è un sapore.

Chissà che palato ricco di gusti ti farai vivendo in tanti posti diversi.
L’importante è che li aggiungi ai sapori della nostra terra, 
di quelli siamo fatti nel profondo,
della sua scorza odoriamo,
anche se viviamo altrove.”

Il mio primo libro in Goodreads 2017 Reading Challenge

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