Il gusto della Valle del Vanoi

Il verdissimo Vanoi, Trentino orientale.

Nei giorni di “Verso l’alpeggio“, evento che celebra il rito della transumanza, la tradizione dei pastori che spostano grandi greggi di pecore dal mare verso i pascoli in quota, all’ora di pranzo sono capitata in un posto ricco di magia, l’Agritur Maso Santa Romina. Sulla Strada dei Formaggi delle Dolomiti, a pochi km dallo splendido lago di Calaita, immerso nel bosco, si possono assaggiare dei piatti davvero gustosi. Se però ci aggiungiamo un altro prezioso ingrediente e cioè la grande passione di Luigi nel presentare l’origine di quelle ricette, raccontando dove recupera le materie prime, la storia di chi le produce, non si può trattenere l’acquolina. E nel raccontarti il menu quasi fosse una fiaba con tanto di “c’era una volta…” e ovviamente con il classico e sospirato happy ending, vorresti assaggiare tutto. E finisci col costringere, neanche tanto velatamente, i tuoi commensali ad ordinare primi e secondi diversi così realmente avrai l’occasione di assaporare tutto. Il locale all’interno è davvero un incanto. Mentre aspettiamo il vino (Pinot nero Maso Cantanghel 2012) mi guardo attorno e riesco a scorgere tutti i particolari, le ceramiche, i colori delle tovaglie, la lanterna appesa, i giochi del legno con i sassi a vista, i calici e i bicchieri per l’acqua. Adoro tutto ciò che sta sul tavolo, adoro la cura e l’attenzione nel mettere le posate, il tovagliolo. E poi l’orgoglio negli occhi e nella voce di chi ti offre ciò che produce il territorio come l’olio del Garda trentino, le tagliatelle prodotte con la propria farina, la cucina di un tempo come il tonco del pontesel o la ricotta e panna freschissime con confettura di frutti rossi, i diversi tipi di polenta… Solo così si può capire cosa hai sulla forchetta e cosa sentono le tue papille gustative… Il dolce arrivava freschissimo dalla pasticceria Simion di Fiera di Primiero, una torta meringa sublime… accompagnata perfettamente da un passito di Traminer aromatico di Bellaveder.
Questi piatti sono frutto delle mani di Mirella, moglie di Luigi. Instancabile e con la stessa passione del marito per la sua terra. Le quaglie per dire, le ha cacciate lei. Da tornarci prima possibile, assolutamente al più presto.
Valsugana e Primiero all’andata, Passo del Brocon e Tesino al ritorno. C’era una temperatura in mezzo al bosco del Brocon che mi ha fatto sognare l’autunno. Prendetemi pure a sassate….ma io non vedo l’ora!