Megaloman.

E così ieri sono riuscita ad andare al fresco, complice un invito a cena di una simpatica coppia in vacanza a Madonna di Campiglio.
Io ve lo dico casomai vi fosse sfuggito. Non ce la faccio più, è un caldo insopportabile che sembra sia destinato solo a crescere. Livello di zidiosaggine all'ennesima potenza e oggi dovrei pure essere in giro a basse quote a godermi sto po po di giorno di fuoco.
Ma intanto ieri sera ho incamerato 19 gradi guardando le splendide Dolomiti di Brenta. Poco importa le due ore e rotti di macchina tra tornanti e paeselli. Fresco, capite? C'è chi non riesce a sopportare solo l'idea di una parola che inizia con la d e ha cinque lettere (cit. Fabio Agnelli) e sospira davanti ad un frigo che parla di birre e vino bianco. Il mio non è sarcasmo, solo tanta ma tanta comprensione e pure stima. Io non riuscirei. Una cosa alla volta: o il caldo o la dieta. Tutti e due insieme proprio no.
Comunque ieri sera ero nella Melrose Place di Campiglio con vista panoramica sulle splendide montagne trentine e riuscivo solo a pensare alla bella temperatura. Poi abbiamo iniziato a parlare di Megaloman. Cavolo, non lo avevo mai sentito. Sono stata presa alla sprovvista, mi sono sentita male per la prima volta di fronte ad un dialogo su cartoni-serietv-tvspazzatura.
Non è da me e adesso mi tocca cercare tutte le puntate di questo programma mezzo cartone mezzo telefilm e guardarle tutte.
Appena finisco di lavorare, torno a casa, accenderò lo Snowmac e mi sa che inizierò la prima della serie, con il ventilatore ben piantato a 5 cm di distanza. Per non farmi mancare niente.