Giorno 3. Terza tappa da Castel Toblino a Villa Banale

Sono a metà del cammino di San Vili!!!! Terza tappa sopra le aspettative (del resto, in Trentino sono… 😂). Non potevo immaginare minimamente una giornata come oggi. Questa mattina mi sono svegliata e guardando fuori le nuvole erano già minacciose, il cielo non prometteva niente di buono nemmeno alle prime luci. Ho fatto colazione presto all’Hotel Due Laghi dove ho dormito e sono partita lo stesso. Tanto le prospettive erano nere sotto tutto i punti di vista. Tra il meteo rognoso promesso da tutti, anche dal tg che ho visto ieri sera mentre cenavo, i possibili incontri pelosi che potevo fare e la rampa iniziale subito all’inizio del percorso, sinceramente due gocce d’acqua erano il minimo.

Cercavo di ignorare i primi doloretti alle gambe e alle spalle causa zaino anche se credevo di cedere prima, ma quella crema alle erbe dell’Orto Pendolo è miracolosa. Tirava un venticello che mi faceva immaginare burrasca mentre camminavo sulla passerella di Castel Toblino. Quando si placava un attimo riuscivo perfino a fare le foto. E poi ho letto il cartello del sentiero verso Ranzo e le info su come comportarsi in caso di incontri con i plantigradi. Beh devo dire che da sola un po’ di paura l’ho avuta. Seguendo anche i consigli ho fatto rumore con i bastoncini e ho cantato tutto il repertorio del Coro La Noghera, del Coro Bianche Zime, la ricetta “per fare dei canederli…”, l’inno Trentino e un pezzo della Turandot. Ma non capivo se era meglio o peggio cantare… magari trovavo un orso sensibile alla voce umana ed ero praticamente finita! Sentivo dei rumori tra gli alberi fitti della salita e intanto iniziava a piovere. Appena mettevo l’antipioggia e sudavo 100 camicie usciva il sole. Così ho ripensato a quel film “Crazy for you” colonna sonora by Madonna, con un giovanissimo Matthew Modine che faceva il pugile, peso piuma, e per dimagrire andava a correre alle 4 am e aveva praticamente una tuta dello stesso materiale del mio antipioggia. Non vedo l’ora di pesarmi sabato….

Comunque con questi pensieri e un passo piuttosto veloce (che spinta la fifa..) sono arrivata a Ranzo prima del previsto e ho fatto un giretto nel centro (tutto in salita, ovvio). Mai chiedere consiglio sulla direzione a due quasi adolescenti. Quelli che parlano solo di bici o di calcio, per intenderci. Gentilissimi, si son fatti in 4 per aiutarmi, davvero, ma mi avrebbero mandato da tutt’altra parte. Alla fine ho trovato i bellissimi segnetti bianco rossi e la via mi è apparsa.

Raggiunta la carinissima chiesetta di San Vigilio (foto in evidenza) il cielo ha iniziato ad aprire le fontane sante. Era un messaggio subliminale? Non dovevo continuare? Beh con sto tempo gli orsi saranno al calduccio nella loro tana, ho pensato. Comunque ho riniziato a cantare. Il sentiero verso Deggia in alcuni punti è proprio a strapiombo e mi ha fatto venire le vertigini: si vedeva la forra del Limarò e in più l’acqua che scendeva rendeva tutto un po’ pauroso. Devo smettere di fare associazioni di idee in questi casi. Ho pensato a “uno dopo l’altro”… Harper’s Island…vabbè.

Deggia è molto molto carina con queste stradine di sassi, c’è l’agritur Athabaska e son riuscita a salutare Maurizio che ha anche i cani da sleddog oltre a tanti altri animali. Sul cocuzzolo si vede il Santuario, è tutto molto curato. Ma quello che mi ha fatto veramente innamorare e ringraziare di aver fatto questo cammino è Moline, un posto magnifico, un ponte sul torrente Bondai, fiori, sassi, legno e piccole cascate, case coperte di edera o altre piante verdi, davvero una delizia. Bellissimo, voglio tornarci. Da lì la strada verso San Lorenzo in Banale dove mi sono meritata una radler media (not bear but beer!).

Ho riposato un pochino e poi ho ripreso a muovere le gambe. Ho incontrato una signora che mi ha indicato la via giusta ed è stato davvero un bellissimo percorso sali scendi anche in mezzo al bosco, tra paesini molto suggestivi: Dorsino, Andogno e Tavodo. Ho fatto molta fatica a raggiungere Villa Banale, anche perché ho allungato un po’ la terza tappa visto che non c’era posto a San Lorenzo, che sarebbe stato il traguardo naturale del terzo giorno. Adesso sono in attesa di mangiare un boccone, ma son talmente cotta che ho scritto in anticipo per non addormentarmi.

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Analisi della giornata:

22,3 km il percorso, 1346 m di dislivello complessivo e 7.48 ore la durata del tragitto pause incluse.

Vado a mangiare, orgogliosa di me stessa ma sono a metà! Buonanotteeee!!

 

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