Ansia

Oggi qualcuno mi ha dato un gran consiglio. Parlavamo di me e mi ha detto che devo affrontare i problemi, gli ostacoli, in maniera differente. Quando si accumulano i pensieri negativi vado in ansia. E reagisco male.

È tutta la sera che ci penso ed è vero. Nel lavoro o con i miei affetti, quando mi succede, vado in crisi. E accuso, sfogo e parlo a sproposito. (Non sempre, ma in alcuni casi ammetto che è successo, anche ultimamente).

Sono impulsiva.

Probabilmente quando vedo tutto nero mi sento messa al muro e come una bestia in gabbia, scalpito, graffio e mugugno. Dico cose che non penso e poi, mi dispiace. Lo stress è davvero una brutta cosa, bisogna saperlo controllare.

Quindi tu, che hai avuto modo di provare sulla tua pelle tutta la mia rabbia, sappi che proverò a modificare il mio comportamento. Cercherò di pensare fino a 10 (meglio 100) prima di parlare o di scrivere, prima di creare nella mia testa tutta una serie di ipotesi non vere e soluzioni improbabili. Perché si costruiscono castelli di dubbi ingarbugliati che è difficilissimo districare.

Il consiglio?

Distanziarmi dalle cose che mi provocano quest’ansia e imparare a guardarle da lontano. Estraniarmi. Uscire dalla mia testa e osservare il mio mondo con occhi più calmi e lontani. Ragionare e qualche volta mettere da parte la mia forte emotività. Ricordarsi che a volte può essere impossibile ricostruire quando si è distrutto. Le cose riparate non tornano mai come prima.

Spero di aver l’occasione di rimediare. So che non è facile, ma ci riuscirò.