Storie di pastori, una vita al pascolo

Oggi ho conosciuto questi tre ragazzi: da sinistra nella foto Mattia, Angela e Michele. Rispettivamente 18, 23 e 25 (quasi 26) anni. Sono stata insieme a loro, in Val dei Mocheni, con tutta la famiglia composta oltre ai tre giovani, dai genitori, due bimbetti bellissimi e biondissimi, quattro cani e millecinquecento pecore. Più qualche asino e una sessantina di capre. Ah, a dirla tutta non c’era il compagno di Angela perchè anche lui pastore in un’altra zona del Trentino…

Mi sono chiesta tutto il giorno a chi può interessare una storia come la loro.

Adoro queste grandi passioni legate alla montagna ma mi domando i ragazzi della loro età cosa pensano di un lavoro che non conosce festività, che non si ferma con un meteo funesto, che non è solo stare al sole, seduti su un sasso e fischiare ai cani che contengano il gruppo lanoso.

Hanno occhi sinceri e un sorriso che ti apre il cuore. Non parlano moltissimo ma hanno un qualcosa nello sguardo. Non lo so definire ma ti trasmettono armonia ed equilibrio. Hanno un modo di muoversi in perfetta sintonia con il terreno e l’erba e i fiori salutano al loro passaggio. E’ davvero incredibile ma quando scendo da questa rigogliosa fascia d’altitudine e incontro chi la vive, ho la pace dentro, serenità che scorre nelle vene e adrenalina ed entusiasmo nelle arterie.

La vita di un pastore nomade non è semplice, la devi scegliere, perchè è fatta di rinunce e sacrifici. Seguire il rito della transumanza, spostare mandrie dall’alpeggio al mare e viceversa deve essere una vocazione. Ed è bello sentire la voce di chi è sicuro della propria scelta. E di queste voci ne voglio sentire ancora tante, testimoniano pezzi di pascoli, di terra e di boschi del mio territorio.

Ps: ho fatto un sacco di foto oggi su quella montagna ma ho scelto questa per la copertina perchè mi piacciono le espressioni di questi fratelli, per quelle sensazioni di cui scrivevo prima.

Alcuni scatti di oggi.

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Una cosa mia, nota a margine, forse non c’entra niente o forse si.
Quando salgo in malga, trovo moltissimi nontiscordardime, i fiorellini azzurri sparsi nei prati. Ti ritrovo sempre e ti penso guardando il cielo. Ti porto con me ogni volta su per i monti. Ciao papà.