Giorno 1. La prima tappa da Trento a Sopramonte

Da dove cominciare a ripercorrere una giornata così intensa… che miscuglio di emozioni, che incredibile senso di libertà e di energia. Non mi sono mai sentita così forte, così piena di entusiasmo e positività come ogni minuto di questa domenica.

Quanta agitazione mi scorreva nelle vene, anche stamattina quando Taco poco prima delle 5 mi grattava un braccio per uscire. Presumo sentisse lo stesso profumo nell’aria e avesse solo voglia di correre spensierato a spaventare qualche uccellino nel suo nido. E così mi sono alzata e ho ciondolato da una stanza all’altra facendo scorrere i minuti per arrivare alla fermata dell’autobus in anticipo. Sono arrivata in piazza Duomo alle 7.59. Mentre mi guardavo intorno, la campana nella torre batteva le 8. Il mio primo traguardo, una partenza puntualissima.

Entrare in Duomo era un must per la partenza. Era importantissimo, anzi vitale. Perché questo viaggio lo dedico al mio papà perché avrebbe voluto tanto vedermi partire. E perché ogni passo che ho fatto oggi lo sentivo a fianco a me soprattutto quando avevo gli occhi puntati verso il cielo…

Ma non solo al mio papà ho pensato… anche ad una bimba che sta molto male e una candela accesa significa speranza.

Fuori da quel grande portone sapevo sarebbe iniziato veramente il mio cammino. Verso posti mai visti, possibili incontri, una nuova me. Ancora adesso non so se riuscirò a finire questo giro, ma so che ci proverò portando a termine una tappa alla volta. Perché vale per qualsiasi cosa nella vita, bisogna pensare un giorno alla volta.

Un passo dopo l’altro sono arrivata a Sopramonte attraversando il centro di Trento sotto un sole che di prima mattina era già cocente, sono arrivata alla Vela e da lì in poi non conoscevo neanche un sasso o un filo d’erba. Ho visto scorci incredibili salendo dietro la frazione, ci scorre un ruscello e le case sono tutte molto curate e piene di fiori. Dopo le ultime abitazioni il paesaggio si trasforma e diventa un frutteto immenso: peschi, fichi, noci, meleti e vigneti, qualche albero di pere, noccioli, albicocchi…. frutti succosi che mi facevano venire una gola immensa. Comunque questa è stata una caratteristica di tutta la tappa: da Trento a Sopramonte lungo il cammino di San Vili è tutto un mare di frutta. Una palestra di roccia e poi si arriva a Sardagna, un paesino che a dirla tutta non mi dispiacerebbe come casa. E poi sentieri nel bosco che a parte due brevi tratti (uno tra ortiche enormi e l’altro in un mare di fango) sono davvero un incanto. Alcuni angoli sembrano usciti da una fiaba. Ho riempito gli occhi di un verde carico di intensità, rigoglioso, vivo. E poi fiori che colorano tutta la via. A Sopramonte ho mangiato al ristorante le 3 cime (buonissime le tagliatelle fatte in casa con i porcini) e pernottato presso il b&b Artemia molto tranquillo, curato e rilassante. I gestori sono molto simpatici e gentili. Son quei posti che ti fanno capire il valore del relax!

Dal punto di vista fisico, ho fatto fuori ettolitri di acqua, ma lungo questo percorso ho incontrato la bellezza di 4 fontane. Le gambe, i piedi e le giunture stanno bene e da quanto dice Strava ho camminato per 4 ore e 40 (comprese le pause foto e cibarie) e da 194 metri di piazza Duomo sono arrivata ai 626 del centro di Sopramonte toccando gli 815 di passo Camponzin per un totale di 13 km e zifola. Quindi dai, non me la son cavata proprio male.

Sono comunque molto felice anche di aver portato nello zaino la crema arnica-ortica-rosmarino dell’Orto Pendolo, di Marina Fontana del Vanoi. Muscoli rinati.

Prima tappa finita, buonanotte!

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 

Annunci