Sotto la neve…il pane.

Una frase un po’ d’effetto che mi è sempre piaciuta anche se come titolo rispetto al contenuto di quanto sto scrivendo, non è del tutto azzeccata. 5 parole più la punteggiatura e 2 di queste sono tra le mie preferite in assoluto. La neve, passione che, considerato il mio nick, non trovo necessario spiegare e il pane. Il pane è la vita, la base di ogni alimentazione, nemico di ogni dieta ma per me uno degli amici del cuore. E tra tutti quelli che si trovano in giro di buonissimi e speciali ce n’è una tipologia che adoro, quello prodotto da Irene e Annarosa di Sarnonico in Val di Non, Trentino. Non so se è perché me lo raccontano, perché ho visto come lo impastano, come preparano il lievito madre di cui vanno fiere o perché ho seguito Giovanni, (papà di Irene e marito di Annarosa) tra i campi di segale e grano saraceno dell’alta Anaunia. Ma forse è perché è buono. Buono come il pane, si dice. Ho ascoltato le loro storie. Giovanni ha la passione dei cereali da quando da piccolo usciva da Messa la domenica in estate e si alzavano nuvole chiare e profumi dal grano appena mietuto. Ne rimaneva incantato. Così nel tempo si è documentato, ha imparato a coltivare, ha cercato mietitrebbie e mulini artigianali e ha iniziato a far crescere piantine di farro, orzo e frumento. Ha trasferito la passione anche alla figlia Irene che a 22 anni ha deciso di iniziare la sua avventura professionale al fianco della madre dedicandosi alla panificazione. I risultati dopo solo pochi mesi dall’apertura (inaugurazione panificio, giugno 2014) sono pazzeschi. Un esempio concreto di agricoltura familiare e consiglio a chi passa da quelle parti o per chi vuole andarci apposta (c’è anche il museo di Giovanni con attrezzi, mulini e farine particolari), di assaggiare il pane che chiamano “bianco”. Non potrete più farne senza.

Panificio dal Gran al Pan Via C. Battisti, 15 – Sarnonico (TN)