Musica che sa di infinito.

Serata diversa. Io, che normalmente massimo massimo alle dieci sono già tra le braccia di Morfeo, svenuta dal sonno. Non mi capacito ancora come mia cognata mi abbia convinta ad andare a sentire un concerto all’Auditorium Santa Chiara. Non perchè non mi piaccia la musica classica… è proprio la questione di uscire che stride forte in me.

Non mi è sempre piaciuta questa tipologia di musica. Ricordo ancora i grandi litigi, vere e proprie catastrofi, quasi tragedie greche in famiglia per le ore al pianoforte di mia sorella. Mi innervosivo da morire appena sentivo le sue dita sui tasti bianchi e neri.

Poi una quindicina d’anni fa… non so bene cosa sia successo… forse un colpo in testa e mi sono ritrovata io tra spartiti e metronomi a seguire il pentagramma. 

E questa sera devo dire, nonostante il primo momento post ufficio che avrei voluto trovare qualsiasi buona scusa per non uscire, mi è piaciuta molto. Primo in assoluto Beethoven, secondo Mozart. Mentre quel “Way to Infinity” bah…. mi piace il fantasy ma questa colonna sonora da battaglia di Star Trek, non so… non l’ho capita, forse. 

Tra qualche colpo di tosse e lo scricchiolio di carta di caramella, con il caro Ludwig è stato come entrare in una fiaba. E mi è tornata la voglia di suonare!