Pensieri e tarassaco.

Lo chiamano in mille modi ma io sono affezionata a “denti di cane“.
Fin da piccola andavo a raccoglierne un bel po’ con mio papà e i miei fratelli; si ripeteva un certo rituale e la cena anche se semplice, era un appuntamento immancabile della primavera.

Con Noris in Val Rendena alle falde delle Dolomiti di Brenta, ogni volta è una scoperta, imparo qualche pezzetto in più delle sue tradizioni e porto via, oltre a qualche prelibata erba spontanea, anche un po’ di magia. Raccogliere erbe è rilassante, ti permette di pensare e allo stesso tempo di svuotare la mente. Mi piace molto ma riconosco che è importante farlo solo se si conoscono bene le piante e non solamente quelle che poi finiscono nel piatto ma anche quelle vicine, perché possono essere pericolose.

E così, partita con un mal di testa infernale, sono rientrata la sera a casa leggera e libera da qualsiasi turbamento. Toccare la terra, avere quelle mani sporche e allo stesso tempo profumate di primitivo e selvatico, è una sensazione incredibile.

Anche con qualche nuvola camminare nei prati e nel bosco ha il suo fascino. In silenzio, con il nostro coltellino in mano, quest’erba sparpagliata dappertutto ci guardava con le sue foglie a forma di punta di freccia, con denti aguzzi da sembrare quasi canini. E già pensavo alla scorpacciata con patate lesse e uova sode.

Ortiche, aglio della Regina, “sgrizoi” e salvia dei pascoli. Tutte hanno la loro funzione, tutte hanno il loro ruolo gastronomico. Ci ho messo gran parte della sera a pulire le pianticelle, ma l’ho fatto con gioia perché ho prolungato questo momento così pieno di entusiasmo e di serenità. Nel silenzio della mia casa, con i gatti sonnacchiosi sullo schienale del divano, sentivo il rumore del raschiare le foglie brutte dalle radici e della pioggia scrosciante sul tetto.

Non solo erbe, ma anche due passi in montagna. Abbiamo raggiunto il lago di Nambino, calpestato un po’ dell’ultima neve e sentito tuoni in lontananza che non promettevano niente di buono. Il cuore felice e spensierato dopo una domenica dedicata interamente alla natura. Un po’ di vento negli occhi e nell’anima ha cambiato la mia prospettiva e tutto nei miei pensieri, ha ripreso colore.

 

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3 thoughts on “Pensieri e tarassaco.

      1. Paola

        Fresco e tenere in insalata. Oppure lo passi con un filo d’olio e ci fai un risotto (anche con i fiori) o una frittata. Se è proprio così tanto (ma una volta cotto si riduce moltissimo) lo puoi usare come ripieno di una torta salata, magari mischiato con verdure meno amare, un po’ di ricotta

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